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Silvio Berlusconi giura davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Nasce il Berlusconi IV con 21 ministri e solo quattro donne

venerdì 9 maggio 2008 di Guido Laudani


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Alle ore 17 precise Silvio Berlusconi entra al Quirinale e nel Salone delle Feste, davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, al Segretario Generale Donato Marra e al Consigliere Militare Rolando Mosca Moschin, tutto d’un fiato recita la formula di rito: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare la mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione".

Seguono gli altri 21 ministri del nuovo governo e alle 17:40 è già tutto finito: non restano che il prosecco e le tartine nella Sala degli Specchi. Poco dopo, alle 18 e 20, minuto più, minuto meno, Romano Prodi consegna a Silvio Berlusconi la campanella del Consiglio dei Ministri.

A questo punto nasce ufficialmente il Berlusconi IV, che è il governo con il minor numero di ministri con portafoglio, solamente 12, nella storia della Repubblica, ai quali si aggiungono 9 ministri senza portafoglio; l’atra caratteristica di questo governo, e anche questa per la prima volta nella nostra storia politica, la lista dei ministri è stata resa nota poco dopo che il Presidente della Repubblica aveva conferito a Berlusconi l’incarico di formare il nuovo governo. Nel nuovo governo, 4 ministeri alla lega ed altrettanti ad Alleanza Nazionale..

Sulla presenza femminile nel nuovo governo, polemica dichiarazione della europarlamentare di AN Cristiana Moscardini: . ’’Se su dodici ministri quattro erano donne è un conto, ma se sono 4 su 21 allora è un pò pochino’’… Poteva essere l’occasione per tentare di fare qualcosa di più”. Nel Berlusconi IV ci sono due donne con ministero con portafoglio (Mariastella Gelmini all’Istruzione e Stefania Prestigiacomo all’Ambiente) e due senza portafoglio (Mara Carfagna e Giorgia Meloni ); diciamo un rosa molto pallido..

Il precedente governo Prodi aveva invece sei donne (Rosy Bindi, Emma Bonino, Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini e Livia Turco) su 25 componenti.

Il nuovo governo chiederà la fiducia mercoledì a Montecitorio e il giorno successivo a Palazzo Madama; l’esito favorevole delle due votazioni è già scontato.

Nel momento dell’addio, Romano Prodi si tira da parte; nel ritorno al privato, non può che trarre alcune considerazioni della sua esperienza al governo: “Ho avuto molte soddisfazioni, e ero disposto a guidare il Paese per qualche altro anno.

Ho fatto la mia politica in modo di avere risultati lungo tutta la legislatura, ma questa è stata interrotta non certo per mia responsabilità. Ne ho tratto le conseguenze in modo serio e doveroso, proprio perché il Paese possa andare avanti, perché io non sia più di intralcio a quelle che emergono come le novità. Adesso si ritorna alla vita di famiglia”


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