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Per la tutela del paesaggio visuale: protocollo d’intesa sulle antenne

Comunicato Italia Nostra

venerdì 7 marzo 2008 di Redazione Ambiente


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La Presidenza della Commissione Cultura del Comune di Roma, l’Onlus Italia Nostra in collaborazione con il MiBAC e le principali Aziende del settore delle Telecomunicazioni, la Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, continua ad operare nella ricerca di proposte per arrivare all’approvazione di un documento, fatto inedito in Italia, espressione di un’intesa tra Stato, Comuni Italiani, Società Civile e Privati per il rispetto del decoro urbano delle città e del tessuto storico urbano italiano.

In particolare, in questa seconda fase, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sul tema “inquinamento visuale: antenne invasive e decoro urbanoâ€, il lavoro si è concentrato sull’individuazione di tutte le istanze necessarie per consentire a livello nazionale, come a quello locale, l’accoglimento delle linee di indirizzo che portino al superamento dello stato di degrado visuale causato dall’enorme numero di antenne televisive, parabole e ripetitori di telefonia mobile, che infestano i tetti e le facciate delle nostre città.

Si è unanimemente concordato sull’importanza di perfezionare i contenuti per la predisposizione di un protocollo siglato dai gruppi imprenditoriali del settore di riferimento. Tale documento dovrà riassumere alcune istanze necessarie per consentire l’accoglimento di linee di indirizzo che impegneranno tutti ad operare e promuovere tecnologie e reti di telecomunicazione a basso impatto ambientale, e che ci aiutino a ripristinare il Bello.

In particolare, si è ribadito quanto segue:

  la necessità di affermare un concetto di tutela del tessuto storico allargato anche alla visuale delle città e dei centri storici e conseguentemente del paesaggio urbano (ripristino dello skyline originale delle città italiane) anche attraverso la messa a punto di strumenti urbanistici e di delibere attuative da far adottare agli Enti Locali per regolare l’installazione e/o la rottamazione di antenne, parabole, ecc…a cui daremo il nostro fattivo contributo;

  l’individuazione di norme e strumenti legislativi per dotare la campagna in oggetto degli strumenti e delle risorse necessarie per l’attuazione di politiche di rottamazione del parco antenne inutilizzate (ed altro) esistenti sui tetti italiani, nonché la promozione di interventi concertati finalizzati alla produzione di servizi tecnologicamente innovativi ed a basso impatto ambientale per la trasmissione via cavo di TV, telefonia fissa e rete telematica;

  l’ottimizzazione dell’impiego delle pubbliche risorse finanziarie per razionalizzare le operazioni di modernizzazione della rete per le telecomunicazioni e per il segnale televisivo nel rispetto della sostenibilità visuale: uso di tecnologie innovative non invasive e tecniche esecutive che consentono di effettuare l’installazione, manutenzione e sostituzione di servizi interrati con un limitato ricorso agli scavi a cielo aperto;

  applicazione di azioni di sistema anche nella difesa ambientale e del suolo.

Durante gli incontri del gruppo di lavoro è emersa l’esigenza di produrre una norma quadro che faccia riferimento all’esistente Codice Urbani, individuando linee guida e regole tecniche per avviare azioni di sistema attraverso interventi di rottamazione e quant’altro sia utile a ripristinare e riqualificare il paesaggio urbano. Tali azioni devono essere quelle di: ottimizzare gli investimenti e le risorse finanziarie impegnate; abbattere i costi di installazione e rimodernamento della rete; attenuare il disagio sociale dovuto ai lavori (anche attraverso l’uso di tecnologie meno invasive come l’utilizzazione di micro – trincee...); ottenere una piattaforma di lavoro comune sui servizi concernenti la divulgazione del segnale sia telefonico che televisivo; promuovere campagne di sensibilizzazione e comunicazione dell’opinione pubblica sul tema.

Tra gli obiettivi precipui vanno considerati:

· l’attuazione di politiche concertate per la rimozione delle antenne, cavi, condizionatori, ecc. dismessi dai tetti dei palazzi con l’atteso ripristino delle visuali originali sia nelle aree di pregio dei centri storici sia nell’ambito delle zone periferiche;

· il rispetto del Codice delle Comunicazioni (art.89) che impone al Ministero delle Telecomunicazioni di informare i tempi e le modalità d’intervento di uno scavo per l’installazione di cavi in modo da recepire e consentire l’utilizzazione dello stesso da altri operatori interessati ad intervenire sulla medesima area e, in generale, incoraggia la coubicazione e la condivisione di infrastrutture;

· l’assoggettamento degli impianti tecnologici esterni da situare nei centri storici ad una procedura di valutazione dell’impatto visivo, banda larga compresa;

· il ricorso a tecnologie non invasive che assecondino centralizzazioni e messe a sistema di impianti riceventi il segnale televisivo e relativo alle telecomunicazioni (promozione del cablaggio a banda larga) con il fine di tutelare la visuale del paesaggio urbano;

· il sostegno a progetti tesi a rimodernare la rete esistente in un’ottica di sostenibilità visuale attraverso l’interramento dei cavi volanti e l’eliminazione dei pali aerei;

· l’impulso ad interventi tesi a riutilizzare i luoghi dismessi da altri gestori di servizi come Acea, Italgas, ecc;

· l’istituzione di una Commissione che abbia poteri di monitoraggio e intervento per gli adempimenti attuatori della norma quadro.

Queste osservazioni rappresentano un nostro ulteriore contributo per arrivare ad una concertazione che vede le istituzioni, le associazioni e le imprese di settore delle telecomunicazioni impegnate congiuntamente nel recupero del valore estetico “assoluto†del paesaggio urbano delle nostre città e di quei centri storici citati nei secoli da artisti e vedutisti italiani e stranieri.

E’ un contributo non di poco valore visto che, da sempre, la cosa più difficile è partire. E’ evidente che siamo ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi che ci siamo proposti di perseguire. Tuttavia, l’attenzione dell’opinione pubblica finora dimostrata e i giudizi di merito di cittadini, uomini di cultura, esperti di urbanistica, cultori del valore storico artistico delle nostre città, ci spinge a proseguire il percorso individuato e a cercare di allargare il consenso su questa tematica a tutti quei soggetti istituzionali, economici, imprenditoriali, o semplicemente appartenenti al mondo civile, che ne condividono gli obiettivi.

Hanno partecipato alla redazione del documento: Pino Galeota (Presidente Commissione Cultura Comune di Roma), Andrea Costa, Ebe Giacometti e Emanuele Montini (Consiglieri Italia Nostra Roma), Antonello Alici (Segretario Generale di Italia Nostra Nazionale), Anna Di Bene (MiBAC), Fabio Ruggeri, Patrizia Mastrantoni e Sanzio Biondi (TelecomItalia), Antonio Marasco (Consorzio Elettra 2000), Paolo Trombetti (IATT, Italian Association for Trenchless Technology), Nello Genovese (Gruppo Fracarro), Walter Papini (Commissione Cultura Comune di Roma).

Hanno fattivamente contribuito ai lavori: A. Magagnini (Sovrintendenza Beni Culturali Comune di Roma), A. Ghidoli (Quirinale), D. Ignani (fotografo), R. Costantini (Regista).


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