Made in Italy before Reality. Fotografie ritrovate del Belpaese
mercoledì 31 ottobre 2007 di Barbara Martusciello
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"s.t.", acronimo di "senza titolo" è il nome preso da un nuovo spazio polifunzionale dedicato alla fotografia ma nel quale -forse perché quel "buono stato di salute" non è poi così buono?- coesistono libreria, galleria e caffè-bistrot.
Si apre con una bella mostra che nasce dal ritrovamento casuale di un archivio foto-giornalistico, dalle origini ancora un po’ misteriose, che restituisce la vita sociale del nostro Paese dagli anni ’40 ai ’70. Sono state selezionate circa ottanta stampe originali in bianco e nero che compongono uno spaccato inedito, emozionante e anche bizzarro di un’Italia non ancora pienamente catturata dallo specchio della televisione.
Le immagini, precisamente, sono riconducibili a una pertinenza iconografica che zooma sul lavoro nei campi, sugli interni delle case contadine, suoi prodotti ortofrutticoli fino a quelli dell’industria tessile, sulle materie prime, sul cibo made in Italy aprendo, per esempio, anche all’immissione sul mercato e sulle tavole del panettone confezionato.
Si comprende come queste foto palesino un iter che -dall’evoluzione del lavoro agricolo e dei consumi alimentari- che permette di registrare il processo di modernizzazione industriale del Belpaese così come la "sostanziale continuità antropologica (segnalata a suo tempo da Pasolini) tra l’Italia del periodo fascista e quella dei decenni successivi, sino alla frattura prodotta dal trionfo della cultura di massa e quindi dello spettacolo televisivo della realtà ".
Le foto, che come abbiamo detto sono un’ottantina circa e in bianco e nero, hanno quasi tutte il tipico formato 18 x 24 e recano importanti timbri: degli studi e delle agenzie che hanno fatto la storia della fotografia italiana come l’Istituto Luce, Farabola, Meldolesi, Villani, Publifoto, Foto Vedo; delle aziende familiari oggi ancora attive, come la romana Foto Gioberti o lo studio Vajenti di Vicenza. Hanno, inoltre, le sigle degli enti pubblici che le avevano commissionate. Un importante, raro campionario archivistico.
In particolare, la mostra propone un’importante panoramica, come scrivono i curatori, "del lavoro di documentazione (circa 4.000 scatti) svolto a partire dal 1942 dal Servizio Fotografico del Comitato Nazionale Stampa e Propaganda Rurale per conto del Ministero della Cultura Popolare e di quello dell’Agricoltura e delle Foreste (che custodisce attualmente i negativi e parte delle stampe originali)". Dalla tipologia e qualità di queste foto "si evince che a un simile lavoro di ricerca parteciparono dei professionisti pienamente consapevoli delle potenzialità del mezzo fotografico e delle proprie risorse espressive. Tra le immagini più spettacolari prodotte per Stampa Rurale, figurano quelle dedicate ai famosi orti di guerra, sorti anche a Roma, a partire dal 1941, in diversi luoghi della città "
La già ampia documentazione resa da questo fondo è affiancata da alcune immagini provenienti da un’altra collezione privata: in questo modo è definita ancor più puntualmente una visione di un certo Belpaese in quegli anni.
Info: s.t. foto-libreria-galleria, Via degli Ombrellari 25 Roma; tel/fax +39 06 64760105; cell. +39 338 4094647. Fino al 7 dicembre 2007. Orari: dal martedì al sabato 10.30 - 20.30
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Barbara Martusciello
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