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Taranto / Bollettino postale elettronico: l’innovazione, scarsamente recepita dai “clienti”, complica il lavoro degli impiegati

sabato 28 gennaio 2012 di Domenico Esposito


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TARANTO – Potremmo definirla un’ennesima giornata di ordinari… sprechi. Sono le ore 09,25 del 27 gennaio. Ritiriamo lo scontrino A071 ed il tabellone indica l’operazione A034 in esecuzione allo sportello nr. 6 dell’ufficio postale nr.9, conosciuto come posta di Corso Piemonte. Passa il tempo. Di tanto in tanto, sul tabellone, notiamo che gli sportelli nr. 7 e nr. 8, in assenza di “clienti” dei servizi preposti, accettano qualche conto corrente. Intorno alle 10,20 è il nostro turno. Siamo fortunati: alcuni “clienti” nel frattempo hanno rinunciato

Sportello nr. 6. L’impiegata esegue l’operazione di accettazione del nostro conto corrente con il computer. Quindi piega il modulo lungo la linea di demarcazione dei due riquadri e con la spillatrice applica un punto metallico per bloccare la ‘ricevuta di versamento’ (riquadro a sinistra), sulla quale è stampigliato anche il riquadro della posta con tutte le indicazioni relative all’operazione, con la ‘ricevuta di accredito’ (riquadro a destra) che in passato viaggiava per posta fino alla sede del beneficiario-destinatario.
Chiediamo il motivo della procedura. Risposta: “altrimenti lei torna, per chiedere l’altro timbro”. Spiegato l’arcano, appare chiaro un particolare: il personale addetto al servizio accettazione conti correnti è stato “aggravato” da due manualità: la piegatura del modulo lungo la linea di demarcazione dei due tronchi; la spillatura. E viene subito alla mente una pièce in cui si esasperava la ripetitività gestuale di un’operazione, per muovere al sorriso. Un sorriso amaro, in quanto nessuno chiede ad un qualsiasi lavoratore di eseguire gesti ripetitivi senza motivo plausibile. E nel caso del modulo di conto corrente, pare proprio che si potrebbe evitare di gravare l’impiegato.

Nel lasciare l’ufficio postale, dispiaciuti per l’ulteriore impegno richiesto agli impiegati, riaffiora il ricordo: l’innovazione originaria nel servizio dei conti correnti postali fu esaminata nell’edizione del 1. dicembre 2011. Intitolammo l’intervento “Taranto/ Il bollettino Tarsu è diventato… elettronico”. Nell’introdurre il tema, scrivemmo: “Sorpresa. L’impiegato dell’ufficio postale contabilizza sul computer il bollettino di conto corrente intestato a “Comune di Taranto – Tarsu ordinaria – Servizio Tesoreria”, riscuote l’importo e… restituisce. Quale parte? Il bollettino integro, non la sola tradizionale ‘ricevuta di versamento’ ” (riquadro a sinistra). L’impatto con i 459 lettori unici deve essere stato positivo, in quanto nessuna richiesta di chiarimento è pervenuta. Finora.

A distanza di meno di due mesi, dalla viva voce dell’impiegato postale apprendiamo – nientemeno - che qualche concittadino pignolo ritorna poiché non si è reso conto dell’innovazione e chiede il motivo per il quale è stato eliminato il secondo timbro sulla ‘ricevuta di accredito’(riquadro a destra).
Dunque, gioverà ripetere: si impone una rivisitazione del modulo di conto corrente postale. Rivisitazione che dovrebbe eliminare subito – per non costringere gli impiegati ad inutili manualità, come già dimostrato – la seconda parte del modulo. Riteniamo anche inutile l’intervento di designer per ridisegnare il modulo. Né occorre stabilire chi debba prendere l’iniziativa. Visto che è stato colpito il personale postale, sarebbe sufficiente informare i correntisti postali della necessità di abolire la ‘ricevuta di accredito’, ripetiamo, magari lasciando la zona sgombra da qualsiasi scritta.

A voler continuare ad accarezzare l’idea espressa nella precedente nota, dovremmo trascrivere il testo. Ci limiteremo ad insistere sulla opportunità di risparmiare carta, quindi qualche albero e fare contenti gli ambientalisti. Infatti, ripetiamo l’umile parere di chi scrive: qualsiasi opportunità di risparmio, comporta migliorie per la società. Sfruttarne da subito i molteplici vantaggi deve essere inteso, anzitutto, un dovere da parte di chi ne è coinvolto. I tre esempi citati all’epoca (Comune, Telecom, Enel) devono, in un periodo di crisi e di incertezze, come l’attuale, essere oggetto di interventi, anzitutto da parte dei protagonisti. Ai quali va riconosciuto il merito di aver già operato nella giusta direzione, automatizzando i rapporti con la posta, “luogo”, reale o telematico, in cui convergono contribuenti e clienti. C’è, in definitiva, da augurarsi che l’attenzione accordata ai bollettini di versamento postale, non cada nel vago o addirittura nel kantiano “nulla”.


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