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Guerra: Georgia - Russia

Georgia: completato il ritiro russo da Gori, ma rimangono zone strategicamente importanti sotto il controllo di Mosca

Difficoltà diplomatiche all’Onu per una risoluzione sulla Georgia, mentre si respira aria di Guerra Fredda

sabato 23 agosto 2008 di Guido Laudani


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I venti di Guerra Fredda cominciano a far sentire la loro gelida brezza: Mosca ha sospeso la collaborazione militare con la Nato e subito dopo l’ambasciatore russo presso l’Alleanza Atlantica è stato richiamato in patria.

Questa mossa dei russi era già nell’aria, soprattutto dopo che dalla riunione dei ministri degli esteri della Nato era venuta una condanna per la violenza con cui i sovietici avena contrattaccato in Georgia.

La collaborazione tra Nato e Russia è prevalentemente di tipo culturale (studi e formazione) e di assistenza reciproca in caso di gravi disgrazie e calamità, ma il punto più importante è l’utilizzo di corridoi in territorio russo per il passaggio delle truppe Nato in Afghanistan. Mosca non ha ancora chiarito se la sospensione della collaborazione con la Nato comprenda anche la chiusura di questi corridoi.

Inoltre la Russia, fortemente irritata per l’accordo tra USA e Polonia per l’istallazione di missili antimissili sul territorio polacco e per la chiara volontà americana e della Nato di accettare in seno all’Aleanza Atlantica Georgia ed Ucraina, ha dichiarato di voler collaborare più strettamente in campo militare con la Siria e di voler dispiegare armi nucleari a corta e media gittata nella propria enclave sul Mar Baltico, ai confini della Polonia.

Da un punto di vista diplomatico, difficilmente all’Onu si arriverà ad una mozione sulla Georgia perchè mentre gli Usa sono la nazione capofila di uno schieramento occidentale che vuole la piena applicazione del piano Sarkozy, senza mettere in discussione l’integrità territoriale georgiana, la Russia preme invece per una risoluzione che possa aprire uno spiraglio all’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud. Probabilmente veti incrociati impediranno una risoluzione al Palazzo di vetro.

Ieri nel tardo pomeriggio l’agenzia stampa Interfax aveva riportato la dichiarazione di Anatoli Serdiukov, ministro russo della difesa, per il quale il ritiro delle truppe russe dal territorio georgiano era stato completato alle 19:50, ora di Mosca (in Italia erano le 17:50), ma questa notizia era stata smentita dal ministro dell’interno georgiano Shota Utiashvili e da fonti USA. Diciamo che il ritiro avviene molto lentamente e se a Gori pare sia stato completato (in serata la polizia georgiana aveva il pieno controllo della città), in altre zone strategiche, soprattutto quelle ai confini di Abkhazia e Ossezia del Sud,

i russi sono ancora militarmente presenti sul territorio georgiano. Anche nelle due città di Senaki e Poti sembra che i russi siano ancora presenti; controllano inoltre l’autostrada che porta da Tbilisi al Mar Nero.


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