La speranza indiana di Federico Rampini
venerdì 15 febbraio 2008 di Alessia Mentella
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L’India mistica e leggendaria, l’India dei colori e delle spezie, il Paese dalle tradizioni millenarie e dall’atmosfera coloniale, l’India lontana dagli affanni e dai travagli dell’Occidente perché simbolo e modello di spiritualità , il Paese dell’â€illuminato†Siddharta.
E’ così che si presenta questa affascinante nazione nell’immaginario comune occidentale. La cultura indiana ha da sempre avuto un certo fascino sull’Occidente industrializzato e ancora oggi l’India più che uno Stato viene vista come una civiltà culturale che si fonda su regole di vita morali e soprattutto religiose. Insomma un paese “miteâ€, mistico, lontano dalle cose materiali e depositario di valori che non ci spaventano ma che, anzi, ci attraggono.
Eppure non tutti forse immaginano che questo Paese così spirituale è riuscito a trasformarsi, in questi ultimi anni, in un vero e proprio colosso tecnologico ed informatico, sede di multinazionali in cui si progettano hardware e microchip di telefonini e computer.
Ad informarci su questa nuova India è l’ultimo libro di Federico Rampini, La speranza indiana, edito da Mondadori, centrato appunto sul miracolo economico e tecnologico indiano. Rampini, inviato speciale in Asia per il quotidiano La Repubblica, è profondo conoscitore dei due grandi paesi asiatici protagonisti dello scenario economico mondiale, la Cina e l’India.
Alla Cina ha già dedicato alcuni importanti saggi tra cui L’impero di Cindia e L’ombra di Mao, mentre all’India è dedicato questo suo ultimo lavoro, un sorprendente viaggio attraverso il Paese in cui si sta giocando il nostro futuro, la Nazione che entro la metà del XXI secolo sarà la più popolosa e vasta democrazia del mondo.
Nel 1961 nel suo diario di viaggio “L’odore dell’India†Pier Paolo Pasolini scriveva:†La gente che in India ha studiato sa che non ha speranzaâ€, e descriveva questo Paese come un inferno senza futuro e gli indiani come disperati costretti a vivere nella miseria perenne.
Da quel 1961, nell’arco di pochi anni e a distanza di una sola generazione, l’India è riuscita a capovolgere il suo ruolo e il suo peso nella storia contemporanea.
I dati che Rampini riporta in questo suo saggio sono veramente sorprendenti e ci dice nell’introduzione del libro: “ Nell’ultimo quarto di secolo l’India è riuscita a sollevare dalla miseria ogni anno l’1% in più della sua popolazione: già duecento milioni di indiani, dal 1980 a oggi, hanno sconfitto per sempre la fame. Nell’ultimo decennio questo cammino verso lo sviluppo si è accelerato con ritmi di crescita dell’8 o 9% all’anno, secondi solo alla Cina. In meno di venti anni il Pil indiano avrà superato quello di tutta Eurolandia, in meno di trent’anni l’India si sarà piazzata nel ristretto vertice dell’economia mondiale, il club delle tre superpotenze globali, in compagnia di Cina e Stati Unitiâ€.
Si scopre così che il 70% dei suoi abitanti ha meno di trentacinque anni; che l’età media dei sessantaseimila dipendenti della multinazionale informatica Infosys è di ventisette anni, tutti manager, ingegneri, tecnici e ricercatori; che la nuova letteratura di Mumbai e Calcutta, ai vertici nelle classifiche dei best-seller in America e in Europa è opera di scrittori e scrittrici che hanno appena quarant’anni.
Continua Rampini:†Le nostre chances di aumentare la longevità umana, di vincere il cancro, l’Aids e altri mali, in questo momento possono dipendere da squadre di biologi indiani appena trentenni che sono i nuovi cervelli della ricerca medica internazionaleâ€.
Dall’informatica alla letteratura, dalla medicina alla ricerca, l’India dunque, agli occhi degli occidentali, diviene una sorprendente rivelazione, una vera speranza per il futuro, il futuro di noi tutti. L’ India di Federico Rampini è sicuramente molto diversa da quella descritta tempo addietro da Pasolini, non più una nazione messa in ginocchio dalla povertà né soltanto una inafferrabile civiltà culturale, ma uno Stato concreto, capace di elaborare strumenti per consolidare l’unità politica e sociale, impegnato direttamente a far progredire l’economia e la tecnica.
Questo non vuol dire tuttavia che le contraddizioni dell’India siano improvvisamente scomparse, anzi rimangono e sono evidenti in un territorio vastissimo in cui vive quasi un miliardo di persone di lingue, etnie e religioni diverse.
Il miracolo economico convive ancora con l’eredità arcaica delle caste, con l’analfabetismo e con la discriminazione contro le donne, con la corruzione e l’inefficienza statale. Federico Rampini ci fa da guida dunque non solo nell’India delle multinazionali informatiche ma si addentra anche nell’India delle baracche, dove la povertà e le tensioni sociali esistono ancora, offrendoci un quadro completo di questa complessa India in trasformazione e invitandoci a scoprirne i molteplici aspetti.
Modernità e innovazione, tecnologia e sviluppo si intrecciano così alle contraddizioni e al fascino millenario di questo Paese che sarà , tra qualche anno, il protagonista del mondo e la speranza del nostro futuro.
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Alessia Mentella
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