Agorà Magazine
RIENTRANO IN ITALIA LE OPERE DARTE ILLECITAMENTE ESPORTATE

Nostoi. Capolavori ritrovati

lunedì 7 gennaio 2008 di Francesca Mentella


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Rintracciate grazie allo sforzo congiunto di Magistratura, Forze dellordine e Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, rientrano in Italia le opere darte antica illecitamente esportate. In mostra al Quirinale: Nostoi.Capolavori ritrovati, levento che festeggia il ritorno dei reperti archeologici.

I furti d’arte hanno da sempre preoccupato le nazioni e i “bottini di guerra” per secoli –e ancora oggi- hanno privato interi popoli delle loro opere e della loro identità culturale.

Il fenomeno del furto e del traffico illecito ha da sempre visto coinvolte tre categorie di Paesi che partecipano, volontariamente o meno, a queste dinamiche: i Paesi d’origine, generalmente i più ricchi di “giacimenti culturali”, i Paesi di transito, dediti al riciclaggio delle opere e del “danaro sporco” e i Paesi che acquistano dal mercato clandestino. Questi ultimi sono evidentemente quelli che non posseggono un grande patrimonio storico artistico né, mi si permetta la nota polemica, una coscienza relativa ad esso, anche se è giusto ricordare che questa pratica è da circoscrivere solo a personaggi “senza scrupoli”.

Diversi sono i fattori che contribuiscono al fiorire di questo traffico. Per prima cosa, sono da annoverare le buone condizioni economiche di certe persone nei paesi ricchi -con conseguenti maggiori disponibilità finanziarie-, che hanno determinato nel tempo un aumento della richiesta di beni artistici. C’è poi da considerare la “generalizzazione” dell’interesse per l’arte -considerata come mero investimento economico-, nonché la notevole importanza che hanno assunto i privati nell’ambito del collezionismo d’arte, i quali hanno determinato una crescente domanda di opere d’arte, tanto da andare a “pescare” nel già fiorente mercato clandestino.


Nostoi. Capolavori ritrovati non è una mostra qualsiasi, ma l’evento che accoglie presso la casa degli Italiani le opere d’arte antica che, pur appartenendo di diritto al patrimonio nazionale, sono state illecitamente esportate. Rintracciate grazie allo sforzo congiunto di Magistratura, Forze dell’ordine (Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale) e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono ora in mostra al Quirinale, sotto gli ”auspici” del Presidente della Repubblica.

C’è da dire che “Nostoi” è la parola greca legata ai poemi epici che raccontavano il ritorno degli eroi greci in Patria ed è una parola densa di significato, poiché racchiude in sé il concetto di un lungo e faticoso viaggio per tornare a casa, proprio com’ è stato per queste opere: le trattative con i musei che detenevano questi reperti sono state lunghe e difficoltose.

Alle istituzioni museali che hanno restituito le opere, la nostra diplomazia ha garantito scambi culturali e il prestito, anche a lungo termine, di opere provenienti da musei italiani.

Al Quirinale così, la statua di Vibia Sabina (moglie dell’imperatore Adriano) ci dà il benvenuto. In realtà, sono gli italiani che accolgono con orgoglio queste opere d’arte che hanno lasciato clandestinamente il nostro Paese e che ci vengono giustamente restituite in forza degli accordi internazionali che prevedono il ritorno dei beni illecitamente esportati: fra tutti ricordiamo la Convenzione di Parigi del 1970 e la Convenzione UNIDROIT e, non ultimo, il nostro Codice dei Beni Culturali.

Esse ritornano dopo essere state rinvenute in scavi clandestini, vendute a mercanti irresponsabili, per poi essere cedute a collezionisti privati e a importanti musei europei, giapponesi e soprattutto americani come il Paul Getty Museum di Los Angeles, Il Metropolitan Museum of Art di New York, Il Museum of Fine Arts di Boston e il Princeton University Art Museum.

Tutti legati dalla stessa passione dell’arte, tutti amanti della bellezza. Tutti convinti che la storia si possa comprare "a suon di dollari".. Ignari, in buona fede o forse no, che il traffico illecito di opere d’arte provoca danni ingenti al patrimonio culturale, nazionale e internazionale.

Ogni reperto decontestualizzato, perde ogni traccia con la storia. La bellezza- così effimera e fine a se stessa- e la passione per l’arte, non bastano a giustificare tale scempio.Né è lecito -come ribadisce il Ministro Rutelli- invocare la cultura per del materiale custodito nei musei e proveniente da mercato illegale.

Sessantasette capolavori testimoniano come questa mostra sia il lieto fine per un lungo processo di diplomazia iniziato dall’allora Ministro Rocco Buttiglione e portato avanti, in uno spirito bipartisan, dal Ministro Rutelli che ha fatto di questa battaglia etica la punta di diamante del suo mandato, presentando l’Italia, al cospetto del mondo, come esempio impareggiabile di una illustre tradizione di tutela, conservazione e profondo rispetto del patrimonio artistico.

INFO: Nostoi. Capolavori ritrovati. Roma, Palazzo del Quirinale, dal 21 Dicembre al 2 Marzo 2008, Sala delle Bandiere e Sale della Galleria di Papa Alessandro VII; dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 o 15.30-18.30; INGRESSO GRATUITO; domenica ore 8.30-12.00; ingresso € 5.00 con visita al Palazzo. Lunedì e festività chiuso.
www.quirinale.it


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