Pubblicati tre volumi fotografici dedicati al lungomare di Ostia
venerdì 2 gennaio 2009 di Redazione Cultura
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Si tratta di tre volumi fotografici contenenti 279 fotografie per la gran parte in bianco e nero, dedicati al lungomare di Ostia, quel mare al quale Roma tiene molto, a parole, ma nei fatti usa e abusa, e che ha due particolarità: è uno dei più lunghi d’Italia, sviluppandosi su 10 km ed è uno dei più cementificati, il che rende il mare, salvo rari scorci, non visibile dalla strada. Triste a questo proposito, la presentazione che ne vien fatta dalla guida del Touring Club: “La spiaggia dei romani, potrebbe davvero presentare un aspetto diverso dall’anonima proliferazione di palazzoni, comuni a tanta periferia della capitale.” e aggiungeremo noi, che il cemento comincia e finisce al mare, sulla spiaggia, quasi come lava, fin sulla battigia.
Lido di Ostia. Dopo che la bonifica dell’area, da sempre frequentata per il sale e i pascoli, era stata conclusa da coloni di Ravenna nel 1891, alcuni progetti prevedevano di farne un porto fluviale, mentre nel 1928 prevalse l’idea di attribuirle una vocazione balneare, facendone un polo di attrazione per la lenta espansione di Roma verso il mare.
Collegata alla città dapprima con l’autostrada Roma-Ostia (l’attuale via del Mare, inaugurata nel 1927-28) e successivamente con la via Cristoforo Colombo, venne denominata nel 1961 "Lido di Ostia" (ma per tutti soltanto Ostia) e ripartita in Lido di Ponente (verso l’Idroscalo e la foce del Tevere, Lido di Levante, dal Pontile al piazzale della Cristoforo Colombo, e Castel Fusano, dallo stesso al dazio, al confine con la tenuta del Presidente della Repubblica; trasformandosi in quartiere satellite della capitale.
Ricorda gli operai autori della bonifica, piazza dei Ravennati, dove in origine terminava la Via Ostiense.
Proseguendo sul lungomare verso il Lido di Levante, s’incontrano, dapprima alcune palazzine appartenenti ad un nucleo più vasto non completato, progettato dall’architetto Adalberto Libera, e i tre stabilimenti balneari "storici" della moderna Ostia: il Plinius, il Tibidabo (1936), d’impianto razionalista, e il Kursaal (1950) la cui copertura a ombrello e il famoso trampolino, vennero progettati da Atilio La Padula e Pier Luigi Nervi.
In base alla suddivisione arbitraria, operata dall’autore per una migliore fruizione dell’intera opera fotografica, il primo volume racconta attraverso 82 fotografie, la zona a nord, compresa tra il pontile e l’idroscalo alla foce del Tevere, denominata Ostia ponente.
Il secondo volume, con 117 fotografie, la zona centrale compresa tra il pontile e il canale dei pescatori, ricadente parte in Ostia ponente e parte in Ostia levante.
Infine, il terzo volume, con 80 immagini, la zona sud compresa tra il canale dei pescatori, e l’ex Dazio, la parte di Ostia denominata Ostia levante.
Per visionare ed eventualmente acquistare i volumi si può andare ai seguenti indirizzi on line:
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