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Il Ministro Rutelli inagura la Reggia Sabauda di Venaria Reale: lo splendore ritrovato

10 ANNI DI LAVORI E 200 MILIONI DI EURO

domenica 14 ottobre 2007 di Francesca Mentella


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La Reggia di Venaria Reale, luogo di caccia e di piacere, meraviglia del Barocco europeo e patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, dopo due secoli di abbandono, torna agli antichi fasti, senza invidia per Versailles o Fontainbleau..

« Oggi, verso il tramonto, era su quel campo della Venaria che è uno dei più vasti e solenni spettacoli dell’Italia Subalpina, colla massa rossa e bianca del castello sabaudo, coi boschi della Mandria che vaporano nell’aria cinerea, colle Prealpi plumbee accosciate nella caligine, colla piramide del Monviso che ha l’ardimento fantastico di una nuvola, coll’esercito delle nevose cime sul confine che veglia l’enormità di sogni nel cielo fluido silenzioso e saturo». Così il poeta Gabriele d’Annunzio descriveva la residenza sabauda di Venaria Reale, il 22 febbraio del 1910.

Vista dall’alto, la Reggia disegna intorno a sé uno spazio di 950 mila metri quadrati di architetture e parchi indivisi e rappresenta il perno dal quale si articolano in tutt’uno 80 ettari di giardini (tra i più vasti in Italia), il Centro storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta in un orizzonte di boschi e castelli che si perde a sua volta negli oltre 6.000 ettari di verde del Parco La Mandria. Per realizzare questo gioiello, nel 1663 Carlo Emanuele II di Savoia, chiamò intorno a sé architetti e artisti come Filippo Juvarra, Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove.

Questa Reggia ha subito nel corso dei secoli diverse vicissitudini: dopo l’occupazione dei soldati napoleonici, fu trasformata in caserma, saccheggiata durante il secondo conflitto mondiale fino ad arrivare alla completa incuria durante gli anni Cinquanta, quando gli immigrati del Sud trasformarono in abitazioni le stanze e le scuderie. Il critico d’arte Federico Zeri, nel 1996 affermava:«E’ grave, inconcepibile, inammissibile che un capolavoro architettonico come la Reggia di Venaria Reale sia stato lasciato degradare in questo modo: è necessario subito, senza esitazioni, intraprenderne l’opera di recupero». La reggia in effetti, era rimasta per anni in un vergognoso stato d’abbandono, ma questa volta possiamo allietarci con un lieto fine.

Eccezionale per complessità e dimensioni, la riqualificazione di Venaria Reale rappresenta, dal 1997, uno tra i più rilevanti programmi di conservazione e valorizzazione di un bene culturale in Europa. Promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e con il sostegno importante dell’Unione Europea, l’operazione ha richiesto un investimento finanziario di 200 milioni di euro. Restituita da una straordinaria opera di restauro alla magnificenza barocca cui fu ispirata nel Seicento per entrare nel novero delle grandi residenze europee, la Grande Reggia, cuore del complesso monumentale della Venaria Reale, si appresta a tornare più di tre secoli dopo simbolo di modernità e cultura. Concepita per essere la nuova Corte del loisir contemporaneo, la Reggia di Venaria, in sintonia con le più grandi istituzioni internazionali, si propone come centro di produzione culturale e luogo di svago, in grado di offrire al grande pubblico italiano e internazionale i piaceri di arte, storia e architettura in un paesaggio straordinario.

Una mostra dedicata alla corte dei Savoia (La reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza, e storia di una corte europea)e ai loro antichi fasti, inaugura la serie delle esposizioni temporanee, mentre cinque sezioni multimediali, curate dal regista Peter Greenaway, rievocheranno la vita di corte.

Con il ricordo dei riti della caccia e delle feste, rivivrà questo luogo di ozio e di amori…

Per maggiori informazioni: www.lavenariareale.it


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