Inceneritori, bugie ed iniziative in giro per l’Italia
mercoledì 23 gennaio 2008 di Redazione Ambiente
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Un collega francese scrive: " i medici ne hanno abbastanza di essere l’ultimo anello di una catena, ad aspettare i cancri senza fare nulla sulle cause".... questo in Francia, e in Italia? " Dopo aver visto questa sera Veronesi da Fazio, dice la dott.sa Gentilini, penso che il "malato" più grave sia questa medicina asservita ai grandi interessi economici.
Il Comitato per l’Ambiente e la Salute di Gualdo Cattaneo fa partire una petizione online, al Garante per l’informazione della Repubblica, per colpire questa mancanza di pluralità di informazione sugli inceneritori, confinando il prof Connett che è uno dei massimi studiosi al mondo fuori dai mass media e consentendo solo a pochi esperti di parte di parlare di ambiente, tranne poche eccezioni.
Intanto nel feudo di Hera Spa, lenzuola "anti-turbogas" e "anti-inceneritore" distribuite dai comitati che stanno raccogliendo soldi per il ricorso al Tar contro l’inceneritore di Via Diana Ferrara e per per l’annullamento dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia di Ferrara . Ancora un giorno di banchetti, l’ultimo giovedì, nella parrocchia parrocchia di Cassana, dove sono stati raccolti 300 euro, e il banchetto di ieri sotto lo scalone (incasso di 55 euro), i comitati hanno superato i 10.500 euro.
A Napoli il 2 febbraio Assemblea Nazionale per i beni comuni con relazioni su: * Convenienza economica di un ciclo dei rifiuti incentrato sulla riduzione, riciclo e recupero dei rifiuti rispetto al trattamento in centrato sugli inceneritori; * Impatto sull’ambiente e sulla salute delle centrali per la produzione di energia (inceneritori-centrali a turbogas-centrali a biomasse); * Abolizione di ogni forma di incentivo all’incenerimento dei rifiuti. Presentazione della proposta da presentare al governo.
Presentazione dell’Appello all’Europa da presentare all’associazione della stampa estera, in occasione della manifestazione nazionale prevista a p.zza Montecitorio, il 13 febbraio p.v. Intervento dei rappresentanti politici che hanno aderito all’iniziativa e intendono farsi carico delle rispettive competenze a livello nazionale. Risposta dei rappresentanti governativi in merito all’impegno richiesto a livello nazionale.
Sempre a Napoli, per dare un segnale forte di quali devono essere le linee guida per risolvere l’emergenza rifiuti, scende in campo Greenpeace Italia con un una task force composta da Vittoria Polidori come project leader e Daniel Monetti come uomo sul campo per le ricerche di fattibilità del progetto "DIFFERENZIAMOCI", gestire e coordinare la logistica. In una settimana per organizzarlo. Più di 40 famiglie napoletane (ed altre stanno dando la loro adesione) disposte a partecipare ai sette giorni per la raccolta differenziata porta a porta organizzata interamente da Greenpeace ed i suoi volontari. Scopo del progetto: dimostrare che i cittadini di Napoli sono in grado di gestire i rifiuti in modo responsabile, e dimostrare che la raccolta differenziata domiciliare costituisce lo strumento essenziale per la corretta gestione, essenziale per uscire dalla crisi.
Pecoraro, mentre la sua mozione contro sfuma per altre vicende politiche del Governo, lancia un appello sui rifiuti per far emergere la verità sulla crisi napoletana.
In conclusione una lettera di Patrizia Gentilini "Domenica 20 gennaio ero a Pianura, invitata a fare un incontro con la polazione nella scuola elementare insieme alla imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo di Verdelago (www.centroriciclo.com) che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio pergerinare: davanti ai cumuli di spazzatura che in noi suscitano tanto orrore, lei si fermava incantata dicendo: "ma guarda quanta bela roba che s’è ghè, me ne porteria via un pocheto" Questa ingegnosa sig.ra. oltre a recupere in modo ottimale carta, lattine, vetro ecc. ha brevettato un metodo per il 20% del "secco non riciclabile" ( es. i pannolini) e, tramite un processo finale di estrusione, ottiene da questo residuo (che io per prima non immaginavo potesse avere alcun riutilizzo), una sabbia sintetica grandemente utilizzata in edilizia, che esporta all’estero e che non arriva a produrre nonostante la grande richiesta che ha!
Nell’azienda sono in 64, gli operai ricevono 1500 euro al mese con tredicesima e quattordicesima e tutto questo senza camini, senza filtri, senza veleni, ma dando lavoro, occupazione, serenità a tante famiglie. Gli impianti non sono complessi, nè da costruire, nè da gestire, possono essere pronti in pochi mesi, relativamente basso il capitale di partenza. Ma possibile che in questo paese e soprattutto in questa Romagna, dove ci si vanta di essere industriosi, attivi e pieni di iniziativa a nessun imprenditore venga, anche solo, la voglia di verificare di persona? Possibile che sappiamo solo "bruciare" mandando in fumo preziose risorse e soprattutto la nostra salute?
Sono sempre più convinta che il problema dei rifiuti non è affatto una grave malattia come vorrebbero farci credere, che la medicina che vorrebbero darci (inceneritori) è molto peggiore del male e che la cura semplice, immediata, economica, senza controindicazioni esiste ed è la raccolta domiciliare "porta a porta" e riciclo totale.
Sia ben chiaro a tutti: non ho alcun interesse personale in questa "promozione" del Centro di Vedelago e il biglietto per Napoli non me lo ha rimborsato nessuno" (Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncoematologo Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia)
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