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Caso Annozero

Petruccioli attacca Santoro per il Grillo Show

Il presidente Rai: "Uso arbitrario e indecente della tv pubblica, non ci sono zone franche". Santoro: "ho esercitato il diritto di cronaca"

domenica 4 maggio 2008 di Paolo Dimalio


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Il "grillo show" ad Annozero fa infuriare Claudio Petruccioli. Una vergogna che non si ripeterà chiosa il presidente di viale Mazzini, che non ha gradito gli strali del comico su Napolitano e Veronesi.

“Il presidente della Repubblica,’Morfeo’ Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita”, sferza Grillo dal palco del V-Day2. L’eco delle sue parole suona forte nello studio di Santoro. Ce n’è anche per l’oncologo “Cancronesi”, accusato di sostenere gli inceneritori per 30 denari. La “Fondazione Veronesi”, infatti, ha come partner le principali aziende del settore.

“Insulti inconcepibili” per Petruccioli. Angosciato dal senso di colpa per aver lasciato briglia sciolta a Santoro, il presidentissimo fa “ammenda” e prende un impegno concreto: “farò tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi”. Traduzione: dorma sonni tranquilla, Sua Emittenza. Con Petruccioli al timone, la Rai resta al guinzaglio del Palazzo. Dopo il ribaltone delle urne, del resto, a Viale Mazzini traballa più di una poltrona.

Il dalemiano Petruccioli fu incoronato nel 2005, quando a Palazzo Chigi c’era Berlusconi. La Rai se la spartirono così: il Cda al governo e la presidenza al centrosinistra, che scelse Petruccioli col Placet del Cavaliere. Tutta fila liscio fino alla deflagrazione del caso Petroni. Nel 2006, infatti, Prodi vince le elezioni e saltano gli accordi di spartizione. Il Cda dovrebbe passare al centrosinistra e la presidenza al centrodestra. Ma i Berluscones non mollano la presa. Così il governo sceglie le maniere forti. Padoa Schioppa licenzia Petroni (consigliere Rai nominato dal Ministero dell’Economia) e lo sostituisce col veltroniano doc Fabiani Fabiani. Il golpe consegna la maggioranza del Cda al centrosinistra, che si tiene pure la presidenza con Petruccioli.

Il Cavaliere, furioso, passa ai ricatti: “Hanno finito per mettere le mani sulla Rai”, tuona dal palco di Azione Giovani a Roma. E se la presidenza non va subito al centrodestra, avvisa Sua Emittenza, “con questa sinistra non si può dialogare”. Come dire: la poltronissima di Viale Mazzini in cambio dell’appoggio sulle riforme. Petruccioli, merce di scambio nel suk della politica, si proclama “presidente di tutti”. Cioè di tutti i partiti, non certo degli abbonati Rai. Da allora, l’incubo di perder la poltrona col cambio di governo lo attanaglia.

Per ingraziarsi Sua emittenza, sparare a zero su Santoro è sempre un buon affare. Ma Petruccioli va oltre. La filosofia è colpirne uno per educarne 100: “Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che avviene, non ci sono zone franche’’. Non ci sono “zone franche”. Giusto per mettere in chiaro il nuovo corso di viale Mazzini.


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