Agorà Magazine
XXII edizione di “Forum PA 2011”

Il signor Pantalone-che-paga-le-tasse troverà risposte sul Sistema Italia

venerdì 14 gennaio 2011 di Domenico Esposito


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ROMA – Il quartiere fieristico ospiterà, dal 9 al 12 maggio prossimi, la XXII edizione del “Forum PA 2011”.
Parlarne con tanto anticipo, potrebbe apparire inopportuno, dispersivo, intempestivo. Invece, il romano Istituto Mides srl, organizzatore dell’evento, ha tenuto fede all’ imperativo di mantenere desta l’attenzione su ciò che viene deciso, in modo da raccogliere adesioni e partecipazione motivate, anzitempo.

Trova così giustificazione la prospettiva immaginata di “fare rete per ricostituire un capitale sociale utile per l’innovazione”. Da cui discende il carattere che assumerà il consesso: il “forum delle reti nella mostra, dove gli stand saranno spazi espositivi a rete, ma anche nei convegni che, per format e per temi, saranno tutti improntati sul fare rete”.

Resta al cronista il bisogno di chiarire il motivo per il quale vada coinvolto il lettore in un’operazione che ha la sigla “PA”, vale a dire Pubblica Amministrazione. Potrebbe tornare agevole far leva su un elemento: la scorsa edizione ha riscosso l’interesse di ben 12 regioni ed oltre 60 realtà locali, tra aree metropolitane, Camere di Commercio, Province, Asl e poli universitari che hanno portato in mostra la testimonianza dei dipendenti pubblici che si fanno carico del funzionamento della macchina pubblica, lì dove è a contatto con i cittadini e le imprese. In particolare, l’area espositiva “Amministrare 2.0” ha raccolto le migliori esperienze, soluzioni e idee innovative sul tema, presentate dalle Istituzioni del territorio con i contributi delle Imprese.

Ecco: l’uomo della strada, il Pantalone-che-paga-le-tasse, del quale abbiamo tracciato il profilo nell’edizione di ieri, a proposito dello “ius murmurandi”, del mugugno accordato ai genovesi e del “fanciullo sempre scontento di quanto lo circonda”, sa che un esercito di italiani si industria e si prodiga per assicurare la sempre maggiore efficienza dei servizi pubblici.
Vi è anche di più. Il feed beack, vogliamo dire la retroazione, lo sguardo alla passata edizione, accredita Forum PA come attrattiva anche del privato. Infatti è documentato: lo scorso anno, il mondo delle aziende private, confermando la grande attenzione al settore pubblico, visto come un asset strategico per il rilancio dell’economia nazionale, ha proposto soluzioni innovative e altamente qualificate, ribadendo una nuova volontà di lavorare in stretta sinergia con la PA, con una ribadita comunità di interessi e di azioni. L’area della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la quasi totalità dei suoi dipartimenti, la Casa del Welfare animata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con gli Enti della previdenza e dello sviluppo sociale, la Città della Salute con le ASL/AO di tutta Italia intorno al Ministero della Salute, gli spazi espositivi degli altri ministeri ed Enti (Affari Esteri, Ambiente, Difesa, Istruzione, Università e Ricerca, Politiche agricole e forestali, Sviluppo economico, Corte dei Conti, Cnel, Istat, Garante Privacy) hanno garantito uno scenario variegato, un luogo di confronto, tra protagonisti di primissimo livello, sui programmi nazionali volti a ineludibili obiettivi di crescita del Sistema Paese.
Come dire: la Pubblica Amministrazione, nel proporsi allo specchio, fa conoscere al cittadino le proprie potenzialità.
Esperienza vuol dire affinamento, anche. Per cui non va sottovalutato l’annuncio degli organizzatori: la prossima edizione, del 2011, sarà “il forum delle reti nella mostra, dove gli stand saranno spazi espositivi a rete, ma anche nei convegni che, per format e per temi, saranno tutti improntati sul fare rete”. L’intento finale è anche allettante: “fare emergere – dicono – la prospettiva della rete nella politica e nella amministrazione pubblica.

In tale clima, l’evento sarà in grado di rispettare i tre passaggi obbligati: ascoltare, partecipare, imparare. La sezione congressuale – sono le proposte degli organizzatori – soddisferà le esigenze secondo le percentuali di seguito
elencate:

20% di ascolto: i grandi convegni sulle politiche permetteranno di ascoltare dalla voce dei responsabili politici nazionali e regionali le linee guida su aree specifiche dell’azione pubblica nelle aree chiave dell’innovazione e dello sviluppo.
40% di partecipazione: le “non-conferenze” e i “barcamp”, novità vincente delle ultime due edizioni di Forum PA, offriranno momenti di partecipazione, interazione, dibattito e lavoro comune; momenti che saranno rafforzati in un’edizione, come la prossima, che ha l’ambizione di promuovere le reti.

40% di formazione: i quotidiani seminari tematici su singole innovazioni tecnologiche, normative o organizzative; i “master diffusi”, momenti formativi a cura di enti ed aziende espositrici direttamente presso gli stand; le “lectio magistralis” (lo scorso anno la tenne un Premio Nobel) in cui indiscusse personalità offrono ad un pubblico interessato e partecipe il loro punto di vista su temi generali di grande attualità.
Dunque, il Forum PA metterà in mostra i Progetti Paese. Un confronto tra volontà politica innovativa, amministrazione pubblica composta da funzionari e impiegati pensanti, imprese calate nel sociale. Per cui ha valore un principio espresso in fase organizzativa: “l’innovazione che c’è in Italia non è frutto di grandi Progetti Paese ma nasce dai territori dalle comunità locali e dalle reti relazionali. È da qui che può ripartire lo sviluppo del nostro Paese. Una spinta dal basso che, però, deve necessariamente trovare spazio all’interno di una politica nazionale dell’innovazione”. Che va proiettata a portare vantaggi al mai troppo lodato Pantalone-che-paga-le-tasse.

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