Guido Pescosolido "sequestrato" nel suo studio dagli studenti dei collettivi di Lettere
sabato 31 maggio 2008 di Francesca Mentella
Lettori unici di questo articolo: 523
Quello che fa più impressione è la presunzione di certi gruppetti che credono che il mondo si esaurisca nel loro pensiero unico. Quello che fa più impressione è che a far scaturire la contestazione studentesca sia stato un fatto storico, le Foibe, che porta con sé dei morti e che brucia ancora nelle coscienze degli individui. Quello che non si accetta, è la sudditanza psicologica dei professori universitari che certo non sono più autorevoli come un tempo, e che forse ci stanno facendo rimpiangere i tempi in cui erano autoritari, e gli allievi si alzavano di fronte a loro. Ieri si è sciorinato davanti agli occhi della gente, l’ultimo atto di imbecillità ideologica.
Il preside della facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza, è stato sequestrato per venti minuti da un gruppo di studenti, con altre persone all’interno del suo studio. Secondo quanto ha riferito, conferma di aver ricevuto anche minacce. Un ragazzo gli si è avvicinato e gli ha chiesto se aveva dei figli. Alla risposta affermativa del preside il teppistello gli ha battuto una mano sulla spalla allontanandosi. Per questo Pescosolido ha sporto una denuncia alla polizia grazie anche alla testimonianza di un collega professore. Il consiglio di Facoltà gli ha espresso tutta la solidarietà del caso ma il preside è evidentemente provato e sta meditando le dimissioni: “Ci hanno di fatto sequestrato per almeno venti minuti. Lì fuori erano più di un centinaio, tutti dei Collettivi di sinistra. Non potevamo uscire. Poi hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano: "Dimettiti o ti mandiamo via noi", "Non ti faremo più insegnare", "Non potrai più mettere piede qui". Guido Pescosolido è preside di Lettere da sette anni e Docente di Storia moderna: "Sono stato eletto tre volte consecutive; a certe cose ho fatto il callo ma questo episodio è oggettivamente gravissimo".
I Collettivi accusano Pescosolido di aver dato via libera a Forza Nuova e al convegno sulle Foibe. Ma in un’intervista rilasciata al Corriere della sera il preside spiega: “Nelle forme in cui mi era stata presentata, appariva la sigla Lotta universitaria, non Forza Nuova. E io non autorizzo tutto ma solo le iniziative che possono rientrare nei fini istituzionale della facoltà. E mi chiedo: chi è che decide se si può o non si può tenere un convegno? Io, da preside, devo mettere i paletti. Ma da privato cittadino liberaldemocratico penso sia un errore non ascoltare estremisti di destra, di sinistra, di centro”.

Come dargli torto? Del resto l’ateneo in cui è accaduto questo episodio, è lo stesso che ha impedito al pontefice di proferir parola. E Lettere (chi scrive la conosce personalmente) è la stessa facoltà in cui girano improbabili individui più simili ai punkabbestia che a studenti che vanno a seguire una lezione. E non è un’offesa perché gente che gira con i cani sciolti in facoltà io l’ho vista con i miei occhi, impotente di fronte a tanta maleducazione. Pescosolido dal canto suo -insieme al collega della facoltà di Scienze umanistiche- è quel preside che con generosa tolleranza, ha permesso agli studenti dei collettivi di sinistra l’occupazione di un’ “aula autogestita”, quando a lezione gli spazi non erano sufficienti ed era necessario prendere appunti seduti per terra. Credo che politica a parte, l’università debba tornare ad essere luogo di cultura, e non luogo in cui sfogare le proprie frustrazioni da estremista extraparlamentare. La facoltà non può e non deve essere un centro sociale, ricettacolo di prepotenti e ricattatori. Se qualcuno l’avesse mai dimenticato, esso è un luogo in cui si apprende e ci si arricchisce democraticamente, anche nel confronto con chi la pensa diversamente da noi. Un posto insomma in cui, come diceva Dante, si dovrebbe apprendere che fatti non fummo a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza. Già, la conoscenza! Che parolone in questi tempi in cui l’unica preoccupazione degli universitari sono tediose e perditempo assemblee studentesche o i “ collettivi,” nome che riporta alla mente un sessantotto fallito in un clima di intolleranza permissiva.
Generalizzare sui giovani però non giova a nessuno. Anzi sono sicura che quella facoltà avrà la forza di superare questa triste vicenda, perché tiene in sé non solo quello sparuto gruppo di cretini che minacciano e poi parlano di querele per diffamazione a mezzo stampa contro il preside, ma anche quella “meglio gioventù” dotata di vera capacità critica. E loro sapranno capire attraverso le parole di Pier Paolo Pasolini, uomo di sinistra, quello che fu il Sessantotto ma soprattutto gli scontri tra una stessa generazione. C’è differenza, è passato del tempo, sono cambiati i contesti ma a loro, per non dimenticare quello che è accaduto e per scongiurare quello che potrebbe succedere, voglio dedicarne un passo. Per riflettere e andare avanti.
Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente. Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccolo borghesi amici! Quando a Valle Giulia avete fatto a botte con i poliziotti io simpatizzavo con i poliziotti. Perché i poliziotti sono figli dei poveri. Quanto a me, conosco assai bene il loro modo d’essere stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui a causa della miseria, che non dà autorità. La madre incallita come un facchino o tenera per qualche malattia. Pier Paolo Pasolini, Il PCI ai giovani
|
||
Segnala questa notizia su
|
||
Francesca Mentella
Articoli di questo autore
- Opere d’arte false vendute on line. I Carabinieri sequestrano 500 opere
- Affari loro di Massimiliano Donà
- Sergio Sorgini. Archeologia- atemporale
- Come un’onda che sale che scende... Cancellando le tracce del mondo
- Fotografia Europea 2010: oltre 55 mila presenze a Reggio Emilia per le giornate inaugurali. Le mostre proseguono fino al 13 giugno
- [...]
Registrato al Tribunale di Roma n° 358/2007 del 27 luglio 07 Edito da Ass.ne Spazio Agorà CF/IVA 97467680589
Diretto da: Umberto Calabrese
Realizzato da: Alessandro Rossi
web marketing







