Fabrizio Corona torna in Basilicata con uno spettacolo, ma il paese insorge.
giovedì 23 agosto 2007 di Roberto De Giorgi
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Sul sito del Comune un poeta venosino dice: “ visitare questa città è come sfogliare un libro di storia “ E certo di storia ce n’è in questa cittadina natale del poeta Orazio, dall’anfiteatro, al domus, ai decumani, alle terme romane di epoca imperiale, e poi la basilica paleocristiana.
Insomma arte e cultura che riempiono l’estate venosina con guide che portano i turisti alla scoperta delle pre-esistenze romane, e poi le rassegne di Arte, cinema, teatro al chiar di luna.
Ma c’è questo dannato evento che ha scatenato un putiferio. Il Consiglio Comunale, riunito in sessione straordinaria il 9 agosto 2007, accogliendo la richiesta dei cittadini che hanno firmato la petizione, ha dichiarato indesiderata l’esibizione di Corona a Venosa, all’unanimità .
Nel volantino i cittadini, per lo più ragazzi. parlano di cultura contro la volgarità . “i giornali parlano di un trionfale ritorno del Corona in Basilicata; affermano e poi si domandano: “ Perché trionfale? Ha vinto qualcosa? Si è contraddistinto in qualche manifestazione artistica, sportiva, sociale degna di nota?"
In effetti lo scontro c’è tra chi pensa che oramai diventa spettacolo tutto il marcio che gira nel nostro paese, dal gossip che riempie il palinsesto della nostra informazione alla tv spazzatura, e chi dice no a tutto questo.

Dice Nicola in una email: “cosa ha di culturale un paparazzo che a stento riesce a parlare italiano, che appena uscito di galera si toglie le mutande, le lancia dal balcone di casa sua e sotto ci sono centinaia di idioti che si scannano per prendersele come trofeo?
Come ha recentemente detto Marco Travaglio, in un qualsiasi altro paese civile del mondo, gli avrebbero mandato un paio di infermieri a prenderlo e portarlo alla Neuro. Ma in Italia no. In definitiva c’è solo la Pro-Loco che difende la propria iniziativa, affermando che questo evento mediatico può solo portare benefici in termini turistici nel piccolo centro lucano. Insomma una battaglia che vede impegnati i giovani delle associazioni di Venosa in uno scontro di civiltà e di cultura.
Ognuno poi è libero di fare quello che vuole, ma una agenzia di promozione turistica, a mio avviso, dovrebbe sempre mantenere alto il profilo del proprio agire a tutela e difesa del patrimonio culturale del luogo.
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Roberto De Giorgi
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