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Verso la crisi

Antonio Di Pietro, perché vuole la caduta di Prodi?

luci e ombre dell’Ex PM

venerdì 26 ottobre 2007 di Umberto Calabrese


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A chi fa comodo la fine del governo Prodi? E perché Antonio Di Pietro fa di tutto perché questo accada? Queste sono le domande che ci stiamo ponendo un po’ tutti in queste ore.

Da più parti, si pensa che il vero beneficiario di un’eventuale caduta di Prodi sia Veltroni. E quindi Di Pietro stia facendo il secondo favore al neosegretario del Partito democratico. Il primo com’è noto, e stato quello di presentare la sua candidatura alla guida del PD in modo da poter essere poi rifiutata insieme con quella di Pannella.

Veniamo ai fatti, il ministro Di Pietro fa scoppiare il caso Rai. Sono gli uomini dell’ex pm, infatti, ad aver provocato il caso della richiesta di dimissioni di Petruccioli nella commissione di Vigilanza della Rai. Ed è ancora l’Italia dei Valori che manda sotto il governo nella votazione sulla chiusura della società Ponte sullo stretto. Ed è sempre Antonio Di Pietro ad iniziare gli attacchi a Mastella, una vera è propria azione politica quella di Di Pietro, contro Prodi attraverso Clemente Mastella.

E che Mastella sia la vittima sacrificale, l’ha detto persino Beppe Grillo. Ma l’attivissimo Antonio Di Pietro no, non ascolta il suo amico Grillo, ed affonda, colpo su colpo, tanto che assistiamo persino alla difesa di Mastella da parte del ex Ministro della Giustizia Castelli, che da Vespa, a Porta a Porta, definisce il tutto uno spettacolo indecoroso.

Ed indecoroso lo è, non si è mai vista tanta diligenza nel voler far cadere il governo di cui si fa parte. Quali disegni ha l’ex Pm, su quali scenari vuole muoversi? Ha stretto accordi con Veltroni ed entrerà nel Partito Democratico? Vuole guidare il Partito di Beppe Grillo? Non vuole sciogliere l’Italia dei Valori ed andare a destra, portando in dote la caduta di Prodi?

Le risposte le ha Antonio Di Pietro, l’Italia le aspetta.

Nel frattempo Romano Prodi avrebbe detto: "Fai troppo il furbo - l’accusa il premier a quattr’occhi -. Sei il paladino della legalità, ti metti alla testa del movimento di Grillo e poi per un pugno di voti tieni in piedi la società del Ponte sullo stretto, così cara a Totò Cuffaro. Pensi solo ai tuoi interessi, ai consensi del tuo partito".


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