Oggi ogni campana d’Italia dovrebbe suonare a lutto: è morta la libertà di pensiero
mercoledì 16 gennaio 2008 di Umberto Calabrese
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Cioè mi sono formato alla scuola dei poveri, nel servizio ai fratelli più sfortunati di chi, come me, ha avuto il dono di non essere nè ricco, nè povero. E come scriveva Federico Ozanam, in una sua lettera, “è la condizione migliore, perché mi permette molti agi ma nel contempo comprendo meglio, la condizione dei poveriâ€.
Sempre Federico Ozanam, nel 1834 scriveva “la questione non è più politica ma sociale: vi è una piccola classe di individui che hanno tutto e che, con l’arroganza dell’oro, vogliono sempre di più; e - dall’altra parte - vi è una classe formata da una moltitudine di persone che non hanno niente, e che sono pronti a tutto pur di avere qualcosa. Lo scontro fra queste due armate classi è inevitabile; noi cristiani dobbiamo metterci fra le armate sponde, non tanto per evitare lo scontro quanto per attutirloâ€.
Ma chi è Federico Ozanam? Era un giovane intellettuale cattolico, professore di diritto alla prestigiosa Università della Sorbona, scriveva e teneva conferenze sul tema della politica e dell’impegno sociale di noi cattolici.
Forse alcuni docenti oscurantisti, come le loro idee, che insegnano nella più grande Università europea, La Sapienza di Roma, ignorano che le loro recriminazioni sono anacronistiche e che gettano questo paese, già colmo di immondizie, in un buio culturale enorme, un tornare ad una condizione pre – Porta Pia, ad un inquisizione ottusa.
Oggi ogni campana dovrebbe suonare a lutto: è morta la libertà d’espressione.
Certo questa Cultura dell’Amore, in 2008 anni, ha avuto pagine buie, che nessuno disconosce e di cui un Santo Padre, Giovanni Paolo II, ha chiesto pubblicamente perdono a Dio e a gli uomini. Chi ricorda che il 31 ottobre 1992 un papa ha chiesto scusa per la persecuzione dello scienziato italiano Galileo Galilei ed il processo che seguì nel 1633?
Di questo alto atto, i docenti non sanno, così presi nel difendere il cattolico Galileo Galilei, che alla sua fede in Cristo non rinunciò mai, pur avendo lui tutte le ragioni. Costretto abiurò la sua scoperta, ma non la sua fede. 335 anni dopo, l’oscurantismo e la censura offendono più dell’inquisizione del 1633.
Certo se l’intento è quello di scatenare un anacronistico anticomunismo ed anticlericalismo, faccio appello agli intellettuali, ai politici, ai cattolici di ogni sesso ed età , di porgere l’altra guancia. Noi siamo per la solidarietà , per la cultura e la civiltà dell’amore, per la salvaguardia dell’ambiente, per la vita. Loro sono per l’egoismo, l’odio di classe, la censura.
Rettori delle Università Cattoliche, invitate questi docenti a far lezione, io da parte mia metto le mie pagine a disposizione, associazioni cattoliche invitateli a parlare, a noi il sapere non spaventa, e soprattutto a noi i loro oscurantismo non ci fa paura, così come non ci hanno fatto paura il fascismo ed il comunismo, noi crediamo nel sapere.
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Umberto Calabrese
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Le campane d’Italia continuino a fare quello per cui sono state fuse16 gennaio 2008, di Antonello Mastantuoni
Caro direttore, qualunque fosse l’intento perseguito dal rettore della Sapienza nell’invitare il papa all’inaugurazione dell’anno accademico, il risultato è stato che l’incidente ha fortemente messo in difficoltà il fronte laico: anche chi mal sopporta l’ingerenza della Chiesa in affari nei quali questa dovrebbe esercitare il solo imperio morale è stato costretto ad arretrare, a scusarsi, a distinguere.
Far passare la laicità come la vera forma di oscurantismo e di barbarie violenta e antidemocratica, far sì che non si veda più l’asimmetria fra chi riconosce legittimità a ogni pensiero che non neghi la legittimità degli altri pensieri (salvo poi combatterli) e il pensiero cattolico che rifiuta radicalmente la possibilità di essere posto sullo stesso piano degli altri pensieri (che accetta sì il dialogo, ma solo per “con-vincere”): è questo oggi l’obiettivo fortemente voluto e forse raggiunto da tutto lo schieramento più retrivo e conservatore a pochi giorni dall’offensiva contro la 194 e dall’idea di proporre l’eguaglianza fra aborto e pena di morte. Questa asimmetria, semplicemente, non è emendabile sul piano logico e va dunque oscurata per ristabilire la parità nel conflitto. Che non sono stati i laici ad aprire ma Ratzinger all’inizio del suo papato, invitando i non credenti a comportarsi "come se Dio esistesse". Oggi per la Chiesa e i suoi alleati è fondamentale riuscire a dimostrare che sono i laici a pretende che i cattolici si comportino “come se Dio non esistesse”.
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Oggi ogni campana d’Italia dovrebbe suonare a lutto: è morta la libertà di pensiero16 gennaio 2008, di enzoEgregio direttore condivido il suo disappunto ma fino ad un certo punto, non si puo escludere la liberta di pensiero ma se questo riguarda tutti gli esseri umani, non puo essere valido per una personalita emblematica come il pontefice, Lei stesso fa riferimento al papa santo precedente che non puo essere paragonato al presente. Chi vuol riportare indietro la Chiesa puo avere questi contraccolpi che fanno parte delle inquietudini della societa. Fermo restando che sono contrario alle esagerazioni dei giovani e dei loro cattivi maestri. cordialemte Enzo Riso
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Oggi ogni campana d’Italia dovrebbe suonare a lutto: è morta la libert? di pensiero16 gennaio 2008, di piero scarpelliMi metto anch’io davanti alla campana che suona a morto. Nessuna meraviglia, ho gi? avuto modo, grazie a voi di Aroga’ di esprimere i miei pensieri. E’ inconcepibile, per chi veamente crede nella democrazia , non piangere in cuore, di fronte a chi nefandamente si crede democratico e che grida uno, cento, mille Nassiria... Gli animali sono delle "povere bestie" noi, purtroppo, siamo delle "brutte bestie" Coraggio comunque, non desistiamo, con tanta stima, piero scarpelli.
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