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Editoriale

Addio Maricica Hahaianu, non ti abbiamo saputo difendere!

sabato 16 ottobre 2010 di Umberto Calabrese


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Addio Maricica Hahaianu, questa nostra irriconoscibile società, non ti ha difeso, la città dove vivo, ti ha visto picchiata cadere, ma per troppi lunghi minuti, ti è passata accanto, tu eri lì a terra in coma, nella indifferenza totale. No! non è perché eri straniera, invece di Maricica, potevi chiamarti Romina, essere trasteverina o dell’Anagnina. No pultroppo per noi che restiamo, le immagini sono eloquenti, l’indifferenza ti era accanto, e passava cieca.

Eri qui fra di noi, lavoravi, ti prendevi cura di noi, come infermiera, ma per lunghi minuti, nessuno si è preso cura di te.

Lo riscrivo, non è perché eri straniera, la realtà è molto più grave, come se non fosse già gravissimo se nessuno ti avesse soccorso perché eri rumena.

Ma quelle immagini che ripropongo qui sotto sono la denuncia che questa nostra società è morente.

Poveri noi tutti, si perché quello che è capitato a te, nella Metro, poteva capitare a chiunque di noi e pultroppo avrebbe avuto lo stesso triste epilogo.

Una società, che non ha un gesto di solidarietà, nel soccorrere, un essere umano che è a terra, ditemi voi come definirla.

Si, mi vengono in mente altri episodi di mostruosa indifferenza, uno fra tutti: tanti anni fa in via nazionale, sempre qui a Roma, un uomo morto per infarto a terra, e la gente che passava con la stessa differenza.
Allora l’indignazione fu tanta, ma altrettanti furono le attenuanti: era un ’barbone’, pensavano che dormiva o che fosse ubriaco, ecc...

No, stavolta non ci sono attenuanti, eri: la sorella, la fidanzata, la moglie, la zia, la madre, di chi ’tirava avanti’, non si ’impicciava’, si voltava dall’altra parte...

Il disaggio che provo è enorme. Troppo forte il senso d’impotenza, ho la consapevolezza che è difficile riprenderci una vita normale.

Una normalità che antropologicamente, fa fermare un essere umano in soccorso ad un suo simile, che vede lì atterrato da un pugno.

Si se cadiamo a terra e istintuale, che il nostro prossimo si accosti a vedere se abbiamo bisogno.

No non è successo.

No!

Ti sono passati acccanto indifferenti, ma ciò che è più grave, è che ti è passata accanto indifferente la nostra società.

Una società troppo concentrata a disumanizzarsi, e la disumanizzazione delle reazioni: dove se ripresi da una donna si reagisce con un pugno, un pugno carico di rancore di odio, di intolleranza, di rabbia.

Una società troppo concentrata a disumanizzarsi, per avere un gesto di solidarietà, per fermarsi un’attimo per chiedere ’serve aiuto’, ’ sta male?’

Una società tutta protesa alla disumanizzazione dei rapporti, delle Istituzioni, dei servizi.

Si Maricica, Maricica Hahaianu, perché come tutti gli esseri umani, anche tu hai, avevi un nome, ma siamo in pochi, a scriverlo sui nostri titoli, anche in queste ore, è più faccile disumanizzare anche te, e titolare:

’donna’;

’rumena’;

che dichiarare che eri, si una donna, si una rumena, ma soprattutto una persona con la propria dignità e il rispetto della tua persona incomincia dal tuo nome e cognome. E di questo mi scuso, anche noi di Agorà Magazine, alla prima notizia abbiamo omesso non trovandolo il tuo nome.

Abbraccio i tuoi cari, non ho parole per loro, non le trovo. Posso solo esternare la mia profonda indignazione, per quello che ti è successo e per offrire a loro la mia solidarietà e da cristiano le mie preghiere.

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