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Cultura

Come “fedele laico” ricevo l’enciclica Caritas in veritate tre anni dopo la Deus caritas est.

giovedì 9 luglio 2009 di Carlo Forin


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Si tratta di una lettera, che è precisazione importante della prima: “Dio è Amore eterno e Verità assoluta”. Amore, sì, ma nella Verità!

Viene proposta 43 anni dopo la Populorum Progressio di Paolo VI, sulla quale riflette a lungo soddisfatto della potente interpretazione data al Concilio dal suo ormai lontano predecessore.

La Rerum novarum , emanata nel 1891 da Leone XIII, era stata la prima delizia ‘sociologica’, ed immagino che Giuseppe Toniolo direbbe oggi –finalmente- davanti a questa Verità che osserva i limiti di quella con questo orientamento: “La maggiore forza a servizio dello sviluppo è quindi un umanesimo cristiano, che ravvivi la carità e si faccia guidare dalla verità, accogliendo l’una e l’altra come dono permanente di Dio” (: Conclusioni).

Inizia con:

L’amore – caritas – è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. E’ una forza che la la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero (cfr Gv 8, 22).

Io invito ciascuno a leggerla per scoprire o rinforzare il progetto che Dio ha su di lui.

Da sociologo mi trattengo dal commentarla perché dovrei avere uno spazio triplo del suo per sottolineare adeguatamente le finezze deliziato da tanto.

Parlo dal progetto che Dio ha su di me: la lingua deve subire una conversione perchè riusciamo a dire di più e meglio. Concordo con

 L’uomo non deve smettere di cercare di essere ‘di più’-.

Il tema completo “La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda” esce da una elaborazione articolata e complessa.

Isolo un’espressione:

In realtà, l’imprendorialità va intesa in modo articolato. Ciò risulta da una serie di motivazioni meta economiche.

Con ciò intende dire ‘motivazioni che vanno oltre l’economia’… in modo da cambiare l’economia, però. Il primo significato passa, l’altro no.

Perciò, vorrei illustrarvi prossimamente l’Apocalisse del ME, per spiegarmi.

Intanto, vi raccomando la lettura di Caritas in Veritate.

Salutiamo con gioia l’amico Carlo Forin, che da oggi riprende la sua collaborazione con Agorà Magazine, ben ritornato on line Carlo, un’ abbraccio da tutta la redazione e da me e Nunzia Auletta con fraterno affetto.

Umberto Calabrese

Direttore

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