L’arte delle donne dal Rinascimento al Surrealismo.
martedì 15 gennaio 2008 di Francesca Mentella
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Icone femminili impresse nella memoria. Presenze silenziose e discrete di donne che hanno amato l’arte e ne hanno tessuto la storia.
Una mostra ne mette in luce il valore e il talento, troppo spesso dimenticato al cospetto dei numerosi colleghi uomini.
Le donne nell’arte hanno sempre fatto molto fatica per trovare il giusto spazio e ancora oggi, nonostante le Accademie accolgano per la maggior parte donne, le grandi esposizioni ufficiali rispecchiano una tradizione artistica per la maggior parte maschile.
Dunque, nonostante la dedizione delle donne per l’arte, sono poche quelle che riescono a raggiungere obiettivi importanti.
Tante donne di talento, la cui presenza nel mondo dell’arte è da sempre risultata inconsueta. La storia ci insegna: le rappresentanza al femminile è davvero esigua.
Come sottolinea Angela Vettese (Artisti si diventa, Carocci, ndr), anche durante il Novecento: “l’accettazione di un’arte al femminile è arrivata molto dopo le prime rivendicazioni femministe, cioè nel corso degli anni Ottanta".
Gli anni Novanta segnarono una relativa svolta. Il 1997 fu l’anno in cui il premio più importante della Biennale di Venezia andò a Marina Abramovich e da allora, grazie anche all’infaticabile lavoro di “promozione†di critici donne, sono state prodotte molteplici mostre e pubblicazioni dedicate all’altra metà del cielo.
Oggi i curatori fanno molta attenzione a questa tematica, quindi la presenza delle donne è obbligatoriamente garantita. La Vettese tuttavia, fa notare come queste “eccessive attenzioni†rappresentino il segnale - più o meno celato - che la parità in questo settore non è ancora stata raggiunta.
La mostra milanese ha voluto ricordare 110 artiste. Il progetto espositivo intende promuovere ed evidenziare il ruolo della donna nell’arte e recuperare il valore scientifico, sociale e antropologico delle opere di alcune fra le più illustri artiste della storia.
L’evento si colloca inoltre a cavallo di due ricorrenze importanti. L’anno che ci ha appena lasciato, è stato l’Anno Europeo delle Pari Opportunità ma il 2008 è l’anno in cui ricorre il centenario della nascita di Simone de Beauvoir (1908), autrice de Il secondo sesso (1949), rappresentante impareggiabile di una riscossa al femminile, autrice di una critica mordace al ruolo tradizionalmente assegnato alle donne. Il suo libro, polemico, fece successo e scandalo ma in termini di emancipazione riuscì sicuramente ad arrivare al cuore delle donne.
Il percorso di questa interessante mostra si articola partendo dal Rinascimento, momento peculiare per l’evoluzione della figura della donna come artista. Diversamente dal Medioevo infatti il fenomeno non è più un caso isolato: le donne pittrici, disegnatrici e scultrici sono molte, spesso figlie, sorelle e mogli di pittori e lavorano alacremente in botteghe e studi d’artista. Nonostante ciò anche durante il Cinquecento le donne faticano ad affermare la loro professionalità artistica in un clima culturale che, pur riconoscendone l’esistenza, le celebra soprattutto come evento straordinario e fuori dal comune.
Tra le protagoniste del Cinquecento italiano: Sofonisba Anguissola, famosa per i suo ritratti e autoritratti, prima donna a godere dell’appoggio dei monarchi europei che ricevette, vecchissima e ormai cieca, l’omaggio di una visita di Anton van Dyck; le opere di Lavinia Fontana, bolognese, che divenne a sua volta ritrattista ufficiale delle famiglie nobili della città .
Il Seicento è rappresentato dal dramma e il coraggio di Artemisia Gentileschi, vittima dei pregiudizi e delle violenze del suo tempo. A lei, in quanto donna, fu proibito di frequentare l’Accademia. Subì lo stupro da parte del pittore Agostino Tassi, suo maestro, e l’umiliazione del processo in cui da vittima divenne colpevole.
Il percorso segue con Rosalba Carriera , protagonista delle maggiori corti europee e raffinata interprete della tecnica del pastello.
Per l’Ottocento e l’Impressionismo la mostra espone le opere di artiste europee come Berthe Morisot (1841-1895) cognata di Edouard Manet, Eva Gonzalès (1849 – 1883), l’americana Mary Cassatt (1844 - 1926),

scoperta da Degas e da lui introdotta nell’ambiente impressionista. Non si poteva dimenticare la grande scultrice Camille Claudel, che ebbe come maestro e amante lo sculore Auguste Rodin. Fu l’unica sua allieva cui fosse concesso di tagliare il marmo (compito riservato esclusivamnte agli uomini), ma come artista il suo grande talento visse all’ombra del celebre amante.
Si viaggia attraverso i secoli, con vite vissute tutte da scoprire: passando per la libertà e la bellezza di Tamara De Lempicka, la gelida dea dagli occhi d’acciaio, fino a Frida Kahlo moglie di Diego Rivera e amante di uomini del calibro di Leon Trotsky e André Breton.
Donne insolite certo, sicuramente miti.
INFO: Palazzo Reale Piazza Duomo 12, Milano 5 dicembre 2007 - 9 marzo 2008; luedì 14.30 - 19.30;martedì a domenica 9.30 – 19.30; da giovedì 9.30 – 22.30; Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra. Biglietti € 9,00; € 7,00 studenti, tesserati TCI, over 60; 6 euro (fino a 18 anni); gratuito fino a 3 anni, disabili con accompagnatore. Informazioni e prenotazioni: www.ticket.it; tel. 02.54915 Catalogo: Federico Motta Editore
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Francesca Mentella
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