Bond Argentini: a che punto siamo?
lunedì 29 ottobre 2007 di - Redazione
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Le banche si interessarono di collocarli fra i risparmiatori e in Italia tali obbligazioni furono consigliate quasi sempre come investimento sicuro e proficuo in quanto emesse da uno Stato sovrano.
Successivamente la situazione economica dell’Argentina precipitò ed i risparmiatori si trovarono con un capitale investito estremamente ridotto nel valore, fino ad una perdita di circa l’80%. Poiché il fenomeno si era verificato in un gran numero di Stati europei, oltre che nel Giappone e negli Stati Uniti, colpendo anche Fondi pensione statunitensi, iniziarono pressioni sullo Stato argentino perché affrontasse il problema per onorare i propri impegni economici, anche in considerazione del fatto che, dopo alcuni anni, con il contributo del Fondo Monetario Internazionale, l’economia argentina aveva ripreso a crescere progressivamente.
Lo Stato argentino nel 2005 ha offerto ai possessori di obbligazioni una rinegoziazione del debito a condizioni poco vantaggiose, alle quali aderirono solo una parte dei risparmiatori coinvolti (ed ora hanno recuperato all’incirca il 60% del capitale investito), mentre tutti gli altri, dopo averle rifiutate accettarono l’invito della TFA (organismo costituito dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, a tutela dei risparmiatori, ma soprattutto delle banche italiane, per evitare le vertenze a carico delle stesse) di ricorrere ad un arbitrato internazionale.
Alla fine dell’anno scorso la richiesta di arbitrato è stata accolta ed attualmente è in fase di costituzione il Tribunale arbitrale. Coloro che hanno aderito alla richiesta di arbitrato hanno dovuto vincolare le obbligazioni in loro possesso e impegnarsi a non avviare o a sospendere ogni azione giudiziaria nei confronti della propria banca.
Il valore delle vecchie obbligazioni in loro possesso si aggira oggi all’incirca sul 25–30% del capitale investito. L’esito del ricorso è molto dubbio, trascorrerà ancora del tempo e anche in caso di condanna dell’Argentina a risarcire i risparmiatori non è chiaro quale procedura esecutiva possa essere esercitata.
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Bond Argentini: a che punto siamo?20 ottobre 2009, di urac iolsonMi è parso di capire che i miei bond argentini ( Argentin 8,125% 2000-2004) ancora in giacenza sul mio deposito bancario BNL per un valore di acquisto di 75.000 E., oggi non siano più considerati carta straccia, ma abbiano un controvalore e possono essere venduti sul mercato regolamentato. Mi han detto di cercare il controvalore in base al codice ISIN, ma io facccio il medico e di queste bizzarrie non ne capisco nulla. Chi mi può aiutare a sapere qual’è il loro valore oggi e, se posso,come fare per venderli e al più presto possibile? Gli argentini sono peones e di essi non ci si può assolutamente fidare! Grazie per il vostro aiuto
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