Botti? no party!
mercoledì 2 gennaio 2008 di Umberto Calabrese
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1 morto, un bambino che lotta fra la vita e la morte e 473 feriti. Un tributo all’imbecillità troppo alta che spesso ha vittime innocenti e le più innocenti di tutti i bambini. Anche la nostra giovane autrice Adriana Macchia, nei suoi dodici desideri per il 2008, nel suo primo desiderio ci pone il problema:
1. Che venga assolutamente vietato vendere fuochi d’artificio totalmente esplosivi, perché è una pazzia dover perdere addirittura la vita giusto per vedere nel cielo fontane di luce.
E proprio sei ore prima, al mio romano risveglio, ai TG danno il consueto bollettino di guerra. E mi indigno, perché tutte le morti causate sono ingiuste e non c’è da fare graduatorie, ma sicuramente morire perché un’imbecille per divertirsi, spara con una pistola dei colpi veri e senz’altro fra quelle più ingiuste.
Vedere le immagini del cognato, con il sangue ancora addosso o le lacrime della moglie in camicia da notte, fanno ancora più rabbia, perché non capirò pur facendo questo lavoro, dove finisce il diritto di cronaca e inizia il rispetto per le persone, e la domanda morbosa, ma è il sangue di tuo fratello? Ed il tredicenne che racconta straziato di come non aveva capito portando in braccio il fratellino di dieci anni. "che si trattava di pallottola e non di scheggia " di un atroce botto illegale, "e che a saperlo gli avrei dato un bacio"...ecco che deve quasi giustificarsi che ha il golfino sporco dell’innocente sangue.
Ne parlavo verso il primo mezzogiorno del 2008, scambiandoci gli auguri, con Roberto De Giorgi, e poi chattando con Nunzia Auletta da Caracas. Poi nel pomeriggio ne ho parlato anche con Edoardo Siravo e Vanessa Gravina.
So che senza ombra di dubbio esprimo, il comune pensiero di noi tutti, che viviamo quotidianamente Agorà Magazine, che è ora di dire un forte NO! alla vendita di botti.
Su Agorà Magazine, il suo editore Spazio Agorà, produrrà una campagna di sensibilizzazione sociale "BOTTI? NO PARTY!" i primi testimonial saranno Edoardo Siravo e Vanessa Gravina.
I commenti a questo articolo sono già una sottoscrizione on line di una petizione al Presidente della Repubblica, un’altra l’apriremo nei prossimi giorni. Perché si faccia tolleranza zero, e che la vendita di armi (i botti sono armi) in Italia sia vietata, e che l’uso di armi sia riservato solo nei poligoni e nelle riserve o luoghi aperti alla caccia nei tempi e luoghi consentiti dalla legge. Inoltre che anche la detenzione di armi in casa sia vietata per legge.
Gli amici cacciatori e tutti i soggetti abilitati dal porto d’armi, devono deporre le armi presso la stazione dei carabinieri più vicina a casa. Solo i tutori della legge possono portare armi in giro. Basta con il Far West. Basta con la mattanza di capodanno, Basta inciviltà. Botti? No party!
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Umberto Calabrese
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Botti? no party!2 gennaio 2008Mi sembra giustissimo! Togliamo le armi a tutti quanti, cacciatori compresi, distruggiamole e bruciamo quello che rimane sulla publica piazza. Scriviamo al presidente e mobilitiamo le piazze contro questi "pazzi" che detengono, legalmente, armi in casa fosse anche una vecchia doppietta ereditata dal nonno. Lasciamo le armi alle varie bande che infestano la nostra povera Patria, istituiamo un porto d’armi sceciale (attualmente ne sono sprovvisti e le armi non le comprano certo in armeria) per i vari delinquenti che giornalmente rapinano, saccheggiano, violentano e ricattano i cittadini. La prossima mobilitazione la faremo contro le serrature e le porte blindate, strumenti che impediscono il libero "esproprio" dei beni acquistrati, e non rubati, dai cittadini italiani.
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