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ICONOGRAFIA

L’Adorazione dei Magi.Venite adoremus.

domenica 6 gennaio 2008 di Francesca Mentella


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L’oro, l’incenso e la mirra e con essi i Re Magi. Nella storia dell’arte l’ adorazione dei magi” vanta una lunga tradizione. Mutuata dal Vangelo secondo Matteo (Matteo, 2,1 ss.) narra attraverso le immagini l’affascinante storia dei Sapienti venuti dal lontano Oriente per rendere omaggio al re dei Giudei...

L’oro, l’incenso e la mirra e con essi i Re Magi. Nella storia dell’arte questo tipo di iconografia denominata “adorazione dei magi†vanta una lunga tradizione.

Mutuata dal Vangelo secondo Matteo (Matteo, 2,1 ss.), narra l’affascinante storia dei Sapienti venuti dal lontano Oriente per rendere omaggio al re dei Giudei. Storicamente i Magi erano astrologi della corte persiana e sacerdoti del culto di Mitra, che si diffuse ampiamente nell’impero romano del primo periodo cristiano.

La rappresentazione iconografica dei Magi è presente già nelle pitture parietali dei cimiteri ipogei -le catacombe romane- e anche nei sarcofagi del periodo paleocristiano, rappresentati con il tipico berretto frigio (un copricapo di forma conica) e con le vesti dei sacerdoti del culto mitraico.

Nel tardo Medioevo i Tre alludevano alla rappresentazione dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa: il mondo allora conosciuto, unito tutto insieme per rendere omaggio al Cristo redentore dell’umanità.

Nasce da qui la rappresentazione di Baldassarre come il “Moroâ€. C’è poi Gaspare -il più anziano- e Melchiorre, tutti inconfondibilmente orientali, poiché rappresentati con turbanti, cammelli e mezzelune.

Indimenticabile nella storia dell’arte la rappresentazione che ne fece Gentile da Fabriano: una tempera su tavola con una bellissima cornice scolpita in legno dorato. Conservata agli Uffizi di Firenze, l’Adorazione si configura a buon diritto come un gioiello del tardogotico italiano.

Il Rinascimento ha preferito vestire i re Magi con eleganti abiti di corte contemporanei e spesso, in segno di devozione, la figura del sapiente veniva sostituita dallo stesso ritratto del committente. Lorenzo Monaco, Beato Angelico, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Ghirlandaio e ancora Rubens e Poussin nel Seicento, Tiepolo nel Settecento: un tema ricorrente e presente in ogni epoca. Guidati tutti dalla stessa stella, i Magi vengono raffigurati o lungo il percorso, o prima del viaggio, preludio dell’Adorazione.

Giuseppe è sempre presente insieme a Maria, anche se nelle Adorazioni del Seicento la Vergine viene di solito rappresentata in piedi.

Oro omaggio alla regalità di Cristo, incenso omaggio alla sua divinità e mirra come prefigurazione della morte di Croce.

Sapienti persiani del tutto estranei al mondo ebraico-cristiano rendevano omaggio al re dei Giudei, in quella Betlemme oggi teatro di discordia.

Mi piace pensare che per questa Epifania qualcuno possa mettere da parte la “Befanaâ€, per riflettere davanti a queste immagini evocatrici di Pace. Potenza dell’arte.


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