Autoritratti - autobiografie: arti visive e critica d’arte si confrontano al Museo Hendrik C. Andersen
lunedì 29 ottobre 2007 di Barbara Martusciello
Lettori unici di questo articolo: 1043
Spazio non facile, per proporre il contemporaneo, questo Museo, diretto con un ammirevole sguardo al contemporaneo da Elena Di Majo. La particolare location legata alla Gnam di Roma è ricca di decorazioni e di presenze monumentali inamovibili, lascito di Hendrik C. Andersen all’Italia.
Scultore, pittore e urbanista statunitense di origine norvegese, grande viaggiatore, Andersen si trasferì in pianta stabile a Roma. Qui strinse amicizia con molti artisti e intellettuali, fu aiutato da alcuni amici benestanti e lavorò creativamente e intellettualmente. Alla sua morte, nel 1940, donò la sua casa (“Villa Hélèneâ€), lo studio, i documenti e più di 400 lavori, tra sculture, statuaria e stucchi, al Governo italiano che ne trarrà un Museo con il suo nome.
Hendrik C. Andersen era fermamente convinto del potere salvifico dell’arte –specialmente monumentale e d’impronta classica- e della sua capacità di produrre la perfezione in ogni senso e campo. Anche per questo è intrigante la scelta di allestire la mostra Autobiografia/Autoritratto in questa sede. Come a dire: partendo dal particolare, da se stessi, si può toccare l’altro da sé, quindi anelare a trattare dell’universale, nella speranza di fornirne un altro punto di vista.
Lucilla Catania, Marilù Eustachio, Daniela Monaci, Elisa Montessori, Cloti Ricciardi, Silvia Stucky e Francesca Woodman sono artiste molto diverse tra loro per linguaggio, curriculum e appartenenza generazionale.
Eccetto la Woodman, scomparsa nel 1981, il cui coinvolgimento è quindi possibile solo attraverso le sue fotografie, pregnante presenza in un contesto espositivo ampio, le sei artiste si sono direttamente interrogate, ognuna a suo modo, sul binomio tematico dell’autobiografia/autoritratto attraverso opere pittoriche, fotografie, sculture, video, installazioni composite che vedono ognuna il protagonismo del corpo della stessa autrice.
Il campo d’investigazione non è nuovo, ha radici profonde nella storia dell’arte e non solo, con nomi celebri, opere straordinarie, indagini approfondite, argomentazioni innovative e spesso –specialmente negli anni Sessanta– dissidenti.
Non elenchiamo qui i prodromi di tale attitudine linguistica ma registriamo che la sua pratica è in questa sede arricchita da una stretta relazione: quella tra le artiste e le critiche e storiche dell’arte coinvolte nel progetto. La mostra è, infatti, il risultato di un ciclo di incontri –essenzialmente tenutisi alla storica Casa delle Donne di Via della Lungara a Roma –di questo gruppo formato da due differenti aree operative, professionali, che dialogano e si mettono “a nudo†ognuna attraverso un’agire molto personale: le artiste tramite l’espressione visiva, le teoriche con la parola. In entrambi i casi con un pensiero forte e un intero mondo dietro a tutto questo.
Attenendosi a queste modalità , è indicata la relazione complessa di ogni singola autrice con la propria immagine ed è cercata la risposta alla domanda su che cosa implica, nell’ottica della differenza di genere, l’intenzionalità del ritrarsi e del raccontarsi.
Le artiste, sollecitate dalla curatrice del progetto (Laura Iamurri) e in accordo con le storiche e critiche d’arte coinvolte (Maria Grazia Messina, Silvia Bordini, Francesca Gallo, Rossella Caruso, Marisa Volpi), hanno interpretato mediante le loro opere le possibilità diverse dell’autoritratto che mai come in questo caso corrisponde assolutamente all’autobiografia.
Infatti, come si legge nel bel catalogo (Palombi Editori, Roma ), “le pratiche della contemporaneità hanno esteso il campo delle possibilità espressive, trasformando soprattutto l’autoritratto in un’attitudine non necessariamente mimetica, talvolta metaforica, riassuntiva di conflitti e inquietudini sull’immagine del proprio volto e del proprio corpoâ€.
Proprio il catalogo che accompagna la mostra, ratifica il confronto tra le artiste in mostra e le storiche e critiche che ne hanno seguito il lavoro, fornendo al tempo stesso le indicazioni per una riflessione storica sul tema.
|
||
Segnala questa notizia su
|
||
Barbara Martusciello
Articoli di questo autore
Registrato al Tribunale di Roma n° 358/2007 del 27 luglio 07 Edito da Ass.ne Spazio Agorà CF/IVA 97467680589
Diretto da: Umberto Calabrese
Realizzato da: Alessandro Rossi
web marketing







