Ma questo è un quadro? Lo potevo fare anch’io!
martedì 8 gennaio 2008 di Francesca Mentella
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Recentemente, alla presentazione di un libro dedicato a Leo Castelli, ho sentito dire dal Ministro Rutelli che dobbiamo avere il coraggio della contemporaneità ovvero: maggiore coraggio verso l’arte contemporanea.
Se i responsabili della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia di Trento fossero stati lì quel giorno ad ascoltare il Ministro, diremmo che avrebbero preso alla lettera quelle parole.
Trento è la città che ospiterà Kunstart 2008, la quinta Fiera dell’arte del capoluogo altoatesino e certo, non poteva farsi trovare impreparata a questo evento. Nel 2008 l’Alto Adige sarà al centro del panorama artistico internazionale grazie a due eventi unici nel loro genere: l’apertura del nuovo Museion e la biennale d’arte contemporanea Manifesta7.
Al fine di avvicinare il maggior numero di cittadini all’arte contemporanea, l’Ufficio Cultura ha promosso il progetto “Aspettando Manifesta†che prevede, oltre ad incontri tematici presso il Centro Trevi a partire dal mese di gennaio, anche la distribuzione di due volumi. Il libro, infatti, resta uno degli strumenti più utili ed efficaci per la comprensione del sistema dell’arte contemporanea.
I
testi in questione non hanno bisogno di presentazione perché sono scritti rispettivamente da un autorevole critico: Francesco Bonami (Lo potevo fare anch’io. Perchè l’arte contemporanea è davvero arte) e da Angela Vettese (Ma questo è un quadro? Il valore nell’arte contemporanea), docente di Storia dell’arte all’Università Bocconi di Milano.
La Ripartizione Cultura Italiana della Provincia di Trento, ha investito molto in questi anni nella promozione della conoscenza dell’arte contemporanea, nella convinzione che conoscere l’arte di oggi, sia fondamentale per essere consapevoli protagonisti dei nostri tempi.
Niente di più vero. Da sempre l’arte contemporanea subisce una sorta di ostracismo da parte delle gente comune che difficilmente riesce ad entrare in sintonia con i linguaggi del contemporaneo e ancora più difficilmente visita musei d’arte contemporanea.
Se è vero, com’è vero, -come dice Angela Vettese- che l’arte (antica e contemporanea) non parla a tutti, che ciò che appare del tutto accettabile per la scienza riesce meno digeribile se attribuito all’arte -perché nessuno mai si metterebbe a parlare di medicina o di chimica senza avere competenze specifiche- dobbiamo correre ai ripari per far si che l’arte contemporanea venga rispettata e compresa.
Per arrivare a questi risultati c’è bisogno di didattica, anche attraverso i libri. A Trento pare ci abbiano pensato: i libri di Angela Vettese, Ma questo è un quadro? Il valore nell’arte contemporanea, e del critico Francesco Bonami dal titolo Lo potevo fare anch’io. Perchè l’arte contemporanea è davvero arte, sono in distribuzione, gratuitamente, dal 20 dicembre (2007) fino a febbraio 2008.
Lodevole!La distribuzione dei due libri avverrà sia attraverso i centri e le associazioni culturali che attraverso appositi stand posizionati in diverse località della Provincia, in particolare nelle città di Bolzano, Merano e Bressanone.
Chi almeno una volta nella vita, davanti a un’opera d’arte contemporanea non ha pensato che quella proprio non era arte?.. Infinite le volte che mi sono sentita dire (dall’ “uomo della strada†certo!..) che le opere di Fontana, proprio no! Non erano opere d’arte, perché quegli squarci nella tela li possono fare tutti! E parlo dell’attempato Fontana..Figuriamoci con i nuovi linguaggi.
Complici anche gli scarsi programmi nelle scuole (e nelle università ), la storia è sempre questa.
I critici ci assicurano che si tratta di arte, ma i più non comprendono.. Il problema non è se si tratti di arte oppure no, il problema è che l’arte va spiegata. Questo lo può fare solo il critico (o un libro). Egli solo è in grado di “tradurre†l’immagine. L’intervento di un esperto si rende indispensabile in quanto “traduttore†dell’arte ad uso dei non esperti.
L’arte contemporanea ha alle spalle meno letteratura ed è fatta con linguaggi nuovi, mai visti; ecco perché questa figura è pressoché fondamentale. Il bravo critico è colui che, parlando con l’artista o semplicemente grazie al suo allenamento visivo, è in grado di decifrare l’opera e la base dei contenuti da cui nasce.
Superba e titanica è l’impresa di chi pretende di capire l’arte da solo. Per troppo tempo si è pensato -come chiosa Angela Vettese- che l’arte possa piacere a tutti, dare un’emozione a tutti.
L’arte ha il suo specialismo, come ogni altro settore del sapere. L’arte va spiegata: un modo per cercare nuovo potenziale pubblico e per far si che la gente non dica più :â€Ma questo è un quadro? Lo potevo fare anch’io!..â€.
INFO:Kunstart Fiera dell’arte moderna e contemporanea di Bolzano Fiera Bolzano, dal 22 al 25 maggio 2008 Organizzazione e informazioni: Fiera Bolzano S.p.A. - P.zza Fiera 1 - 39100 Bolzano (BZ) Tel +39 0471 516 210 Fax +39 0471 516 324 info@kunstart.it www.kunstart.it www.provinz.bz.it
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Francesca Mentella
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Ma questo è un quadro? Lo potevo fare anch?io!11 marzo 2009, di Un amante dell’arte vera.
L’arte vera è universale, arriva direttamente alle menti e al cuore di chi la fruisce, e non ha bisogno che talune persone che si assurgono a esperti (critici, addetti ai lavori ...) debbano spiegare o decifrare al popolo ignorante,in quanto solo loro possono capire l’arte, i depositari ma di che cosa?
Credo che gli pseudo-artisti moderni potrebbero esprimere al meglio la loro personalità e il loro genio chinati nei rossi e brulli campi di pomodoro con un cappello di paglia in testa all’alba di una torrida estate padana.(insieme naturalmente ai critici e galleristi che gli danno credito)
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Ma questo è un quadro? Lo potevo fare anch’io!11 gennaio 2008, di lucianoIl problema vero nell`arte non è se la gente la capisce, il problema è se chi fa arte è veramente un`artista. Perchè un vero artista come Dali,de Chirico o Magritte lo capisce chiunque.Ma un imbrattatelle come Picasso o Artung non può capirlo nessuno perchè in realtà non sono mai stati artisti.
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