IL MUSEO PARIGINO A ROMA
sabato 13 ottobre 2007 di Cesare Nissirio
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Il Museo Parigino a Roma compie venti anni. Uno sforzo che abbiamo portato avanti con un ampio spettro di incontri, proiezioni, festivals e rassegne musicali, mostre itineranti sulla canzone francese, la gastronomia parigina, il circo, Satie, Debussy, Ravel, Proust, Cocteau, i giochi , i clochards, le riviste satiriche, la danza e il teatro, il cinema francese.
Il Museo ha festeggiato recentemente il suo anniversario a Positano con una serie di iniziative inserite nel celebre Premio Positano "Léonide Massine" per l’Arte della Danza.
Proprio in questi giorni, inoltre, è in corso a Sorrento una mostra su Maria Callas nei dipinti di Giovanni Truncellito e si prepara già quella assai seducente sui Bouquinistes, i celebri librai del lungo Senna con il loro mondo cartaceo, manifesti, libri, riviste, foto, stampe, acquerelli, incisioni... Il Museo ha creato anche l’ Ensemble Paris qui chante, che si dedica da alcuni anni alla diffusione della canzone francese.
Non potendo ancora festeggiare il suo primo centenario, il Museo però oggi vuole ricordare, come buon auspicio e con un pizzico di ironia, alcuni aventi curiosi o colti del 1907, notizie che un secolo fa apparvero sulla stampa francese. Eccole:
Fiasco dello sciopero dei "Garçons de café" parigini che, fra le richieste avanzate, ottengono solo il diritto di portare i baffi. Il garçon anima i cafés-bars-brasseries, simboli della piacevolezza della vita parigina. Vassoio in mano, fa la spola fra la sala, la "terrasse" e la cassa dove deposita le ordinazioni. La sua immagine fa parte inscindibile della iconografia della strada, della "rue" quotidiana parigina. Il Museo Parigino a Roma ha dedicato lo scorso anno una mostra "Paris à table" allo straordinario mondo dei bistrot, dei cafés e ai loro personaggi, garçons compresi.

Pablo Picasso dipinge Les Domoiselles d’Avignon , un quadro che segnerà una svolta nella storia dell’arte del Novecento. Il dipinto, che ssume il titolo dal quartier generale della prostitute di Barcellona, si pone alla base del movimento cubista.
Appare Arsenio Lupin, "un elegantissimo ladro in veste da gentiluomo creato dalla fantasia e dalla penna di Maurice Leblanc . Lupin è un ladro che ruba non solo per sé ma anche per i più bisognosi e sempre e solo alle sue vittime più più facoltose. Amante delle donne, del gioco, del lusso e del denaro facile, è, peraltro, caratterizzato da un notevole senso dello humor. Atletico, è anche un trasformista che si trucca e traveste a seconda delle occasioni e in ruoli che interpreta mirabilmente. Pare che Leblanc si ispirò per questo suo personaggio, tutto francese, alla vita di Marius Jacob, anarchico e ladro dal multiforme ingegno. La prima apparizione di Arsenio Lupin fu sulla nota rivista periodica "Je SaisTout".
Jules Renard entra all’Académie Goncourt grazie all’Accademico Octave Mirbeau che minaccia le proprie dimissioni per assicurare il successo alla candidatura di Renard, m orto di atreriosclerosi a Parigi il 22 maggio del 1910.
L’Opéra de Paris salvaguarda per sempre le registrazioni delle voci più celebri del tempo; lo storico Opéra Garnier, o Palais Garnier, è uno degli elementi più caratterizzanti del panorama artistico e architettonico parigino. Situato all’estremità dell’Avenue de l’Opéra, nel IX Arrondissement, uno dei quartieri più centrali e dinamici della capitale è un emblema dell’architettura della seconda metà dell’Ottocento e si inserisce fra le trasformazioni effettuate a Parigi da Napoleone III e dal prefetto Haussmann sotto il Secondo Impero. Oggi ospita gli spettacoli di danza.
Auguste Lumière presenta ai parigini il suo nuovo procedimento di fotografia a colori: la lastra "Autochrome".
Raid Pechino-Parigi in automobile: arrivo del vincitore alla Porte de Vincennes: è il principe Scipione Borghese sulla sua "Itala", con Ettore Guizzardi e Luigi Barzini.
A Parigi furoreggia un "nuovo" gioco (ma lo conoscevano e praticavano a loro modo già gli Egizi e i Greci): la Pétanque, un gioco di bocce provenzale. Bisognerà attendere il 1910 perché il nome sia ufficializzato dalla prima gara a La Ciotat. Il termine proviene dall’occitano provenzale "pè", piede; "pieds tanqués, piedi giunti e ben ancorati al suolo in opposizione al "jeu provençal" in cui il giocatore prende lo slancio nel tirare la boccia.
N.R.: Cesare Nissirio è il fondatore ed il curatore del Museo Parigino di Roma
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