All’Auditorium-Arte in mostra Depero e il suo legame con la sperimentazione teatrale
mercoledì 2 gennaio 2008 di Barbara Martusciello
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Da quando tutto ebbe inizio, ne è passata d’acqua sotto i ponti, tanta sperimentazione, un’ovvia doverosa riabilitazione del movimento che volle e in parte prefigurò una ricostruzione futurista del mondo intero…
Nell’ambito del programma dedicato alla sua celebrazione, sono state già realizzate alcune mostre rilevanti: "Luce+velocità+rumore. La città futurista di Gino Severini" (2005) e "Prampolini Futurista 1913-1931" (2006-2007); in quest’ambito, la Fondazione Musica per Roma propone il terzo appuntamento espositivo dedicato a Fortunato Depero, un altro dei protagonisti di questa che è stata la più importante avanguardia italiana (ma non solo, sia chiaro!) del ’900.
Depero è stato firmatario, insieme a Giacomo Balla, del manifesto della "Ricostruzione futurista dell’universo" (primi mesi del 1915): in esso è propugnata l’estensione dell’estetica e dei concetti del Futurismo a ogni ambito della vita e dell’esperienza umana, primo tra tutti la creatività : oltre alla pittura, alla scultura, alla fotografia e all’architettura, anche la poesia e la letteratura, e cinema, pubblicità , moda, arredamento, tipografia, ceramica e altre arti applicate.
L’artista si è distinto per la grande originalità e innovazione specialmente nel campo della scenografia e allo spettacolo musicale; dopo l’esperienza delle "serate futuriste" romane, è coinvolto dalla più influente compagnia di balletto del XX secolo: i "Ballets Russes".
Fondata a Parigi nel 1909 (poi spostata a Montecarlo) dall’impresario e coreografo russo Serge Diaghilev, vi lavoravano i migliori danzatori provenienti dagli importanti Teatri Bolshoi di Mosca e Mariinskij di Pietroburgo.
Il sogno che Diaghilev aveva era quello di poter diffondere e fare apprezzare nell’Europa occidentale l’arte russa e la sua perfezione tecnica; ciò che avvenne fu più complesso e completo perchè diede vita a una fertile contaminazione tra culture, creatività , stili: le radici russe si fusero con quelle degli artisti francesi, spagnoli e italiani portando alla nascita di un’équipe composta dai più importanti personaggi dell’epoca del calibro Claude Debussy e Vaclav Nižinskij e supportata dalla collaborazione di artisti visivi tra i più grandi dell’epoca: Picasso, Georges Braque, Michael Larionov, Natalia Gontcharova, André Derain, Henri Matisse, Giorgio De Chirico e Maurice Utrillo, gli stessi Balla e Depero.
Fu proprio Diaghilev, a voler lavorare con Depero quando, negli ultimi mesi del 1916, passò nel suo studio. Depero, che era concentrato sul teatro sperimentale e aveva già progettato "Mimismagia", una sua coreografia con costumi mobili, rumoristi e luminosi, accettò da lui l’incarico di realizzare scene e costumi-plastici di "Il canto dell’Usignolo": uno spettacolo, con musica di Stravinsky, che doveva essere interpretato dal grande danzatore Massine ma che non andò mai in scena, di cui si conservano, però, oltre alle cronache, bozzetti per i costumi, fotografie e alcune parti delle realizzazioni di scena. Depero, ancora per Diaghilev, lavorò per "Il giardino zoologico" del futurista Cangiullo con musiche di Ravel, opera che non sarà portata a buon fine ma darà un maggiore spessore creativo e culturale al giovane artista.
A questo punto, infatti, sarà pronto per metter mano a quello che si rivelerà una delle esperienze più importanti per la storia del teatro musicale d’avanguardia italiano: i "Balletti Plastici" (1918). Li progettò insieme a Gilbert Clavel, decadente poeta svizzero con interessi esoterici e un’intelligente propensione per l’ironia e il grottesco, conosciuto l’anno prima: Depero aveva realizzato per lui delle illustrazioni "futuriste-espressioniste" che accompagnavano il suo libro "Un Istituto per Suicidi" e aveva accettato in quel periodo la sua ospitalità nel suo castello sulla scogliera di Capri. Qui nacque il "Teatro Plastico" che prevedeva, al posto di attori e ballerini veri, marionette di legno agiti in una particolare scenografia mobile (teorizzata poi in "Mondo e teatro plastico"). Lo spettacolo andrà in scena il 15 aprile 1918 al romano Teatro dei Piccoli perché ritenuto qualcosa di adatto essenzialmente ai bambini e non, come esso è, come una sperimentazione avanguardista: le stesse musiche di Malipiero, Tyrwhitt, Casella e Bartok (Chemenow), del resto, lo confermavano e sottolineavano!
Un ulteriore momento di riflessione sul teatro musicale è testimoniato dal balletto "Aniccham del 3000" (1923–24) con musiche di Casavola.
Questa particolare parte della produzione di Depero è focalizzata nella bella mostra in corso all’Auditorium-Arte e realizzata in collaborazione con il MART-Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (www.mart.trento.it): vi troverete, quindi, bozzetti per costumi e scenografie, marionette, scene realizzate e le tavole di "onomalingua", oltre ad alcuni celebri dipinti che hanno una specifica relazione con il teatro.
La mostra, in corso sino al 27 gennaio 2008, è ad ingresso gratuito nei seguenti orari: tutti i giorni dalle ore 17 alle ore 21; sabato, domenica e festivi dalle ore 11 alle ore 21.Info: tel. 0680241281; Ufficio stampa: ufficiostampa@musicaperroma.it; sito: www.auditorium.com.
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Barbara Martusciello
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