Palaexpo: record di pubblico anche se con qualche polemica
domenica 21 ottobre 2007 di Barbara Martusciello
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Ne abbiamo già scritto su Agor@ Magazine: ci sono alcune cose che proprio non ci hanno convinti, delle scelte espositive ma anche del restilyng della rinnovata struttura istituzionale. Ciò nonostante, registriamo il grande successo di questa recuperata kunsthalle a Roma, chiusa dal 2003, riaperta grazie a una spesa di ben ventotto milioni di Euro.
Il pubblico, che applaude, e giustamente, quando qualcosa di nuovo arriva o ritorna ai cittadini e quando si aggiungono tasselli importanti alla cultura, ha prodotto un piccolo miracolo: ha fatto registrare un afflusso di più di 21mila spettatori in dieci giorni. Cifre da capogiro e soprattutto spia accesa sul bisogno di proposta culturale contemporanea che è mirabilmente analizzata da Richard Florida.
Lo studioso, oltre ad aver indicato la nascita di una nuova realtà sociale, quella della “classe creativaâ€, che rappresenta economia immateriale emergente e in costante espansione, ha riscontrato un diretto rapporto tra sviluppo dell’offerta culturale (intrattenimento, mostre, eventi, accadimenti effimeri ma anche permanenti con la creazione di Musei, biblioteche, teatri, Fondazioni, centri studi e università ) e crescita produttiva.
Non solo: ha evidenziato l’interessantissima correlazione tra questo ampliamento culturale e creativo e la crescita civile, sociale, etica dei cittadini dell’area culturalmente intensificata e interessata a vari livelli dal fenomeno. Le persone, insomma, dimostrano una lenta e crescente apertura mentale, una maggiore capacità di comprendere l’altro da sé, le novità , il progresso…
I nostri politici e i vertici istituzionali, oltre a tornare al rigoroso rispetto delle persone per le quali lavorano, grazie alle quali sono lì e alle quali devono rispondere, dovrebbero tenere in debito conto questi dati che rappresentano il futuro di un paese; anche solo considerandoli cinicamente, sono un potenziale indotto di consenso, di voti, di fruitori.
Come dimostrano i numeri del Palaexpo, che ci aspettiamo siano confermati nel tempo e si assommino gli uni agli altri: anche in previsione del ritorno negli spazi del Palaexpo della storica Quadriennale –bistrattata e sottotono, gli ultimi tempi– che ci aspettiamo, anzi pretendiamo a buon diritto, segni un vero successo per la città e non solo.
Info e altro su: www.palazzoesposizioni.it
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Barbara Martusciello
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