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Alla scoperta di Roma: chiese aperte con il Fai

venerdì 26 ottobre 2007 di Francesca Mentella


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A Roma l’obelisco della Piazza del Popolo e il monumento a Vittorio Emanuele II, delimitano il rettifilo del Corso, la strada storica della città, piena di eleganti palazzi e di chiese monumentali. Per secoli la via del Corso è stato luogo di feste, di spettacoli e di cortei di uomini importanti, che dall’antica Porta del Popolo entravano in città…

La porta del Popolo -scriveva André Maurel in un Mois à Rome- è quella che si aprì ai nostri antenati, venuti da conquistatori, ripartiti da fratelli. Dopo di loro, tutti quelli che vennero a Roma entrarono di qui, da Rabelais fino a Stendhal. La via Flaminia era la grande strada del Nord, ed il primo bacio che si riceveva da Roma era dato sottoquesta porta(…)".

Già ritrovo mondano di intellettuali, politici, artisti, oggi il Corso è perlopiù un luogo di shopping. Gli antichi caffè sono stati sostituiti dai fast food, e la frenesia cittadina ha fatto perdere, purtroppo, quell’aura magica e raffinata del tempo antico.

Il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ci invita a scoprire, con una nuova iniziativa, tutti quei luoghi che in molti conosciamo ma che la mancanza di tempo e di occasioni ci impedisce di conoscere: il centro storico della città e le sue chiese, trionfi del barocco romano. Lo scopo del FAI è quello di far rivivere la memoria di quei luoghi.

Si parte sabato 27 ottobre, proprio dall’elegante via del Corso, al numero 45, con la chiesa di Gesù e Maria per poi proseguire con la Chiesa di Santa Caterina de’ Funari (presso la via Caetani) e con Santa Bibiana, il debutto architettonico di Gian Lorenzo Bernini. Saranno i volontari del FAI a fare da ciceroni.

La Chiesa di Gesù e Maria apparteneva all’ordine degli Agostiniani Scalzi. Fu costruita su un progetto originario di Carlo Maderno -architetto della fabbrica di San Pietro- nel 1633 e fu rielaborata in seguito da Carlo Rainaldi, nel 1675. L’esterno in travertino, rispecchia nell’architettura l’austerità dell’ordine agostiniano ed è in contrapposizione con il suo sontuoso interno che accoglie decorazioni di pittori e scultori come Giacinto Brandi, Ercole Ferrata, Giuseppe Mazzuoli, Giovanni Lanfranco e Valadier.

Ogni monumento della città, ogni luogo di culto che visitiamo è prima di tutto un luogo di antiche memorie, un luogo in cui la ricchezza della storia riecheggia e dialoga con le opere d’arte.

Per riscoprire il passato: appuntamento a sabato; per maggiori informazioni: sabato 27 ottobre, Chiesa di Gesù e Maria, Via del Corso 45, Roma: ore 10.00-17.00, ingresso libero, NO prenotazione; info: tel 06-6879376, e-mail: delegazione.fairoma@virgilio.it


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