Il Nucleare di Chicco Testa
lunedì 31 marzo 2008 di Roberto De Giorgi
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Conservo ancora l’agenda del 1980. Il 13 novembre di quell’anno alle 6,44 del mattino, arrivava a Taranto Chicco Testa, che aveva avuto l’incarico dal PCI nazionale di seguire la nascita della nuova Lega Ambiente. Proveniva dalla federazione giovanile ed era un trentenne allampanato ed un po’ incerto. Mi chiese: " devi darmi una mano a muovermi in questa organizzazione per me nuova" Quando parlava muoveva gli occhi velocemente sincronizzando il movimento delle palbebre a quello delle labbra. Un tic nervoso che ben si sposava con l’aria che girava in città.
Si parlava in città di una ipotesi di costruire una centrale elettrica a carbone. Dopo il raddoppio dell’italsider quella scelta appraviva come folle. Ma in quegli anni era più dura di oggi la corteccia cerebrale degli idioti. Si partiva da lì, per costruire l’associazione.

Avevo già messo su un gruppo di tecnici italsiderini nell’Arci-Ambiente. Era la cellula che avrebbe dovuto replicarsi e crescere. Una anno dopo, a Rimini, la delegazione di Taranto era più numerosa di quella di Bologna.
La battaglia sul nucleare investì la Puglia con l’individuazione del sito di Avetrana che mi costò una incazzatura con D’Alema
Cosa si puo dire di una persona che conosci? Che almeno ci hai condiviso qualcosa. Con Chicco abbiamo condiviso tutto questo, la scoperta del Pollino che conquistavamo con Giorgio Braschi, i campeggi ecologici insieme. le cene, il cinema visto di corsa a Bari prima di prendere il treno. Eppure ci divideva il futuro, all’epoca non potevamo saperlo.
Chicco è finito a far parte di quella casta che ti fa passare da un incarico all’altro, senza un giorno di ferie. Con questo ritorno al nucleare, anche se posto sul livello di domanda, è tutta una esperienza govanile che crolla.
Siamo pronti ad una nuova battaglia? Oppure, come dice lo stesso Testa, oggi un 54% sarebbe favorevole? Il dibattito è già aperto.
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Roberto De Giorgi
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Il Nucleare di Chicco Testa9 maggio 2008, di Leo PerutzSalve, onestamente avevo perso le tracce di Chicco Testa dopo la sua "promozione" a CEO dell’ENEL, nel quale non si era particolarmente distinto per politiche alternative. Lo credevo smarrito in uno dei tanti attraversamenti del deserto che solo noi di sinistra sappiamo imporci. Lo ritrovo solo qualche settimana fa su RAINEWS, partecipa ad un dibattito sul nucleare. Faccio un salto sulla sedia quando sento le argomentazioni obsolete che adduce (io, dice il mio CV, sarei un laureato in fisica) e casco sul pavimento quando scopro che su tante trite bestialita’, smentite ormai da realta’ economiche prima che tecnologiche, sia arrivato a scriverci un libro. Poiche’ le brutte esperienze arrivano sempre in coppia, mi capita di vedere distrattamente Ballaro’ e di nuovo Chicco Testa che ci "sfaciola" moralismi sociali da quattro soldi e ovvie ricette di buon senso. Trasecolo quando il sottopancia mi spaccia il Chicco Testa come AD della Metropolitane di Roma, quando mi aspettavo un semplice "giornalista". Io sono di Roma anche se manco da 10 anni. Che sarebbe ’sta Metropolitane de Roma? E che c’azzecca er Testa co’ i trasporti? Uolterone, oltre che alle figlie degli amici, ha fatto un pensierino anche a lui? Davanti a lui, in trasmissione siede Celli che, interpellato, risponde letteralmente: Uno dei grandi mali del paese e’ costituito da questa massa di boiardi di partito, potenti ma sostanzialmente incompetenti e pasticcioni, che, esclusi dal parlamento, rientrano dalla finestra, transitano e pascolano nei consigli di amministrazione di decine e decine di societa’. Gestendo risorse e progetti dei quali non hanno alcuna conoscenza. Testa non "batte ciglio" o perlomeno non accelera quello che gia’ tiene. Ma che stoico ’sto Testa! Mi dico. Il Celli gli ha pestato per benino i calli e lui non ha emesso nemmeno un quanto di indignazione. Mi imbatto ancora nel Chicco leggendo l’Espresso di questa settimana. L’articolo e’ dedicato all’hobby della lobby. Si sostiene che il libro del nostro sia stato presentato in una occasione appositamente studiata e creata per avvicinare alcuni politici e alcuni imprenditori d’area. A quel punto ho dovuto capire chi fosse veramente diventato ’sto Testa. Quattro click e atterro su Wikipedia. Alla faccia del bicarbonato di sodio! Nemmeno il CEO della corporate per cui lavoro (e che tiene 30000 dipendenti in tutto il mondo) siede in tanti consigli di amministrazione fasulli e puo’ vantare tanti titoli patacca come il Signor Testa. Al quel punto pero’ mi sono meravigliato. Ma come ha fatto il Nano a non accorgersi ancora di questa Testa di Chicco che teniamo?
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Il Nucleare di Chicco Testa30 aprile 2008, di maurizioFrancamente tutti i grandi idealisti ,i capi dei movimenti, qualli con le certezze totali , con gli ani hanno cambiato, ma non si sono raffreddati bens si sono portati su posizioni diametralmente opposte? questo signore ne la documentazione lampante. Passare dall’antinucleare di legambiente a un nuclearista convinto il massimo ma tant, ci sono passati Ferrara e tanti bei soci (pensate che Cicchitto era un sindacalista dell’ala dura della CGIL) La cosa che mi fa inorridire di questo Testa che dirige le metro di Roma, ragazzi io ci sono stato, sono sporche scassate, mai tinteggiate da quando le hanno costruite, sembra di entrare all inferno. A Chicco invece di andare in auto blu e inquinare le strade di Roma prendi la metro e portati una ramazza e un secchio di colore datti da fare guadagnati lo stipendio!!!!
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Il Nucleare di Chicco Testa30 aprile 2008caro Maurizio concordo con te. L’unica cosa errata, a mio avviso, ( ma non cambia ovviamente nulla) riguarda Cicchitto. Faceva parte della sinistra socialista. In questo ruolo svolge la funzione di intercettare il voto socialista all’interno di Forza Italia. Quelli che restano.
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