Per la salvezza della Galleria Corsini
sabato 22 dicembre 2007 di Francesca Mentella
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Per entrare alla Galleria Borghese, occorrono prenotazione estenuanti, turni e visite da tour giapponesi. Pochi sanno però, romani e turisti, che in un angolo nascosto di Trastevere, sulla via della Lungara, poco più in là della Porta Settimiana,
c’è una splendida galleria pubblica. Beato Angelico, Caravaggio, Orazio Gentileschi, opere che attendono solo di essere ammirate. Ma noi siamo fatti così.. preferiamo correre di qua e di là pur di assistere alla mostra evento dell’anno (magari di scarsa qualità e senza un progetto scientifico), disposti a prenotare mesi prima pur di esserci. Dimentichiamo invece i musei: ignorati dal pubblico e purtroppo anche dalle Soprintendenze. La Galleria Corsini è una di queste.
Il soprintendente Claudio Strinati in un’intervista a Il Messaggero ha annunciato, qualche tempo fa, il progetto di trasferimento dei dipinti da Palazzo Corsini alla Lungara alle sale di Palazzo Barberini.
Era nell’aria. Me ne resi conto quando, ancora studentessa, visitai per la prima volta la Galleria Corsini. Opere bellissime tenute lì, in un ambiente semi deserto, senza attenzione del pubblico. Eppure Palazzo Corsini, già Palazzo Riario, era stato il luogo dove la grande regina Cristina di Svezia(1626-1689), aveva vissuto durante il suo soggiorno romano. Di lei si trova ancora una traccia nell’epigrafe della sua camera da letto: “SONO NATA LIBERA. VISSI LIBERA E MORIRO’ LIBERATAâ€.
Qui venne istituita la prima Galleria d’Arte Antica dello Stato unitario. Roma si era dotata di musei archeologici come il Museo Nazionale Romano e il Museo Preistorico. A Firenze gli Uffizi, a Napoli Capodimonte, il Vaticano.. Ma a Roma, tranne le collezioni pontificie, non c’era ancora un museo pubblico che raccogliesse l’arte antica. L’artefice del tentativo fu Adolfo Venturi, il padre fondatore della storia dell’arte: colui che istituì la prima cattedra di storia dell’arte all’Università di Roma “La Sapienzaâ€, gettando le basi per una disciplina “scientificaâ€.
Il direttore Adolfo Venturi si avvicinò a questa galleria anche come storico del collezionismo. A questa collezione infatti fu dato l’arduo compito di rappresentare l’italianità : doveva essere una Galleria Nazionale di Arte Antica.
Attualmente sono conservate il loco solo opere del fondo Corsini mentre fino al 1960-70 c’erano anche opere della collezione Torlonia, giunte in galleria nel 1892. Ci sono opere rinascimentali, del Seicento e del Settecento. Precedentemente c’erano anche opere del Monte di Pietà , battute all’asta nel 1875 e cedute all’Accademia dei Lincei che le passò alla galleria.
Attualmente il fondo Torlonia e le opere del Monte di Pietà sono conservate presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, fondata nel 1949. Qui a Palazzo Corsini era conservato anche l’Ercole e Lica di Canova, ora esposto alla Galleria Nazionale di Arte Moderna (dopo il lungo dibattito su Canova: ultimo degli antichi o primo dei moderni? Vinse quest’ultima concezione..).
Roma è caratterizzata dalla presenza di raccolte artistiche nate secoli fa per iniziativa di collezionisti privati appartenenti a nobili e facoltose famiglie. Ricordiamo quelle che sono giunte fino a noi più o meno integre, come la Ludovisi, Borghese, Spada, Colonna Albani, Doria Pamphilj, Corsini.. integre perché protette dal vincolo antichissimo del fedecommesso. Tutte infatti hanno mantenuto il carattere di quadreria secondo il gusto del collezionista che le ha create.
Le ragioni dell’odierna operazione -progettata dalla Soprintendenza- che minaccia il destino della Galleria, sarebbero lo scarso numero di visitatori, la penuria di personale di custodia e la “possibilità di vedere un quadro in più di Caravaggio nella medesima sedeâ€. Ci chiediamo tutti quale potrebbe essere la sorte degli ambienti di Palazzo Corsini privati delle opere; la quadreria infatti verrebbe separata dall’importante Biblioteca Corsiniana, ugualmente fondata dalla famiglia Corsini nel XVIII secolo. Insomma, trasferire la raccolta Corsini in Palazzo Barberini significherebbe cancellare un importante capitolo della storia del collezionismo italiano.
Il dipartimento di studi storico artistici dell’Università Roma Tre, in risposta, ha organizzato in proposito una giornata di studi (alla quale sono intervenuti il Prof. Vittorio Casale, il Prof. Enzo Borsellino, il Prof. Andrea Emiliani, il Prof. Paolo Leon e l’Avv. Fabrizio Lemme) dalla quale è emerso un appello che può essere sottoscritto inviando una mail al seguente indirizzo: supporto.arte@uniroma3.it .
Riportiamo integralmente quanto emerso dal dibattito: Per la salvezza della Galleria Corsini: I sottoscritti partecipanti alla Giornata di Studio “Problemi e prospettive dei musei storici romani: il caso della Galleria Corsiniâ€, organizzata a Roma il 28 novembre 2007 dal Dipartimento di Studi Storico-Artistici, Archeologici e sulla Conservazione dell’Università “Roma Treâ€, dopo aver preso atto degli interventi dei relatori e del dibattito che ne è seguito, dichiarano quanto segue:
1.La Galleria Corsini, giunta praticamente integra fino ai nostri giorni col carattere di “quadreria†proprio del gusto dei collezionisti che l’hanno creata, rappresenta una rara testimonianza del mecenatismo artistico romano del XVIII secolo.
2.La Galleria Corsini è strettamente e storicamente legata al contesto storico e urbanistico di via della Lungara dove sono presenti altri monumenti e istituzioni come la John Cabot University, l’Orto Botanico (ex Giardino Corsini), l’Accademia Nazionale dei Lincei, la Biblioteca Corsiniana, la villa della Farnesina, il complesso del Buon Pastore, la casa della Memoria, gli Orti d’Alibert con il Filmstudio, il complesso di Regina Coeli, palazzo Salviati.
3.È da rifiutare pertanto ogni proposta, pure se proveniente da fonte ufficiale, di trasferimento anche solo di una parte della collezione presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di palazzo Barberini. I sottoscritti auspicano altresì che vengano messi in atto opportuni interventi intesi a risolvere i problemi dell’apertura delle sale con l’adeguata presenza di personale e ad accrescere, con attività promozionali di alto interesse scientifico, il prestigio culturale e l’attrattiva della storica collezione.

Noi vogliamo conservare la storia. Il Consiglio superiore dei Beni Culturali ha dichiarato il blocco del trasferimento, invitiamo comunque i lettori di Agorà Magazine a sottoscrivere questo appello segnalato anche dal sito Patrimonio SOS, ma soprattutto invitiamo tutti a visitare questa splendida galleria.Un regalo di Natale che dobbiamo al patrimonio storico artistico.
Info: www.uniroma3.ithttp://host.uniroma3.it/dipartimenti/storiadellarte/Dipartimento/news.html supporto.arte@uniroma3.it http://www.galleriaborghese.it/corsini/it/default.htm
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Francesca Mentella
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