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I nodi della politica

L’ebano di dio ha giurato: Obama ed il mondo è cambiato

Da ieri il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America è Barak Obama

mercoledì 21 gennaio 2009 di Umberto Calabrese


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Primo presidente nero, dopo 45 anni dalla fine del razzismo.

Barak Obama, è il presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo che incarna più di chiunque altro il sogno americano.

Persino una donna presidente della più importante e potente nazione terrestre, sarebbe stato un fatto importante ma no epocale.

Gli americani attraverso le primarie (quelle vere non la primaria finta nostrana), hanno scelto:

i democratici Barak Obama, i repubblicani John McCain.

Ma durante le elezioni Barak Obama, con la moglie Micelle, hanno convinto da prima gli elettori di

Illary Clinton, ed infine i repubblicani, una fetta dei repubblicani, non che John McCain, non fosse in linea con loro ma Barak e la bella Micelle Obama, lo ripeto hanno incarnato il sogno americano.

Quel sogno americano che è il collante della nazione. Ogni americano sa, che potenzialmente attraverso e mediante le primarie, può diventare presidente, può diventare ricco, può costruirsi il suo futuro.

Possiamo dire tutto ed il contrario si tutto, ma un fatto è inconfutabile Barak Obama, non rappresentava l’oligarchia, se pur non veniva dal nulla politico, ma con il suo “ bisogna superare lo steccato”, ne destra, ne sinistra , ne centro dunque, ma i cittadini l’interesse della collettività sono il centro dell’azione politica, ha dato il più forte dei segnali. Cambiare si può. Andare incontro ai più poveri si può, attuare una politica di solidarietà, si può. Effettuare una politica di rispetto dell’ambiente.

E ho negli occhi la cerimonia di ieri, uno Stato laico che sa come abbiamo visto ieri recitare il padre nostro. Ho negli occhi, i rivali della campagna elettorale, essere li no uno oppositore dell’altro, John McCain, non è il capo dell’opposizione, l’opposizione la farà il partito repubblicano. John McCain era li come americano pronto a riboccarsi le maniche, per aiutare il suo e sottolineo suo presidente. Barak Obama è il Presidente degli Stati Uniti d’America.

Negli Usa, in America Latina, in Europa, in Asia, ed in Australia, nessuno mette il dubbio che per i prossimi 5 anni l’Usa abbiano uno ed un solo presidente.

Il presidente tende la mano ai musulmani e ai partner degli Stati Uniti "perché chi vuole la pace è amico degli Usa" ma non ha i toni del pacifista: ai nemici, ai terroristi, dice ’’Vi sconfiggeremo’’.

Vedevo Obama, fiero di essere il primo afro - americano, presidente degli Stati Uniti d’America, che parlava di cose concrete: scuole, ospedali, infrastrutture, solidarietà, ambiente, non nascondendo ai cittadini che la crisi c’è, ma e scatta l’Obama che ci piace:”l’America è più grande delle ambizioni dei singoli”.

Mentre vedevo e sentivo mi veniva in mente, casa nostra. Primaria di partito semi chiusa, con acclamazione della classe dirigente non eletta da nessuno. Voto utile alle grandi coalizioni, per ratificare la nomina a parlamentari “yes men” proposti ed imposti dalle oligarchie. Scelti per presunta fedeltà ai capi… ed allora Villari? Qui bisogna chiarirsi, e tanto per capirci, la legalità non è una coperta corta da tirare un po’ su un po’ giù. Villari è stato eletto come prescrive la legge, si o no? Si ed allora? Ma la legge in questo paese è un optional, a cui si preferiscono leggi a personam.

Barak Obama, lei ha una grande responsabilità, ha dato un sogno non solo ai suoi connazionale, ma al mondo, sono certo che lei lo steccato l’ha superato, lei Obama ha cominciato a scrivere una nuova pagina del mondo, che mi auguro sia come lei l’ha spiegato ai giovani quando l’ho conosciuto ed anch’io mi trovavo a guardarla con occhi sgranati ed ha bocca aperta, come le migliaia di giovani, a cui lei ha detto che “Cambiare si può “ che si può avere un mondo di solidarietà, di rispetto dell’ambiente… il mondo ha bisogno di vincere sugli egoismi…

Signor Presidente, buon lavoro


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