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by ComingSoon.it

BELLISSIMA. Visconti (e) il contemporaneo con artisti a confronto a Napoli

Fino a venerdì 29 febbraio al Maschio Angioino di Piazza del Municipio a Napoli

venerdì 15 febbraio 2008 di Barbara Martusciello


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"Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo. (Milano, 2 novembre 1906 –Roma, 17 marzo 1976) è stato un importante regista italiano".

Così leggiamo in qualsiasi Enciclopedia, che ricorda gli esordi del giovane Luchino già nel 1936, in Francia, con Jean Renoir e la sua fertile collaborazione, con alcuni giovani intellettuali e critici, della rivista "Cinema" (fondata dal figlio di Benito Mussolini, Vittorio che curiosamente, o per grande lungimiranza e amore per il Cinema e il dibattito culturale, non chiuse la bocca ai suoi redattori "sinistroidi"!) fautori di una nuova idea di cinema che superi le melense ed edulcorate commedie del cinema dei telefoni bianchi per raccontare realisticamente la vita e i drammi quotidiani della gente. Su queste basi, nel 1942 firma il suo primo film, uno dei più grandi capolavori del Neorealismo: "Ossessione" (interpretazione del celebre romanzo Il postino suona sempre due volte di James Cain).

Seguono, nel 1948 un film di denuncia sociale molto dura sulle condizioni sociali delle classi più povere: "La terra trema" (adattamento dal romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga) e nel 1951 "Bellissima", scritto da Cesare Zavattini, attualissimo ancora oggi, mettere a nudo desideri, smanie, arrivismo, ipocrisie, desiderio di rivalsa sociale della collettività contemporanea ed anche le "magagne" del mondo della celluloide.

Nel 1954 è la volta del suo primo film a colori, "Senso", accusato da molti come tradimento del Neorealismo per avere aperto all’affresco storico nel contesto di un dramma privato ma con uno sguardo sempre critico; tre anni dopo, vince il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia con Le notti bianche ispirata al romanzo di Fedor Dostoevskij.

Nel 1960 realizza un altro dei suoi capolavori, forse tra i più celebridella storia del Cinema: "Rocco e i suoi fratelli" con il quale, pur con qualche scandalo, vinse il Premio Speciale della Giuria della Mostra del Cinema di Venezia: Il film, che racconta la storia durissima di una famiglia di meridionali trapiantata per lavoro a Milano "narrata con i toni della tragedia greca", scandalizzò, all’epoca, per alcune scene violente e crude che la censura impose di oscurare. L’anno dopo, questa libertà censorea della Commissione apposita fu oggetto di critica da parte di Visconti in un episodio del film corale Boccacciohttp://it.wikipedia.org/wiki/Boccaccio_%2770 ’70".

Nel 1962 critica, censura, pubblico lo applaudono tutti per il suo più grande successo: "Il Gattopardo", tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes e interpretato da un cast strepitoso.

Dopo alcuni altri film, ecco la serie problematica del regista, alla fine degli anni ’60: la trilogia tedesca. Ispirata ai temi mitologici e decadenti di Richard Wagner e Thomas Mann, ne fanno parte "La caduta degli dei"(1969) con l’attore-feticcio Helmut Berger (suo compagno di vita sino alla fine), splendidamente presente anche in "Ludwig"e "Morte a Venezia" (1971)

Nonostante le grandi difficoltà (durante le lavorazioni di "Ludwig" era stato colto da un ictus cerebrale che lo lasciò paralizzato nella parte sinistra del corpo) gira due ultimi film, dal carattere languido e melanconico e gusto decadente: l’autobiografico "Gruppo di famiglia in un interno", ancora con Berger, e "L’innocente" tratto dall’omonimo romanzo di d’Annunzio.

Questa storia, questi film, la figura del grande regista sono oggetto di un omaggio originale "BELLISSIMA. Visconti (e) il contemporaneo" attraverso un’articolata iniziativa che, tra le sue componenti, ha sottolineata quella della mescolanza tra cinema –di Visconti, appunto– e arte visiva attraverso una bella mostra multimediale.

Inaugurata il 7 febbraio a Castel Nuovo – Maschio Angioino di Piazza del Municipio a Napoli e qui in corso fino a venerdì 29 febbraio, è in collaborazione con la Fondazione La Colombaia di Luchino Visconti dall’I.P.A (Ischia Prospettive Arte) ideatrice, tra l’altro, di un noto Premio per le Artie laCultura in una delle più accattivanti isole che il nostro paese conservi (caos di agosto ed eccesso di macchine con il loro smog a parte… A proposito: quando si decideranno a limitare anche lì, in qualche modo, il traffico?).

Dal taglio curatoriale molto intelligente, l’iniziativa vede partecipare artisti molto interessanti nel panorama dell’arte contemporanea italiana che si cimentano in un confronto con un Cinema, quello del grande Visconti, che è molto più "visivo" e pittorico di quello di tanti suoi colleghi. Credo che questo parallelismo, in forme e modi diversi, sia stimolante per un artista soprattutto se pensiamo a quanto siano sorelle le due Arti e a quanto si siano, per esempio negli anni Sessanta, contaminate tra loro dando luogo a fertili cortocircuiti.

Gli artisti coinvolti in questa mostra sono: AB.SO (Abbamondi - Sommella), Marisa Albanese, Claudio Bonichi, Alba D’Urbano-Tina Bara, Sergio Fermariello, Nino Longobardi, Giovanni Manfredini, Ciro Palumbo, Alfredo Pini, Ernesto Tatafiore,

Tanto per non perdere di vista il soggetto principe di questo intelligente e direi persino doveroso omaggio, giovedì 21 febbraio (alle ore 16,30, nell’Antisala dei Baroni) ci saranno una proiezione e un dibattito su filmati di Visconti; e venerdì 29 (ore 17,00, nella Cappella Palatina) si concluderà la manifestazione con un concerto con musiche composte dal Maestro Franco Mannino per i film di Luchino Visconti.

La manifestazione è Patrocinata dal Sindaco e dell’Assessorato alla cultura del Comune di Napoli, della Regione Campania e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli ed è sponsorizzata da Simel s.a.s., Servizi e Progetti s.r.l. e da Falpa cornici s.n.c..

Il catalogo, edito dalla stessa I.P.A., si avvale delle foto di Peppe Avallone.

Info: Associazione Culturale "Ischia Prospettiva Arte", Via Miguel de Cervantes, 55/27, Napoli. Tel. 081.4971300, e-mail: ischiaprospettivaarte@jmpy.it, info@ischiaprospettivaarte.it; sito: www.ischiaprospettivaarte.it


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