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SBLU_spazioalbello giunge al suo 10° appuntamento

Inaugurazione: PUNTI DI VISTA: Suso Fernandez, Marina Gasparini e Lauro Giovanetti

sabato 2 agosto 2008 di Barbara Martusciello


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SBLU_spazioalbello, "uno spazio libero per esporre bellezza", è nato nel giugno 2007 come progetto no-profit autofinanziato che si propone per diffondere la cultura e l’arte visiva in maniera autonoma, con quel pizzico di sana vitalità indipendente che caratterizza molte iniziative ssociative.

Ebbene, martedì 23 settembre 2008 si tocca il decimo appuntamento che BLU_spazioalbello festeggia con la collettiva "Punti di vista" esponendo i lavori di Suso Fernandez, Marina Gasparini e Lauro Giovanetti.

Il loro lavoro è consultabile su Sito dello spazio espositivo ( http://www.sblu.it) e sul Catalogo disponibile in galleria o su richiesta. Si tratta di tre personalità diverse tra loro che con tre discipline differenti affrontano la dialettica tra realtà, immaginario e denuncia sociale.

"Realtà concreta che indaga i materiali e consente a Suso Fernandez, scultore galiziano, rimandi alla mitologia e agli archetipi dell’umanità attraverso i quali crea un continuum temporale che è analisi dell’esistenza pura. Lontano da poetiche predefinite il suo operare nasce dal desiderio di mostrare il dialogo tra la materia inerme e la materia elaborata. Nonostante l’assenza di parole vere e proprie il suo lavoro viene spesso associato ai percorsi della poesia visiva... In questo caso a tre dimensioni".

Lauro Giovannetti, graphic designer di Modena attivo con successo dal 1965, basa la sua ricerca sul racconto visivo della realtà trasformata e utilizzata per comunicare concetti e idee. "Attraverso la fotografia ci mostra, con sorprendente abilità, come alcuni elementi del reale decontestualizzati e messi in relazione con altri, offrono possibilità espressive inedite diventando racconti così sorprendenti da fissarsi nella memoria". Questa sua produzione, nata in origine come nucleo di manifesti per commentare argomenti trattati dal quotidiano, rappresentò nel 1982 e 1984, anno della prima diffusione, una novità importante nell’ambito della grafica di partito. Riproposta oggi senza testi di corredo, vive di vita autonoma e si palesano ancora capaci di suggestionare l’immaginario collettivo.

Marina Gasparini, bolognese d’adozione e docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, porta avanti una indagine privata e quotidiana, "legata ai suoi luoghi di origine e alle sue esperienze. Attraverso una proposta inedita, realizza infatti i suoi racconti stampando su tessuto i luoghi o gli oggetti della sua casa su cui ricama parole che commentano le immagini. Utilizza frasi come Fammi arrabbiare, fammi ridere, oppure come Quando nel sogno lei era me da vecchia, Quando ti ho presentato a mia madre come il mio non fidanzato..."; frasi-racconto che, con una poetica sghemba e un’ironia che diventa spesso caustica criitica, "documentano un vissuto estrapolato dalla propria sensibilità, pagine uscite dal diario personale dell’artista. Questi frammenti poi sono messi in relazione tra loro creando un racconto quotidiano della sua vita vissuta e di quella desiderata".

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 18,00 alle 20,00; ingresso libero. La mostra è incorso sino al 10 ottobre 2008 in Via Antonio Cecchi 8 (zona Washington) a Milano

Info: tel. 02 48000291 (ore ufficio); spazioalbello@esseblu.it;


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