Il quadrato declinato dagli artisti alla NeoArtGallery
venerdì 26 ottobre 2007 di Barbara Martusciello
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La tematica non è una novità : in molte mostre è adottato quale soggetto privilegiato il quadrato, simbolico campo, emblema della pittura. E’ però interessante osservare in che modo ogni volta difforme è affrontato da curatori ed artisti. In questa mostra si focalizza la sua forma, regolare, "simmetrica, bloccata in quell’istante perfetto, composto e amplificato nei suoi quattro segmenti identici" dentro la quale "la sostanza vibrante distribuita in pigmenti, composti e alchimie di metalli".
Il quadrato, nella storia dell’arte ma in generale nel percorso delle civiltà , ha assunto significati e forme di pianta di templi o palazzi della spiritualità e del potere, di sacro recinto, di area di città , possedimenti e accampamenti militari; indice della congiunzione dei quattro simbolici punti cardinali. L’elenco non si arresta qui, come ci conferma Pier Maurizio Greco, l’artista che scrive anche il testo di presentazione dell’iniziativa; infatti, il quadrato è "simbolo della terra e dell’universo creato in relazione/opposizione al cielo rappresentato dal cerchio"; per i pitagorici, poi, il quadrato "riveste un’ampia simbologia: da una parte simbolo della giustizia e della legge, dall’altra riunisce la potenza di Rhea, la madre degli dei, attraverso i quattro elementi di acqua (Afrodite), fuoco (Hestia), terra (Demetra) ed aria (Hera).
Nella tradizione cristiana, la figura di Cristo, con le braccia tese ed i piedi giunti, rappresenta L’Uomo Quadrato per eccellenza, indica i quattro punti cardinali e si associa al simbolo della croce; si ritrova infine nelle chiese edificate con pianta quadrata o costruite sulla base del modulo architettonico ad quadratum". Prosegue Greco ricordando che "anche nella tradizione islamica, il simbolo supremo è la Ka’ba, un blocco quadrato di pietra nera che costituisce l’equivalente sulla terra del trono divino intorno al quale girano gli angeli. Territorio magico di numeri e suoni, il quadrato testimonia l’esigenza di una concezione pura dell’arte".
Citando Malevic, il quadrato rappresenta la supremazia della sensibilità pura nelle arti figurative e il ruolo essenziale e dirompente dell’immaginazione sopra ogni cosa. Con Josef Albers, solo per citare un altro illustre nome nell’arte, con la sua serie "Homage to the square" (Tributo al quadrato), iniziata intorno agli anni ’50, si raggiunge l’identificazione totale con la forma: non a caso, "Albers realizzerà più di 1000 versioni di questo soggetto, basato su una composizione di quattro quadrati di puro colore, inscritti uno dentro l’altro, in cui l’accostamento dei colori giustapposti determina interazioni e vibrazioni cromatiche. Le forme stesse tendono a contrarsi e ad espandersi, a recedere o ad avanzare interagendo con l’elemento luce e le sue modificazioni".
Dal 27 ottobre all’11 novembre 2007, in Via Urbana 122 a Roma, potrete osservare le diverse declinazioni del quadrato nelle opere di Marco Angelici, Fabrizio Bocca, Joao Carità , Alessio Casale, Benito Coltrinari, Paola de Santis, Massimiliano Doria, Rosanna Fedele, Pier Maurizio Greco, Susy Manzo, Francesco Maestria,- Juan José Molina Gallardo, Kim Molinero, Silvia Patrono, Teresa Reselo, Vincenza Spiridione, Kwok Fu Tsang, Giuseppe Viglione, Zoro e Antonietta Campilongo che cura anche la mostra.
Ognuno a suo modo, hanno scelto di confrontarsi con questo spazio, agendolo, "ricercando equilibri o dissonanze, stendendosi su quel perimetro, affrontando flussi di traverse e incroci, in cui la quiete si alterna al vortice delle linee, di quelle geometrie inquiete che spesso congiungono la retina al cuore".
Info: www.campilongo.it; anto.camp@fastwebnet.it; tel.3394394399.
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Barbara Martusciello
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