Agorà Magazine

Genova / Punta sul porto la candidatura al programma europeo «Smart cities and communities»

domenica 8 aprile 2012 di Domenico Esposito


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GENOVA - Se ne parla da qualche tempo. Per la precisione, la prima notizia dell’interesse della città nei riguardi del programma «Smart cities and communities» è datata 21 giugno 2011. Giornata da ricordare ogni volta che si faccia riferimento al programma, giacché a Bruxelles, ben 500 rappresentanti delle amministrazioni locali europee hanno manifestato il desiderio di essere scelte come «città pilota» della catena che beneficerà dei primi 80 milioni di euro per realizzare progetti di ristrutturazione energetica e reti intelligenti.

La candidatura di Genova punta sul porto e prevede una serie di interventi collegati, in linea con l’impostazione del progetto europeo, argomento della presente nota.

Per la precisione sono previsti oltre all’illuminazione della zona del porto, nell’ambito del Piano di Azione Portuale dell’Energia previsto dall’Autorità portuale, l’intervento di ristrutturazione sostenibile di ben 250 edifici scolastici, degli edifici pubblici e dei musei. In pratica, la collaborazione Comune-Autorità portuale-Università-Imprese ha consentito di prevedere l’installazione di pale eoliche sulla diga foranea, firmate dall’architetto Renzo Piano. Altra prospettiva, la distribuzione alle navi di energia elettrica. Infine, è allo studio una soluzione innovativa, in grado di produrre energia dal moto ondoso, già in essere altrove.

Ma non è tutto. Da Genova parte l’idea di realizzare un pool di città, con il nome di SmartItaly e l’obiettivo di «concertare» lo sviluppo di una rete di città intelligenti, in grado di scambiarsi le esperienze. Proposta in linea con il programma Smart cities and communities dell’Unione europea, destinato anzitutto a ridurre nei centri urbani europei il 70 per cento circa delle emissioni di gas serra. Che richiede appunto interventi sul patrimonio edilizio, sull’efficienza energetica, sulla pianificazione energetica ed infine sulla mappatura energetica.

Quattro priorità, cui fece riferimento il commissario europeo per l’energia Günther Oettinger all’apertura della conferenza di lancio, come già detto a Bruxelles, nel dichiarare testualmente: «Con un pacchetto di 80 milioni di euro realizzeremo l’integrazione intelligente delle tecnologie energetiche nel tessuto urbano nelle città pilota selezionate Questo aprirà le porte a nuovi mercati per l’industria europea. Le città sono la chiave per raggiungere gli obiettivi della UE di risparmio energetico del 20% entro il 2020 e allo sviluppo di un’economia a basse emissioni entro il 2050, perché il 70% del consumo energetico della Unione europea si svolge in città».

Va ancora rilevato che le «smart city» ricaveranno dalla riduzione sia delle emissioni e sia del sistema energetico alcuni vantaggi. I principali: risparmio di denaro in seguito al minore consumo energetico, diffusione delle tecnologie innovative con il conseguente aumento dell’occupazione, miglioramento della qualità dell’aria e della vita.

Va ancora tenuto presente che l’Unione europea, a Bruxelles ha fatto sapere che farà seguire al primo bando, ripetiamo di finanziamento con 80 milioni di euro destinati alla riqualificazione energetica degli edifici, un secondo bando destinato a finanziare iniziative di mobilità sostenibile e trasporto pubblico. Inoltre, è stato annunciato che saranno scelte in tutto trenta «smart city», due per ogni Paese europeo. E a Genova, al momento si sono affiancate Milano, Bari, Torino, Palermo e Catania, oltre all’intera regione Sardegna.

Tutte le candidature sono condizionate al possesso dei requisiti che riguardano:

• l’evoluzione della rete elettrica;
• l’illuminazione pubblica e gli edifici intelligenti;
• la gestione della domanda attiva;
• l’integrazione della produzione di energia da fonti rinnovabili;
• la mobilità elettrica e l’elettrificazione dei porti;
• il coinvolgimento delle comunità.

Le prime città pilota che partecipano al progetto di Enel sono:

• Genova (Italia);
• Bari (Italia);
• Malaga (Spagna);
• Buzions (Brasile);
• Barcellona (Spagna).

Da segnalare, per quanto riguarda Genova, che fin dal 5 giugno dello scorso anno, in occasione delle Giornata Mondiale dell’Ambiente, presso i Magazzini del Cotone del capoluogo ligure, sono state messe a punto le prime idee da presentare alla Commissione che dovrà valutare le città in competizione.

Il fervore con cui è seguito il progetto è confermato dal motto coniato in questi termini: «Sviluppo sostenibile per un futuro intelligente», ricordato di recente dal vicesindaco Paolo Pissarello, durante l’incontro dedicato al tema: «Genova un laboratorio per le smart city». All’iniziativa, tenuta nella sede della Banca d’Italia, dal Comune e dall’Università di Genova, ha partecipato la preside della Facoltà di Ingegneria Paola Girdinio.
«Genova smart city è un lavoro che abbiamo cominciato da più di due anni - ha ricordato Pissarello - che ha avuto un successo a livello europeo, Genova è stata l’unica città d’Europa a vincere la sfida europea delle città intelligenti coinvolgendo istituzioni, imprese, università, tre valori del territorio messi insieme per fare delle scelte giuste per la nostra città in termini di lavoro, di energie sostenibili e di ambiente».

Del caso di Genova si parlerà durante l’incontro organizzato dalla delegazione della Federazione Relazioni Pubbliche Liguria, in programma giovedì 12 aprile nella Sala dei Capitani, Palazzo San Giorgio (via della Mercanzia, 2). L’evento – secondo quanto annunciato – rimarcherà il fatto che «dalle nuove sfide energetiche alle perenni difficoltà infrastrutturali, passando per il dissesto idrogeologico del territorio, il tessuto urbano italiano vive tra necessità di modernizzazione e crisi di fiducia e consenso, innanzitutto verso la rappresentanza politica». La Ferpi Liguria, quindi, ritiene che «la comunicazione – intesa nel suo significato originale di ‘messa in comune’ – assuma un valore strategico nella facilitazione delle scelte da compiere e nella costruzione di ‘ponti’ tra gli interessi contrastanti e spesso conflittuali in campo».

Inoltre, sottolinea l’annuncio, «le città che investono in politiche ambientali coraggiose utilizzano la leva della comunicazione come motore per facilitare quel patto tra amministratori, mondo economico e cittadinanza, essenziale per superare i tanti ostacoli presenti sulla strada che porta alla sostenibilità. È il caso emblematico del progetto europeo smart city: un ambizioso obiettivo politico (la sostenibilità urbana) che trova linfa vitale innanzitutto in una semplice e immediata idea comunicativa».


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