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Berlusconi ed il rebus del Partito delle Libertà

Un Cavaliere in grande forma lancia la campagna del partito dei moderati

sabato 1 settembre 2007 di Nunzia Auletta


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Una grande attesa a Telese, un grande entusiasmo. Un parco delle Terme con tifo da stadio che al grido di Silvio, Silvio,…, accoglie un Berlusconi che non ha risparmiato attacchi alla “sinistra”, non ha fatto mancare le sue barzellette, e rimane sibillino sul Partito delle Libertà. L’imbarazzo dell’Udeur: “non sono i nostri, siamo stati invasi da Forza Italia”.

Che cos’è il Partito delle Libertà? Non è una forza politica parallela a Forza Italia. Non è il soggetto politico che sostituirà Forza Italia. Non è la trasformazione dei circoli delle libertà della Brambilla, ormai 5000 in tutto il paese, e pensati per “chiamare all’impegno i cittadiniâ€.

Il Partito delle Libertà, per adesso è un marchio registrato, che se non si usa per scopi politici potrebbe essere usurpato. Dunque, si può capire che sarà necessario usarlo? E dice Berlusconi: “se utilizzato potrebbe raccogliere un 4% dell’elettoratoâ€.

Ma soprattutto, il Pdl, che ancora non c’è, “sarà una forza politica di confluenza dei moderati e liberali contro la sinistraâ€. Il luogo di cittadinanza in Italia del Partito Popolare Europeo, il cui manifesto sarà ripreso testualmente dal nuovo soggetto politico. Fa dunque l’occhiolino alle forze di centro che, costrette dal bipolarismo, sono diventate baluardi di frontiera di destra e di sinistra, in questa anomalia tutta italiana.

A casa di Mastella, che non ha mai nascosto il suo desiderio di ricostituire un centro forte, in cui confluire, forse, con il suo amico-concorrente Casini, il richiamo ai Popolari genera necessariamente sospetti di ribaltoni.

Alla domanda diretta: “Quale argomento ha usato per convincere Mastella ad abbandonare Prodi?â€, Berlusconi risponde, divertito e con una certa vena polemica: “Questa è una domanda che potrebbero rispondere solo i servizi segreti, se non avessero tagliato del 50% il loro budget. Ma siccome l’hanno tagliato, nessuno può rispondere alla domandaâ€.

Ma nel caso dovesse nascere, quando debutterà il Pdl? Non nelle elezioni amministrative di Courmayeur. Ma probabilmente neanche nel caso delle auspicate elezioni politiche, che il leader della Cdl, considera ineluttabili a causa delle contraddizioni del governo Prodi, definito come “un treno in cui ogni vagone viaggia su un binario diverso: destinato a deragliareâ€.

Se si dovesse avverare la speranza di Berlusconi di un voto politico a primavera, sarebbe troppo presto per mettere alla prova il Pdl, anche fosse come fratello minore di Forza Italia. Meglio costruirlo come un lontano miraggio, un’ipotetica casa per i moderati, in cui Mastella, Casini e tutti gli orfani dello scudo crociato, di là e di quà della frontiera, potrebbero trovare cittadinanza da popolari e spazio di leadership. Certo, questo solo quando e se un giorno il Cavaliere potrà fare a meno della sua linfa vitale: il potere e l’energia messianica che solo i bagni di folla possono dare.


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