Il Museo del design contemporaneo su Agorà Magazine
lunedì 8 ottobre 2007 di Umberto Calabrese
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Quando, per la prima volta parlai di fondare un giornale con Nunzia Auletta, qualche anno fa, seduti in un bar della ricca periferia romana, concordammo che doveva essere la sintesi delle nostre pregresse esperienze, progettuale la mia, docenza universitaria sul marketing la sua. Mi ricordo che l’affascinò il mio racconto su Ernesto N. Rogers, con la creazione della rivista Casabella, di come intorno a quel mezzo di diffusione culturale, Giotto Stoppino, Vittorio Gregotti, (poi soci per oltre 20 anni), Marco Zanuso, i Fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni , si facevano conoscere per idee e progetti, dai Giò Ponti, da Franco Albini ovvero dai padri nobili del nascente design italiano. Ma la vera importanza - le raccontavo - di Casabella, fu far conoscere i progetti dei giovani designers, alle industrie. Da lì a poco, con l’aggiunta di Rodolfo Bonetto, Bruno Munari ed Enzo Mari e mi scuso con i tanti che per brevità di sintesi non cito, fra i designer che hanno fatto le fortune del Made in Italy, fondavano ADI Associazione per il Disegno Industriale, l’unione fra i progettisti e le industrie, che vede in Gillo Dorfles, la sintesi culturale.
In questo frammentario e sintetico resoconto, di una delle stagioni più belle nella nostra architettura e design, convenimmo, quel giorno, che dovevamo coniugare design e marketing, dando risalto ai giovani, creando una vetrina, un’esposizione, un Museo del Design Contemporaneo, dove i designer, possano pubblicare gratuitamente i loro progetti, prototipi, realizzazioni e farsi conoscere.
Avendo nel frattempo... scelto noi di creare Agorà Magazine.... Cosa c’è di meglio di una “piazza” dove esporre, perché si è visti….senza pedaggi e senza noiose oligarchie.
Ad aiutarmi nell’allestire il Museo del Design Contemporaneo, ho coinvolto: la critica d’arte, Barbara Martusciello e l’architetto Paolo Di Pasquale.
Ogni scheda avrà foto, disegni del “progetto”, nome e cenni biografici del designer. Come in ogni Museo vi saranno più sale (sezioni), e come fece Adalberto Libera, in occasione della II Mostra del Razionalismo Italiano, sarà allestita anche la “sala degli orrori”.
Come in ogni progetto, interattivo, siamo qui pronti ad ascoltare ed accettare suggerimenti e ad integrare il progetto arricchendolo grazie ai vostri contributi..
I progetti, le opere, i suggerimenti e le informazioni: redazione@agoramagazine.it
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Umberto Calabrese
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