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Riceviamo da una vittima delle feste natalizie

Il Natale a CASA MIA

Chiunque voglia condividere la propria esperienza può scrivere a redazione@agoramagazine.it

mercoledì 2 gennaio 2008 di - Redazione


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Caro Direttore, leggo con interesse gli articoli pubblicati su “agoramagazine”, perché gli svariati argomenti sono affrontati con senso critico, onestà, coraggio d’andare contro corrente, …… Dopo questo benevolo preambolo, sento il dovere di riportare la mia esperienza Natalizia, per dissacrare i tanti articoli buonisti sul Natale, Babbo Natale, i Re Magi, gli auguri, il Capodanno, la Befana, gli Elfi, le Fatine, Biancaneve e i sette nani, …………

Considerando il Natale esclusiva festività spirituale, per sedici anni sono riuscito a scappare dal 23 Dicembre con mia moglie e mia figlia, in giro per il mondo al solo scopo di non festeggiare la ricorrenza nel modo “consuetoâ€.

Al diciassettesimo anno (finalmente ho capito il motivo per cui tante persone sono superstiziose), nella settima prima di Natale è nato il secondo dono del Signore ed ero all’apice della felicità nel fissare quel piccolo abbacchietto odoroso, dalla pelle rosea e grinzosa, che si dimenava nella piccola culla, quando ……, all’improvviso, ……… ho percepito una pistola puntarmi alle spalle ed infine ho sentito lo sparo: “Caro (!?!), il Pediatra ha detto che il bambino è troppo piccolo per andare in montagna. Questo Natale rimaniamo a CASA NOSTRA per favore?â€.

Un attimo d’esitazione dovuta al lontano ricordo che la CASA E’ MIA e la condanna è stata emessa.

In sequenza sono venuto a conoscenza che:

 da Novembre i suoceri avevano prenotato l’albergo vicinissimo a CASA MIA per festeggiare tutte le feste natalizie a CASA MIA;

 da Novembre le mie sorelle stavano cucinando per il pranzo di natale a CASA MIA, preoccupate per la minaccia del terrorismo Islamico;

 i cognati (da tempo provvisti di alte corna) si erano arruolati come renne di Babbo Natale per trainare la slitta dei regali a CASA MIA;

 i tanti parenti della mia povera mamma da molti anni scomparsa (per fortuna insieme a tutti loro) volevano venire a CASA MIA, per vedere il nascituro insieme ai figli, nipoti ed anche pronipoti al seguito;

 i tanti parenti del mio povero padre da molti anni scomparso (per fortuna insieme a tutti loro), avrebbero atteso lo scongelamento delle strade per partire dal paese e venire in città, con tappa obbligata a CASA MIA;

 gli amici si sentivano offesi per non essere stati i primi a rompere le palle e si estraevano a sorte il numero di prenotazione per entrare a CASA MIA;

 i vicini di casa, di cui non ricordo nemmeno il nome, in irrazionale agitazione per il fiocco azzurro impudentemente attaccato alla porta di CASA MIA, mi hanno “scassato†la segreteria telefonica di messaggi d’auguri (non è un’allegoria).

Ma tutto questo delirio preparativo non è niente in confronto all’incubo vissuto a Natale a CASA MIA.

Ho visto “gente†in CASA MIA con la poltrona attaccata al culo (e non schiodavano mica!), altri con la clessidra al collo che continuava a scusarsi per gli impegni precedentemente presi (ma vai – vai, non mi offendo!), altri con enormi pacchi dono che darò in beneficenza scusandomi con le popolazioni africane.

Altri in crisi mistica che pregavano (e pregavano, e pregavano, …) in attesa della campana di fine messa, altri in astinenza di cibo che si sono riempiti di grassi come gli orsi che cadono in letargo, altri che sono caduti in letargo, altri che urlavano pensando di rendere la festa più gioiosa, altri silenziosi pensando di essere educati, altri in lacrime di commozione alla vista di mio figlio (e poi in lacrime alla vista di mia figlia, e poi in lacrime alla vista di mia moglie, e poi in lacrime ……

Altri che mi hanno ripetuto due volte la stessa domanda (come stai? Quanti anni hai adesso?), altri che ricordandomi giovane ripiegavano in considerazioni terribili (ma come sei cresciuto!), altri che trovavano somiglianze tra i miei figli, i nonni, i bisnonni, i prozii, fino agli avi celtici.

Altri con le cartelline in tasca che ansimavano di giocare a tombola, altri che gargarozzoni di champagne s’improvvisavano croupier, altri felici per aver vinto 100,00 Euro, altri incazzati per aver perso 100,00 Euro, altri che si sono tracannati tutta la mia cantina dichiarandosi quasi astemi, altri che pensando di essere all’ufficio anagrafe mi hanno elencato i conoscenti morti, sposati e nati degli ultimi venti anni, altri che immortalavano l’evento con filmini a dir poco “fantozzianiâ€, altri che flashiavano in continuazione mio figlio con rischio di ricadute psichiatriche, altri in un delirio logorroico narravano la storia infinita dell’uomo dalle caverne a CASA MIA, ….

Pensate che è finita? Sbagliate! Non vi ho raccontato dei parenti stretti: Mia suocera gelosa delle mie sorelle, le mie sorelle gelose di mia suocera, mio suocero dispensatore di realtà divine ed inconfutabili, i miei cognati sempre più cornuti ed ansiosi di trainare la slitta dei regali verso altri bambini, i miei sconosciuti nipoti che (poverini) si sforzavano di chiamarmi zio, mia moglie dolorante con le poppate sequenziali, mia figlia affogata da regali inutili, mio figlio inconsapevole di ciò che la circondava per generosità Divina, io in un mix di tristezza ed angoscia, ….

Dopo notti insonni per le poppate e giorni di sonnambulismo con il vortice delle palle, ho preso la pala ed ho cominciato a scavare il fossato intorno a CASA MIA, quando ……, all’improvviso, ……… ho percepito di nuovo la pistola puntarmi alle spalle ed infine ho sentito la cazzata mista alla saggezza buonista che leggo nei vostri articoli: “ma è NATALE! Bisogna essere buoni e crederci!â€

No, da tempo non ci credo più. Volendo, però, dare ancora una possibilità a tutti voi buonisti scrivo pure io la letterina a Babbo Natale, giurando di redimermi quando il desiderio sarà esaudito:

“Caro Babbo Natale, fai in modo che i Re Magi non arrivino più nel mio Presepe, che nessuno possa più rompere le palle del mio albero, e soprattutto, dato che sono tutti buoni in queste feste, i miei parenti portali a CASA LORO!â€


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