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Giovanni Fattori

Incisioni della Collezione Franconi donate all’Accademia Carrara in Bergamo. Disegni dalla Collezione dell’Istituto Nazionale per la Grafica

mercoledì 31 ottobre 2007 di Marco Ancora


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L’Istituto Nazionale per la Grafica presenta, per la prima volta a Roma, le incisioni di Giovanni Fattori provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo.

Il fondo, formato da 124 acqueforti e 23 litografie, fu originariamente raccolto da un grande collezionista toscano estimatore di Fattori, Luigi Franconi, che impiegò gran parte della sua vita nello studio e nel collezionismo della grafica, ed in particolare di quella del Maestro toscano.

Franconi nello specifico rilanciò lo studio dell’incisione di Fattori cominciando ad acquistarne i fogli fin dagli anni ’60, allora ancora abbordabili nei prezzi sia per una certa disponibilità del mercato sia, come rimarcò egli stesso, per una non ancora adeguata considerazione verso tale Autore da parte della critica italiana del tempo.

Franconi si riconosceva profondamente in quella vita umile e quotidiana, metafisicamente rurale, in cui nacque e si sviluppò la Macchia, essendo egli stesso toscano verace (era di Quarrata di Pistoia); nel richiamo di quelle atmosfere tanto diverse dalla città in cui era costretto a vivere, si prodigò in un’opera di recupero fondamentale che nel tempo divenne una formidabile collezione, alla sua morte donata all’Accademia Carrara in Bergamo.

Quel richiamo di mondi passati e di atmosfere agresti ormai andati poteva essere restituito in immagini asciutte, essenziali, senza necessità cromatiche solo attraverso il mezzo tecnico dell’incisione, come se il ritmo del segno, semplice ma vero, forte, efficace, corrispondesse realmente allo scandire di quelle vite e di quei ritmi.

Storicamente l’incisione si tramandava quella funzione sociale da Pollaiolo, Mantegna, Durer, Rembrandt e Fattori sembrava raccoglierne silenziosamente il testimone. Era una devozione quasi religiosa quella di Franconi verso tal mondo così rappresentato, attraverso la "regola" dell’acquaforte riproducente il sentimento della natura con il suo arcano, misterioso linguaggio; il collezionista ne era "laicamente" attratto e affascinato.

Al tempo stesso lo incuriosivano, sconcertandolo, le regole assurde del mercato che spingevano "la maggior parte dei collezionisti a sollecitare l’opera unica, limitando così la diffusione di quest’altro aspetto dell’arte". Ma se nell’800 l’incisione acquisì la dignità e la dimensione dell’ opera d’arte completa ed autonoma, allora quelle caratteristiche furono riprese in Italia e proiettate in Europa dalla grandezza di figure come Signorini, Fontanesi, Fattori.

Proprio Giovanni Fattori con la propria personalità impetuosa rivoluzionò l’uso del mezzo ancora una volta, piegando una inesperienza tecnica alla necessità espressiva, traendo proprio dall’imperizia nella morsura e nella tiratura ulteriore slancio estetico, e creando così opere uniche nel loro genere.

Un primo catalogo fu edito nel 1987, presentato da Federico Zeri che allora rilevava tale raccolta come il documento straordinario di un’Italia sommersa, l’Italia non già terra di eroi, poeti, Santi, ma il povero paese che seppe far miracoli proprio a partire da quegli anni: le 147 incisioni di Fattori insieme a 19 disegni e al quaderno di appunti dell’artista, di proprietà dell’Istituto Nazionale per la Grafica, inquadrano quel povero paese e quel miracolo che quelle immagini contribuirono a far decollare.

Info mostra: Giovanni Fattori. Le Incisioni della Collezione Franconi donate all’Accademia Carrara in Bergamo. I Disegni della Collezione dell’Istituto Nazionale per la Grafica. Roma, Calcografia, via della Stamperia 6, fino al 25 novembre 2007


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