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Politici reagiscono al Vday: mistificazione o successo della società civile?

lunedì 10 settembre 2007 di Nunzia Auletta


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Dopo il plebiscitario risultato dell’iniziativa di Grillo, molti politici si sono sentiti minacciati dall’avanzata della società civile. Chi denuncia il pericolo di demagogia e chi dichiara il proprio sostegno, forse opportunistico.

Il più arrabbiato sembra Casini che la definisce “una manifestazione di cui dovremmo vergognarci” ed ammonisce quei politici che hanno dato il loro sostegno, disposti a fare ogni cosa “pur di cavalcare l’onda del consenso popolare”.

Sul fronte opposto, Pecoraro Scanio rivendica il successo della rete ambientalista, a supporto dell’evento e propone Grillo come “ottimo ministro dell’energia”.

Bindi allerta contro la dispersione dello sforzo dei cittadini nei rivoli dell’antipolitica, e tira l’acqua al suo mulino. Invita infatti a partecipare alle primarie del PD, per “votare non contro i politici e contro la politica, ma per la politica, per rilanciare la sua funzione e la sua dignità in questo paese”.

Bossi, tirato in ballo dalla sua condanna, minimizza considerandolo “solo una esagerazione”, ma annuncia battaglia all’iniziativa, tacciata come esempio di antipolitica. E poi in una dimostrazione di padano pragmatismo aggiunge “chi si macchia di reati gravi è giusto che non sia eletto,…, ma se la gente li vota…”

Fini coglie la palla al balzo, per addossare al governo Prodi le responsabilità del rigetto popolare in cui il comico genovese trova terreno fertile. Non risparmia però critiche allo stile di Grillo: “bisogna avere anche l’onestà intellettuale di dire che le spara grosse.”

Di Pietro, che aveva annunciato supporto pieno, soprattuto in funzione dell’inizitiva contro i condannati in parlamento, afferma: "mi sono tolto la giacchetta da ministro e ho messo quella da cittadino". Inoltre ricorda che la stessa iniziativa di legge è stata introdotta da lui più volte solo per riposare nei cassetti del parlamento.

Chiama, invece, alla riflessione Bersani, mettendo in evidenza che il malessere c’è e si è manifestato con forza ed afferma: “Se c’è la febbre non cominciamo a dar la colpa al termometro”.

Insomma, tutti preoccupati, sentirsi spiazzati da un comico non piace certamente a nessuno!


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