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Vivi o morti i fratellini di Gravina di Puglia?

Arrestato il padre, ma dei corpi nessuna traccia

giovedì 29 novembre 2007 di Laura Zaru


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Era il 5 giugno del 2006 quando Francesco e Salvatore Pappalardi, due fratellini di 13 e 11 anni, scomparvero dal loro paese, Gravina di Puglia, senza lasciare alcuna traccia.

Fu il padre dei bambini, Filippo Pappalardi, 43 anni, a segnalare al commissariato di Gravina la scomparsa dei figli e fu lui a dare inizio alle ricerche, andando fino a Santeramo in Colle, dove viveva la madre dei bambini, Rosa Carlucci. Ma le indagini della polizia hanno riscontrato alcune incongruenze e un buco di due ore nella ricostruzione dei fatti presentata da Pappalardi.

Così, il 27 novembre scorso, Filippo Pappalardi è stato arrestato e portato in questura a Bari con l’accusa di sequestro di persona, omicidio dei suoi due figli e occultamento dei cadaveri. Secondo gli inquirenti, alla base dell’omicidio, la volontà di Pappalardi di dare una lezione ai figli disobbedienti.

L’uomo non sopportava più quei due figli che non rispettavano le regole. La sera della loro scomparsa, Ciccio e Tore, nonostante fossero in punizione per un ritardo, andarono comunque in piazza a giocare con altri amici con le pistole ad acqua. Il padre andò a prenderli, davanti a tutti, come ha raccontato un baby-testimone, e li fece salire in macchina. Da quel momento non si hanno più tracce dei due ragazzini.

Pappalardi, al momento dell’arresto, si è mostrato sorpreso e sicuro della propria innocenza nonché del fatto che i due ragazzi siano ancora vivi. I poliziotti hanno intercettato i telefoni di 82 persone. Sono 27, invece, le intercettazioni ambientali eseguite e 411 i testimoni ascoltati, alcuni per numerose volte. In una di queste intercettazioni, l’uomo avrebbe intimato alla compagna, Maria Ricupero, che si sarebbe ucciso nel caso in cui la donna avesse rivelato a qualcuno il luogo in cui si troverebbero i bambini. In altre frasi riportate dall’ordinanza di custodia cautelare, l’uomo sembra essere spaventato per aver incontrato colui che la sera del 5 giugno lo avrebbe visto insieme ai figli.

Non è facile quindi capire se Pappalardi abbia realmente ucciso i suoi figli, o se li abbia sequestrati per tenerli ancora vivi in un luogo segreto.

Secondo gli investigatori, i cadaveri dei bambini sarebbero stati abilmente occultati in uno dei luoghi impervi della Murgia barese, ben conosciuta da Pappalardi, che ha fatto a lungo il pastore.

Alla base della richiesta di arresto per il padre dei due fratellini di Gravina ci sarebbe anche il pericolo di fuga di Filippo Pappalardi, il quale, durante le indagini, ha tentato di avvicinare i testimoni, oltre ad esigenze cautelari legate al pericolo di reiterazione.


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