Alcoolici nell’Islam: divieto divino o norma disciplinare umana?
sabato 8 marzo 2008 di Paolo Forlivesi
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Sappiamo come il Corano e’ il frutto non della scrittura diretta di Muhammad, ma frutto del censimento e ricerca nella memoria di tutti coloro che avevano avuto contatti col Profeta, per redigere nell’arco di un trentennio dalla sua morte, un testo unico e che fosse il solo permesso, con conseguente distruzione di tutte le altre versioni che gia’ circolavano, e cio’ per opera del 3° Kalifa, Hutman. La revisione dei testi e’ una costante storica, avvenne così per la Bibbia, e per la cristianita’ nelle sue varie confessioni.
A tale costante non poteva di certo sfuggire il Corano. Tant’e’ che per le bevande alcooliche scuole giuridiche islamiche illustri ( Abu Hanifa), stabilirono la liceita’ di alcun i tipi ad es. ( an nabi’duh), ovvero vino di datteri, ma solo se assunte con moderazione. Cio’ in linea con quanto Dio detto’ nella 16 sura. Per concludere, vediamo l’iter che percorse l’utilizzo di tale bevanda, ovvero il vino.
Nella Sura 2, non esiste divieto assoluto, ma solo un giudizio permissivo, in quanto si dice che nel vino c’e’ qualche vantaggio per l’uomo, ma il danno e’ superiore al beneficio.
Nella Sura 4, non esiste un divieto all’assunzione di alcoolici, se non in prossimita’ della preghiera. Quindi, liceita’ nell’assunzione del vino, salvo moderarsi onde essere sobri nel momento del pregare.
Nella Sura 5, invece si assiste ad un divieto assoluto, perche’ considerato opera di Satana. < Evitatele affinché possiate prosperare >.
Nella Sura 16, Si dichiara essere il vino bevanda benefica ed eccellente, da usare con moderazione, " per gente che ragiona", come dice la sura. In tale sura si fa uso per indicare il vino e sostanze alcooliche della radice triconsonantica < sin-kaf-ra>, ( sakara-n) radice di parole con significato quale : essere ubriaco, ubriacarsi, ubriacatura, ecc.....ci dice infatti la " sura delle api" al v 67 :
<.... dai frutti dei palmeti e delle vigne ricavate " bevanda inebriante " e cibo eccellente. Ecco un segno per coloro che capiscono .>
Riporto per consultazipone e comodita’ le Sure sopra citate nella loro completezza.
Sura II
Al-Baqara
(La Giovenca)
Post - Eg. n. 87, di 286 versetti
Il nome della sura deriva dal vers. 67.
Il vers. 281 è stato rivelato durante il pellegrinaggio dell’addio (10/632)
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso ................ 219 Ti chiedono del vino e del gioco d’azzardo. Di’: " In entrambi c’è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore del beneficio!". E ti chiedono:"Cosa dobbiamo dare in elemosina?"
Di’: "Il sovrappiù ". Così Allah vi espone i Suoi segni, affinché meditiate
Sura IV
An-Nisâ’
(Le Donne)
Post.-Eg. n.92, di 176 versetti
Il nome della sura deriva dal vers. 1
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
................ 43 O voi che credete! Non accostatevi all’orazione se siete ebbri , finché non siate in grado di capire quello che dite; e neppure se siete in stato di impurità, finchè non abbiate fatto la lavanda (a meno che non siate in viaggio). Se siete malati o in viaggio, o se uscite da una latrina, o avete avuto rapporto con le donne e non trovate acqua, fate allora la lustrazione pulverale con terra pulita con cui sfregherete il viso e le mani . In verità Allah è indulgente, perdonatore.
Sura V
Al-Mâ’ida
(La Tavola Imbandita)
Post-Eg. n°112 , di 120 versetti
Il nome della sura deriva dal vers. 112
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
.................. 90 O voi che credete, in verità il vino, il gioco d’azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie sono immonde opere di Satana. Evitatele affinché possiate prosperare .
Sura XVI
An-Nahl
(Le Api)
Pre-Eg. n°70 a parte gli ultimi 3 vv. Di 128 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 68.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. ............................... 67 [Pure] dai frutti dei palmeti e delle vigne ricavate bevanda inebriante e cibo eccellente. Ecco un segno per coloro che capiscono .
Risulta quindi comprensibile come non ci sia nulla di peccaminoso nel bere un buon barbera o vino dei castelli romani, in quanto e’ la moderazione e l’autocontrollo che ne permettono la liceita’.
Ma la cosa non e’ cosi’ semplice......vige una regola nell’esegesi coranica, chiamata " Nasikh wa mansukh", ossia < gli abrogatori e gli abrogati >, in virtu’ della quale i versi piu’ recenti in ordine cronologico che presentino contraddizioni con altri precedenti, abrogano quelli piu’ vecchi. Si dira’, bene, allora presto e fatto : la Sura 16 trionfa. Ma non e’ cosi’. Il Corano non riporta come la bibbia fatti e avvenimenti in ordine numerico/cronologico, puo’capitare quindi che alcune sure che numericamente sono le prime, siano ritenute da studiosi e scuole coraniche varie come posteriori o ultime in successione temporale.
Esempio, la Sura V-IX-, medinesi, sono dalla scuola egiziana annoverate tra le ultime....Come si puo’ facilmente capire,quel sottile artifizio logico che risponde al nome di < gli abrogatori e gli abrogati > ha cercato di sanare evidenti contraddizioni.
Ha cercato, a mio avviso senza riuscirci. Perche’? Semplice. Esistono nel Corano chiare contraddizioni anche circa il libero arbitrio, affermato nelle sure II-IV-VI-VIII....e altre, e negato nella VI-VII-XVII-XLII-LXXX...e altre. Ovvio quindi che la formula < gli abrogatori e gli abrogati > di fronte alla specificita’ dell’argomento ( libero arbitrio) crolla. O c’e’ o non c’e’.
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Forum
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Alcoolici nell’Islam: divieto divino o norma disciplinare umana?9 marzo 2008
Salve, essendo musulmana mi ritengo in dovere di dire la mia riguardo all’ articolo in questione.
Innanzitutto, bene chiarire, in modo che non vi siano dubbi da parte di chi legge, che il vino e ogni sostanza che altera il normale stato di coscienza sono totalmente vietati. I versetti citati nell’ articolo, effettivamente sono stati rivelati in ordine cronologico, ed corretto dire che l’ ultimo, che proibisce le sostanze alcoliche in toto, quello che ha validit giuridica. Questo perch all’ epoca della Rivelazione, DIo, conoscendo bene le attitudini umane, Ha deciso di non proibirne l’ uso da un giorno all’ altro, ma di far s che i musulmani capissero i motivi per il quale non era bene consumarlo, anche per fare in modo che si abituassero gradualmente all’ idea fino al divieto esplicito e totale.
Oltre ad essere stato confermato dagli esegeti del Corano, il divieto del vino traspare anche dai detti del Profeta Mohammed (pace su di lui), che sono molto chiari e senza alcun possibile fraintendimento o interpretazione soggettiva.
Un’ altra precisazione fondamentale da fare, che non corretto che il Corano nel corso dei secoli venne modificato. Tra il primo e il secondo califfato, infatti, si provvedette a riunire i vari versetti che erano sparsi, scritti su pellame e altro, proprio per evitare che con il tempo potessero andare perduti, e se ne fece un unico volume. Ma quest’ unico volume era comunque conforme perfettamente alla Rivelazione originale, questo perch durante essa, vi erano un segretario e vari altri compagni del Profeta (psl) che memorizzavano e annotavano in tempo reale tutte le parole ricevute da Dio. Infatti, al termine della Rivelazione, vi erano moltissime persone che conoscevano ogni singola parola della Sacra Scrittura, ed ogni anno il profeta Mohammed psl, la ripeteva all’ angelo Gabriele, pace su lui, che scendeva al suo cospetto durante il mese di Ramadan per completare gradatamente la Rivelazione che Dio gli aveva incaricato di consegnare indicandogli con precisione anche l’ ordine dei vari capitoli. Di conseguenza il Profeta psl e numerosi compagni (tra i quali vi erano anche i primi quattro califfi) conoscevano il Corano a menadito, e non avrebbero mai potuto n voluto modificare il testo, per conoscenza e per grande timore di Allah, soprattutto.
Il Corano un testo da leggere con molta attenzione, bisogna studiarlo approfonditamente, tenendo conto anche del contesto storico e degli avvenimenti dell’ epoca, per capirne correttamente almeno una parte. Fra l’ altro, purtroppo, nessuna delle traduzioni italiane rende correttamente i numerosi significati che un versetto in lingua araba pu contenere, di conseguenza una corretta esegesi pu essere effettuata unicamente sul testo originale, cos come hanno fatto gli studiosi dell’ epoca vicina a Mohammed psl. Per saperne di pi, consiglio di leggere il "tafsir", ovvero il commentario del Corano di uno dei pi rinomati studiosi musulmani, ovvero Ibnu Kathir. lo si trova on line in inglese all’ indirizzo www.tafsir.com
Cordiali saluti, Aisha.
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