Aiutatemi…….voglio anch’io il mio partito. Attenzione anche l’uomo della strada scende in campo!
sabato 27 ottobre 2007 di Alfredo Narducci
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Molti anni fa ci si divertiva con questa barzelletta: quando s’ incontrano tre francesi fanno un triangolo amoroso; tre tedeschi un’armata; tre spagnoli una corrida; tre italiani…tre partiti!
L’indagine di un grande quotidiano nazionale ha censito molto più di 100 partiti, ed è probabile che ve ne siano tanti altri pronti a nascere, o che ve ne siano talmente piccoli da sfuggire alla ricerca.
E’ evidente che in Italia nulla cambia, si ride sempre degli stessi vizi. Però oggi, rispetto a molti anni or sono, si sono aggiunte delle importanti novità : la Televisione, la Multimedialità , la prevalenza dell’Immagine sui contenuti.
Cosa accade ora che nel passato non sarebbe stato possibile: mi riferisco alla ossessionante presenza sui media, ed in particolare sulla Tv, di personaggi che, in altri tempi sarebbero stati mandati alle scuole di partito per fare gavetta, o nelle botteghe ad apprendere un mestiere.
L’Homo Televisivus vince sull’Homo Sapiens!
Il grave è che i mass media sembrano solleciti a dare, insistentemente, spazio e la parola ad improbabili leader in fieri, o a personaggi vicini a qualcuno che conta, ad improvvisati salvatori della patria (meglio se sboccati), ad acrobati delle parole senza contenuti, ecc ecc. Basta che facciano audience.
Certo che bisogna dare la parola a tutti, perché questo è il sale della democrazia. Ma il video è uno strumento pericoloso, che se accortamente usato può in nome di questo diritto essere utilizzato per propagandare una qualsiasi idea, anche negativa. Il pericolo, insisto, è nell’uso del mezzo televisivo e mediale.
Ad esempio, basta presentare ripetutamente, nel giusto contesto, un qualsiasi personaggio, positivo o no, alla platea televisiva, che questi acquisisce notorietà e credibilità .
L’uomo della strada, con cui ho avuto il grande onore di confrontarmi, ha qualche perplessità sulla correttezza ed utilità per il paese di queste situazioni.
Sospetta che dietro al proliferare di tante iniziative politiche ci siano solo interessi di bottega, che nulla hanno a che fare con un progetto salvifico per la patria. Ma ciò che più lo spaventa non è la parcellizazione della politica, per la quale il vecchio detto â€vinca il migliore†può essere ancora valido, ma ciò che può comportare: l’accentuazione delle divisioni fra gruppi sociali, interessi di gruppi, e pseudoidentità politiche senza storia e radici culturali.
Quando, durante una nota trasmissione politica, qualcuno ha ventilato l’ipotesi di un partito dei giovani, l’uomo della strada si è spaventato: “ma siamo matti†ha detto, così si rende il conflitto generazionale oggetto di lotta politica. Cosa vogliono fare? Escludere dalla gestione della propria vita il 25% della popolazione italiana, inventare una rupe Tarpea sociale, o aggiungere al pantheon politico dei nuovi feticci?
Lo allarma questo clima di contrasti che sembrano insanabili, che non si riesca a trovare ciò che unisca e sia utile per il paese, la incomprensibilità dei comportamenti, il chiacchericcio che dietro le parole nasconde il niente, l’autoreferenzialità , e l’incoerenza fra il dire ed il fare.
Vorrebbe che i Maestri di vita, ed in Italia ed Europa sono tanti, in uno spazio mediale veramente aperto, potessero testimoniare sui valori con la V maiuscola, quelli che fanno vitale una nazione.
Ma sa che nella gara dell’audience vincerebbe di certo l’Isola dei Famosi.
Stando così le cose, ragiona l’uomo della strada, anche se non capisco niente di politica ed economia, in questo scenario caotico ove tutti sono legittimati a scendere in campo, potrei fare anch’io un partito rivoluzionario. â€Il Partito dell’Uomo della Stradaâ€, di cui saremmo tutti leader Indiscussi e Carismatici.
E l’uomo della strada lancia il suo appello: in ogni strada si apra un circolo (che sono tanto di moda)del PUS, e saremo vincenti, difatti i miei sondaggi dicono che di strade in Italia ce ne sono tantissime.
Auguri.
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Alfredo Narducci
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