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Lega: “Belsito” dove riporre il malloppo

lunedì 23 aprile 2012 di Maurizio Compagnone


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La Lega dopo il cataclisma che l’ha colpita si è affidata al buon Maroni, l’uomo adatto ad ogni tempesta. Lo tsunami ha affondato anche la corazzata Potemkin dalla corazza coriacea ma malleabile davanti a pallottole dal profumo dorato.

Maroni prima che si sciogliessero le scialuppe di salvataggio ha tentato una manovra diversiva per evitare l’affondamento rapido. Ha messo in gioco la sua abilità di mediatore promettendo pulizia al suo interno, ha preferito al momento avallare la grossolana balla di Bossi – (tutto è un raggiro) – una tesi a cui solo Bossi e pochi fedelissimi credono.

Maroni sa bene che le parole di Bossi sul complotto non reggono, ogni giorno escono notizie sull’uso sconsiderato dei fondi pubblici da parte di Bossi e la Family. Ha capito che per mantenere la Lega unita non può attaccare in questo momento l’operato di Bossi e dei suoi fedelissimi, rischierebbe di veder crollare l’intera impalcatura che governa da oltre 20 anni, il Nord. L’unica strada per mantenere uniti piemontesi, lombardi, veneti e emiliani organizzati in feudi celtici che rispondono solo al grande capo, Umberto Bossi, è, al momento, temporeggiare e indebolire il più possibile le forze di avanguardia legate al Senatur.

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Maurizio Compagnone (Segretario Organizzativo dei Popolari Glocalizzati) al centro

Nella Lega però anche gli amori appassionati si spengono e i simpatizzanti bossiani guardano con fiducia all’ex ministro degli interni, sono coscienti che un’era si è chiusa e una nuova si apre, a gran voce dal parterre di Bergamo chiedono pulizia e rivendicano la loro genesi, la Lega non è omologabile, è onesta e crede nei suoi principi fondativi. Ora hanno una montagna da superare “le amministrative p.v.” lo sanno bene che non possono contare su nessuno, devono usare scarponi chiodati più resistenti per arrivare sulla sommità e sperare che la roccia non si sbricioli troppo con l’accorgimento usato, se si cade non ci si rialza più!

Siamo così convinti che la Lega uscirà indenne dal terremoto che l’ha colpita e quanti le daranno ancora credito?

Le amministrative saranno un piccolo termometro ma la prova del nove saranno le prossime politiche, dove scenderanno in campo tutti i Big in camicie verdi, allora sarà un orticello, un campetto o un altopiano verde, questo lo diranno gli elettori. Certo delle disgrazie della Lega non è che possano rallegrarsi gli avversari, se il partito guidato da Maroni dovesse soccombere, chi tra i partiti potrebbe fare incetta dei voti transfughi?
L’immagine della Politica italiana è desolante, e i cittadini hanno una bassa considerazione dei loro rappresentanti la considerano una casta di privilegiati e corrotti e come non possiamo dargli ragione?

La corruzione è sotto gli occhi di tutti, non ha colore si estende in tutto lo stivale e in ogni realtà pubblica dalla più grande alla più piccola. Il nostro Paese ha un sistema malato a cui bisognava porre dei correttivi prima che degenerasse, oggi diventa sempre più difficile arginarlo è diventato un modus vivendi ad ogni livello sociale dalla politica, all’economia all’impresa.

Se come immagino, la Lega lascerà un vuoto enorme nel nord del Paese, almeno fino a quanto non uscirà un nuovo progetto innovativo. Gli elettori che si erano riconosciuti nella politica della Lega torneranno ad arruolarsi nel grande esercito del non voto, in attesa che emerga un nuovo condottiero che li riporti in battaglia. Certo alla Lega si può dire tutto che la sua politica era intrisa di razzismo, dai modi rozzi, intolleranti verso gli altri partiti, ma alla Lega e in particolare al suo ex leader non si può negare il merito storico di aver risvegliato la “questione settentrionale”, la stessa che nel meridione si discute da oltre 100 anni. Bossi ha saputo cogliere quel disagio che il ricco nord covava verso Roma e il meridione d’Italia. Ora Bossi è stato messo in “quiescenza forzata”, ma la questione settentrionale è rimasta nella sua interezza, in un contesto nazionale a 150 anni dall’unità d’Italia.

Questo tsunami per la Lega, può essere di contro un momento storico per il nostro Paese, dobbiamo ripensare ad un nuova organizzazione del Paese e dare una risposta esaustiva ai disagi del nord produttivo, ricollocandolo in una visone geomorfologica del bacino del mediterraneo. Non ci può essere un Nord ricco se c’è un Sud povero, devono coesistere entrambi, a quello che il nord non può offrire deve sopperire il sud e viceversa. Bisogna dimenticare che le economie di sviluppo di un territorio possano essere ripetibili, ognuna deve essere studiata per il territorio in cui si dovrà collocare come in un puzzle. Il turismo, la cultura, l’agricoltura e l’eco-sostenibilità deve essere concentrata in quelle aree del Paese che hanno le caratteristiche adatte, mare, sole, infrastrutture portuali e terreni agricoli e il nord deve interagire con logistica, tecnologia e progettualità.

Pensiamo al valore aggiunto che può apportare il Sud al Nord, immaginiamo solo all’energia che potrebbe essere prodotta da parchi fotovoltaici ed eolici distribuiti nelle regioni del sud, in cui il sole è presente per il 95% dell’anno, sarebbe un risparmio sulla produzione dei prodotti finiti, quel risparmio che potrebbe essere immesso nelle buste paghe dei lavoratori, non bisogna dimenticare che i lavoratori sono anche consumatori.

Il nord dovrà solo pensare alle conquiste dei nuovi mercati e sarà più facile potendo contare su un costo dell’energia competitivo. Peccati e virtù non possono più essere localizzate in una sola parte d’Italia ma devono convivere ed interagire in tutto il Paese, tutti insieme per superare la povertà morale che sta uccidendo le generazioni future.

Lo scenario all’orizzonte non presenta nessuna forza politica che possa ancora dare al momento una visone unitaria. L’Italia non può continuare ad essere ancorata ad un sistema politico, economico e sociale ormai desueto, ha bisogno di una nuova genesi per ripulirsi la psiche collettiva e pensare ad una crescita unitaria, con Bossi, uomo che è vissuto nell’oscurità più profonda è stato impossibile, ora nuove prospettive si aprono con Maroni, ancor più prenderebbero corpo e illuminerebbero la politica del nuovo corso della Lega se Luca Zaia sarà il nuovo leader, di cui ne sono certo.

Monti e Napolitano stanno facendo il possibile per rallentare il naufragio, ma spetta ai politici e ai cittadini capire che la situazione del Paese è tragica, anche se l’emergenza senza correttivi sarà superata, il declino verso il baratro sarà solo rallentato.

I Servizi offerti dallo Stato non rispondono più alle esigenze dei cittadini, la qualità della scuola dopo l’ultima manovra del Ministro Gelmini è sotto la media OCSE, la Giustizia fa acqua da tutte le parti, le mafie cancro del Paese continuano imperterrite a fare affari con i politici gestori dei soldi pubblici, il costo della politica si è quadruplicato nonostante il referendum avesse detto NO al finanziamento pubblico, la corruzione è tra i primi posti in Europa, i trasporti sono da terzo mondo e neppure si pensa a fare una gara per competitor privati per il ripristino delle reti regionali, molte ormai considerate rami secchi e così intere regioni del sud sono state private di mezzi di trasporto pubblico accentuando il divario Nord – Sud, di questo malessere la fa da padrona l’evasione che ne è causa ma anche effetto. Speriamo che i plichi arrivati da Madeira puniscano gli evasori contenuti nei carteggi, un primo passo verso un nuovo corso. Il Nord e il Sud metta da parte rancori, superbia, superiorità e tutti insieme si lavori per la fratellanza tra i popoli, che ha sempre unito e mai diviso. Solo allora si avrà un grande Nord e un Grande Sud uniti per essere vincenti nelle sfide del prossimo futuro.

* Segretario Organizzativo dei Popolari Glocalizzati


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