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Ugo Ferranti se ne è andato: una grave perdita per il mondo dell’arte non solo romano

sabato 12 gennaio 2008 di Barbara Martusciello


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Un saluto con qualche rimpianto ad Ugo Ferranti in ricordo di una speciale, illuminante "chiacchierata" fatta, qualche tempo fa... Purtroppo, non abbiamo potuto ripeterne altre perché il grande gallerista, quasi memoria storica del mondo dell’arte a Roma –ma non solo– se ne è andato, appena finite le feste natalizie: il 7 gennaio di questo nuovo anno .

Come sempre, quando una bella persona e un importante protagonista della cultura e dell’arte se ne va, viene da pensare con rammarico al vuoto che subito lascia e che sempre più difficilmente sarà colmato da personaggi di pari statura...

Non ho mai mitizzato il passato, tantomeno i grandi maestri ma certo oggi, va detto, guardando sia il panorama che la società ci offre e quanto il sistema dell’arte ci riserva, sospirare è quanto meno lecito e direi inevitabile...

Dopo la perdita di Ettore Sottsass, ecco che un altro "grande vecchio" ci ha lasciati.

Un saluto con qualche rimpianto ad Ugo Ferranti in ricordo di una speciale, illuminante "chiacchierata" fatta, qualche tempo fa... Purtroppo, non abbiamo potuto ripeterne altre perché il grande gallerista, se ne è andato. Un cancro ai polmoni ha spezzato la sua vita ma non cancellerà quanto ci ha lasciato: un’indelebile memoria storica dell’arte e del suo mondo dagli anni Settanta a quelli di oggi a Roma ma non solo.

Dopo la laurea in architettura l’amore per l’arte lo portò a dedicarcisi anima e corpo nel 1975 collaborando con Massimo D’Alessandro in una galleria di Via di Tor Millina esordendo con una personale di Niele Toroni. Due anni dopo sarà da solo al comando della galleria che sposterà in uno storico spazio di Via de’ Soldati: quello che era stato uno degli studi di Mario Schifano e poi di Mimmo Capone.

Ha organizzato mostre di Cy Twombly, Robert Morris, Sol LeWitt, Richard Tuttle, Daniel Buren, Giulio Paolini, Maurizio Mochetti, Michele Zaza, Jannis Kounellis, solo per citarne alcuni; negli anni, infatti, ha avuto nella sua galleria moltissimi artisti tra i quali Alighiero Boetti, Francesca Woodman, la Scuola di San Lorenzo con Gianni Dessì, Domerico Bianchi, Nunzio, Piero Pizzi Cannella, Giuseppe Gallo, Bruno Ceccobelli; e poi Luigi Ontani, Giuseppe Pulvirenti, Oliviero Rainaldi, Piero Pompili, Alfredo Zelli, Andrea Aquilani, o giovani come Andrea Nicodemo, che ha chiuso la sua personale da Ferranti proprio di recente.

Ha avuto preziose collaborazioni con Yvon Lambert, Germano Celant, Ida Granelli, Achille Bonito Oliva che nel 1975 redasse il testo per il catalogo dell’importante mostra di Monocromi di Mario Schifano.

Attivo per oltre trent’anni, Ferranti, aveva una speciale vivacità nel trattare l’arte, che sentiva a pelle e registrava con il cuore prestando grande attenzione a chi la palesava, a quegli artisti con i quali instaurava rapporti importanti, di stima ma anche di affetto.

Sapeva che se ne sarebbe andato e ha organizzato, se così si può dire, un suo commiato "ad arte": poteva fare diversamente, dato che proprio l’Arte è stata la sua vita?

Così, a Kounellis è spettato il compito di realizzare l’urna per le sue ceneri e Andrea Aquilanti si è occupato di allestire la galleria per l’ultimo saluto (venerdì 11, alle 11) che il gallerista ha voluto fare ai tantissimi amici, artisti e alle tante persone del mondo dell’arte e della cultura che lo hanno conosciuto, amato e rispettato o che, pur non conoscendolo, ne hanno apprezzato il grande, lungo, intenso lavoro.


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