Caravan Petrol....invece stiamo andando a fondo
martedì 29 giugno 2010 di Roberto De Giorgi
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Secondo i metereologici la situazione peggiorerà la fuoriuscita di petrolio, iniziata il 20 aprile, ha causato un disastro economico e ambientale sulla costa americana del Golfo, minacciando la pesca e il turismo, ma anche l’ecosistema.
Le fragili paludi della Louisiana sono state duramente colpite dal petrolio, che ha raggiunto anche l’Alalabama e la Florida. Adesso si dirige verso il Mississipi. Il mostro oleoso avanza.
Intanto, il presidente russo Dmitry Medvedev ha fatto una proposta al G20 di Toronto per la creazione di un fondo per l’inquinamento globale. Ha detto che i leader hanno chiesto ad esperti di lavorare sull’idea.
Ma la situazione non è rosea, secondo Mark Hertsgaard sull’Espresso tutto è nato dalla necessità delle grandi multinazionali del greggio di trovare nuovi giacimenti. La Bp ha dovuto trivellare a 3.962 metri nel terreno per raggiungere il giacimento.
A questa profondità sia per la temperatura che per la pressione si entra nel rischio. Secondo Mark stiamo entrando nell’era del petrolio difficile, quello che si diceva sul picco è vero, ora però stiamo nella fase discendente. Lo scenaro: carenze di greggio e panico delle economie avanzate.
Obama è convinto della necessità di scelte drastiche verso le alternative, ma la sua leaderschip si è indebolita e comunque in Usa non è facile una battaglia bipartisan sul dopo- petrolio. Sta di fatto che in Europa dobbiamo fare qualcosa per rottamare il vecchio e pensare al nuovo.
Lo scenario delle trivellazioni sarà l’ultima inquietante sortita del mondo petrolifero con quali danni ingenti alla risorsa natura è sotto gli occhi di tutti. Ma dobbiamo fare qualcosa di concreto per lo sviluppo dell’alternativa, più auto elettriche e più energia rinnovabile, solare a concentrazione e idrogeno, auto ad aria compressa incluse.
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Roberto De Giorgi
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