Agorà Magazine

Da YouTube a YouPorn, sex gratis per tutti

Esplodono sul web e sulle Tv a pagamento i consumi di film a luci rosse in un settore che non conosce recessione.

domenica 4 maggio 2008 di Filippo Giovannetti


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YuoPorn, versione erotica del celeberrimo YouTube ha ormai messo in ginocchio i ricavi dell’industria del porno via Internet.

In questi ultimi anni è cambiato profondamente il mercato dell’erotismo italiano, con l’abbandono ormai dei canali classici di commercializzazione quali sxyshop, DVD ed erotic line, mentre hanno preso in sopravvento le Tv a pagamento (vedi Sky) e il web libero.

Dall’ultimo rapporto sul fatturato del porno in Italia (n.d.r. Rapporto sulla pornografia 2005 Eurispes), il giro complessivo di affari annuo ammontava a circa 1,1 miliardi di euro, con una crescita del 10% annuo.

Questo dato a tutt’oggi sembra molto sottostimato, perché non ingloba il settore concentrato in particolare nella vendita di film e gadget, e soprattutto i vari operatori che non fanno del porno la loro attività principale e che preferiscono mantenere i loro affari sexy nascosti, come Sky.

Nell’ultimo anno si calcola che ogni sera sui 20 canali Hotclub di Sky, vengano acquistati film hard da circa 200 mila persone a notte, con un giro di affari che si aggira sui 900 milioni annui, più i ricavi derivati dalla pubblicità.

Ovviamente Sky si guarda bene a confermare tali cifre, e non rende pubblici i dati di acquisto di tali film, come invece fa per altri pacchetti quali cinema e calcio.

Altro crac sul mercato del porno è avvenuto con l’avvento di YouPorn, sito che si ispira al più famoso YouTube.
Tale sito, ha praticamente messo in crisi i ricavi dell’industria del porno via Internet e via telefono a pagamento. Secondo Nielsen net rating YouPorn è divenuto leader assoluto nel mondo e ovviamente anche in Italia con circa 1,5 milione di utenti. Nell’ultimo anno gli utenti sono aumentati del 12%.

Questo enorme successo ha portato alla crisi di altri siti che si reggevano sulla pubblicità dei siti xxx rated; un esempio ne è dagospia.com, che per anni è vissuto sui finanziamenti raccolti da questi siti, e che ora viene praticamente finanziato personalmente dal suo ideatore Roberto d’Agostino. Lui stesso in un’intervista ha affermato che “il fenomeno YouPorn ha prosciugato le finanze delle iniziative erotiche in rete, che ormai non possono più permettersi di farsi pubblicità” (fonte il Mondo).

L’ultima frontiera non ancora completamente esplorata è il mondo della telefonia, anche se tutti i gestori italiani offrono contenuti per soli adulti, soltanto Tre ne pubblicizza il servizio e ne ammette l’esistenze, mentre glia altri gestori riescono a negare l’evidenza e si trincerano su un no comment.

Dopo questo quadro, fa sorridere la notizia comparsa sul web in cui la Deutsche Bank non rimborserà più ai suoi dipendenti in trasferta piacevoli intrattenimenti. "La Deutsche Bank non approva alcun intrattenimento da adulti e queste spese non saranno rimborsate", recita una nota pubblicata dal magazine tedesco Spiegel e ripresa dall’Independent. Insomma, per i dipendenti soliti divertirsi in modo poco ortodosso a spese della banca durante i viaggi di lavoro la pacchia è finita.

Ovviamente ognuno è libero di guardare ciò che vuole e desidera, ma è strano che un paese cattolico e moralista come il nostro presenti un mercato del porno così sviluppato, è proprio vero che la rete web fa miracoli.


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