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Bologna / Italia-Spagna-Romania impegnate nel Progetto europeo per la raccolta differenziata dei piccoli elettrodomestici e della plastica

giovedì 29 marzo 2012 di Domenico Esposito


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BOLOGNA – Dalla sede emiliana di Ecolight è partito il nuovo messaggio: in tre Paesi, Italia-Spagna-Romania è in programma la realizzazione di un Progetto europeo “Identis Weee” (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for WEEE), per intensificare la raccolta differenziata dei piccoli elettrodomestici. Sono impegnate l’Ecolight italiana, la Fundación Ecolum spagnola e l’Associatia Environ romena.

L’annuncio tiene conto dei dati raccolti di recente dal “Centro di Coordinamento RAEE” italiano che si occupa appunto della gestione eco-sostenibile dei Rifiuti Tecnologici (RAEE è acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), Pile e Accumulatori (PA) esausti e Impianti Fotovoltaici (FV) a fine vita.

Per la precisione, la rilevazione riguarda lo scorso anno, periodo durante il quale sono state raccolte e avviate a corretto recupero oltre 40mila tonnellate di piccoli elettrodomestici: cellulari, frullatori, rasoi e giochi elettronici. Tutti oggetti – secondo le osservazioni del Centro - che se trattati correttamente piuttosto che gettati nel sacco nero della spazzatura permettono di risparmiare – appunto come è accaduto lo scorso anno – circa 60mila tonnellate di anidride carbonica e 25.200 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) per la produzione di nuove materie prime.

Il Centro, nel contempo, fa un secondo rilievo agli italiani: siamo ancora lontano dai risultati che si potrebbero raggiungere laddove si pensi che la produzione annua dei piccoli elettrodomestici (i cosiddetti R4), è stimata nell’ordine delle 200mila tonnellate. Come non rammaricarsi: 140 mila tonnellate dei ripetuti oggetti finiscono ancora tra la… spazzatura.
Si giustifica – quindi – l’interesse manifestato nei riguardi del Progetto, che nelle previsioni e dopo l’installazione di “una quarantina di innovatori contenitori stradali” consentirà la raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e lampade a basso consumo. Inoltre apprendiamo che “nuovi contenitori in cui conferire grandi e piccoli elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati in stazioni ecologiche, negozi e centri commerciali”.
Altra soluzione che sarà sperimentata, la “raccolta di prossimità”. Il sistema, riservato alla generalità dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (i ripetuti RAEE) sarà attuato a mezzo di una “stazione mobile” condotta da un operatore.

Insieme all’innovazione degli strumenti di raccolta, il progetto introduce il tema della “tracciabilità dei RAEE”. Resa fattibile a seguito del lancio del programma europeo “LIFE+politica e governance ambientali”, costato 3,5 milioni di euro, patrocinato dall’Anci, da Federambiente e dalla Regione Emilia Romagna. Unico in Europa, il programma è in grado di “ intercettare i rifiuti elettronici, soprattutto i piccoli elettrodomestici e le lampadine a risparmio energetico attraverso l’ausilio di cassonetti ‘intelligenti’, e tracciarne il percorso dal loro conferimento fino al recupero o trattamento finale. Così sarà possibile attualizzare le indicazioni di Strasburgo creando un sistema innovativo che permette di testare le abitudini dei cittadini e prevenire l’esportazione illegale dei RAEE.

L’ “intellighenzia” dei cassonetti è stata messa a punto dall’Hera. Che ha applicato su tutti i contenitori “Hera” i dispositivi destinati a permettere di attuare un nuovo sistema informativo che consiste:
1 – di risalire al cittadino e determinare l’esatto quantitativo di RAEE conferito;
2 - di tracciare, vale a dire rilevare elementi certi circa il ciclo di vita che ha sopportato il rifiuto, fornendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantendo la trasparenza dell’intero processo di gestione.
In breve: il sistema prevede il conferimento dei rifiuti al cassonetto con la tessera magnetica. Messo in pratica dal gruppo Multy Utility Hera, è operativo da poco anche in provincia di Rimini e a Modena. Nel territorio di Rimini i cittadini sono in possesso di una chiavetta trasponder che si appoggia al display elettronico posto sui cassonetti per la raccolta indifferenziata. Le chiavi elettroniche personalizzate permettono di contare e memorizzare il numero dei conferimenti dei rifiuti indifferenziati. A Spilamberto, invece, il “cassonetto intelligente” è dotato di un pulsante e di un display per la tessera magnetica che permette il riconoscimento e la possibilità di gettare i rifiuti indifferenziati, siano organici, plastica, carta e lattine.
Il Progetto “Identis Weee” è stato lanciato nel 2011. Si svilupperà in quattro anni, per fasi. La prima fase, come appena riferito, prevede l’installazione dei contenitori speciali nei comuni prescelti, a partire da 4 italiani ( Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo). L’esperimento, poi, sarà esteso alle città di Saragozza (Spagna) e Bucarest (Romania).
La stazione mobile con operatore – invece – sarà sperimentata in contemporanea nei tre Paesi, allo scopo di verificare subito la fase della raccolta domiciliare.
Nel biennio 2013-2014 è prevista la seconda fase. Consisterà nel monitoraggio e nella catalogazione dei dati relativi alla raccolta ed al recupero.

Nel 2015 il progetto si concluderà con l’ultima fase “quando saranno finalmente disponibili i dati conclusivi”.
Il direttore generale del Gruppo Hera, Roberto Barilli, in merito alla delicata mission si è così espresso: "I rifiuti elettronici rappresentano la vera sfida in campo ambientale. Abbiamo già ottenuto risultati eccellenti nell’attività di raccolta di questi rifiuti. Ora puntiamo a incrementarne non solo i quantitativi, ma anche la qualità, introducendo soluzioni innovative che garantiranno tracciabilità, identificazione, determinazione quantitativa e monitoraggio di flusso dei Raee". "Raddoppiarne la quantità raccolta significa – ha soggiunto - , per l’Emilia Romagna, raggiungere gli 11 kg all’anno per abitante. Un obiettivo ambizioso per un territorio in cui questo dato ha già superato la media nazionale".

Per Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, tuttavia, "l’obiettivo europeo dei 4 kg di Raee per abitante raggiunto dall’Italia nel 2010 non è certamente un traguardo. Occorre fare - dice Dezio - di più nell’ambito della raccolta e della sensibilizzazione perché dal recupero di questi rifiuti è possibile ottenere importanti materie prime seconde che possono essere reimmesse nei cicli produttivi con notevoli benefici ambientali".
Il Gruppo Hera Holding Energia Risorse Ambiente, azienda per il servizio pubblico di Energia Acqua e Ambiente con sede a Bologna, ha fornito, infine, i dati relativi alla raccolta di RAEE nel 2011: “sono state circa 14.800 le tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte nell’intero territorio tramite 135 stazioni ecologiche e i servizi di ritiro dell’immondizia ingombrante. Solo a Bologna sono state recuperate quasi 4.300 tonnellate, il 24% in più rispetto al 2010 (3.487 tonnellate). Un trend in crescita per Hera (+2%), che conferma il risultato già raggiunto nel 2010 di quasi sei chilogrammi per abitante all’anno di Raee raccolti in maniera differenziata”.


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