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Toscani censurato: l’anoressia non si deve mettere in mostra

IL GIURI SULLA PUBBLICITA CHIEDE LA SOSPENSIONE DELLA CAMPAGNA, FINITA UNA SETTIMANA FA

sabato 20 ottobre 2007 di Nunzia Auletta


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La campagna sviluppata per il brand Nolita, mostrava la giovane modella francese Isabelle Carò ed aveva già destato numerosi polemiche a Milano, dove il Sindaco Moratti aveva richiesto la sua sospensione.

E’ arrivata oggi la censura del Giurì sulla pubblicità, che ha dichiarato la campagna "non conforme agli articoli 1 e 10 del codice di autodisciplina pubblicitaria". L’accusa mossa a Toscani è quello di strumentalizzare un tema così delicato per fini commerciali, mascherandolo come elemento di denuncia sociale. La decisione del Giurì ha seguito il sollecito da parte dell’Aba (associazione bulimia anoressia) e di un assessore milanese.

Secondo il fotografo, è soprendente che si alzino tanti voci di protesta sulla manipolazione del corpo femminile quando si mostra l’anoressia, ma che lo stesso organismo di autoregolamentazione non dica niente sull’utilizzo ormai consueto di immagini femminili con forte carica sessuale usate per "vendere un gelato o una banana".

"Quelli del Giurì", dice Toscani, " sono dei moralisti che censurano il lavoro di un artista che ha avuto il via libera del ministero della Salute e il gradimento del 74% degli italiani". Infatti conferma che prima del lancio della campagna e proprio a causa della delicatezza del tema dell’anoressia, si era recato dal ministro della salute Livia Turco, che aveva dato il suo avallo al lavoro dell’artista, che si era così espressa: "la tematica trattata è certamente uno degli elementi di maggiore preoccupazione per la salute delle nuove generazioni...un’iniziativa come questa è in grado di aprire efficacemente un canale comunicativo originale ...di grande impatto idoneo a favorire un’assunzione di responsabilità verso il dramma dell’anoressia"

La censura, però, arriva in ritardo visto che la campagna si è conclusa da un settimana. Rimane solo un atto di dubbia moralizzazione che chiama a richiudere in soffitta tutti le immagine che la nostra società del benessere e del consumo preferisce non vedere, con un unutile sigillo ex-post alla creatività.

Un nuovo capitolo nella storia polemica di Toscani, che aveva già destato critiche e censure per le immagini poco convenzionali e a volte apertamente scioccanti delle campagne di Benetton.

Per maggiori dettaglio sulla posizione di Nolita:

http://www.nolita.it/noanorexia


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