L’assurdo
sabato 11 luglio 2009 di Carlo Forin
Lettori unici di questo articolo: 147
L’anno precedente era finito ‘bene’: ad aprile avevo potuto celebrare il convegno nazionale “Antares, alle origini perdute della cultura occidentale”, a maggio era morta mia madre, a giugno era morto mio padre. Li ho salutati ‘senza dolore’ perché è stata una liberazione: erano malati da anni. Credo che siano andati assieme al Padre, dopo 61 anni di matrimonio. E’ certo che ho avuto la Grazia del convegno, giusto prima che se ne andassero.
A luglio, su consiglio di mia sorella medico, Maria Luisa, mi sono sottoposto ad analisi perché qualcosa non andava regolare per il suo occhio clinico. Direte che un barile di lardo di 122 chili x 1,78 di altezza non è un’immagine salutare. Però, non è neppure una certezza di organo malato, anche se questa società opulenta comincia finalmente a vederlo come un punto in cui finisce per marcire (fra un’ora andrò a camminare). Un esame delicatissimo –dopo decine di altri- alzava l’ipotesi di amiloidosi –l’organismo si disgregherà. In ottobre, mi rivolgevo a san Francesco perché mi assistesse ad accettare ‘sorella demenza’. Erano i giorni nei quali ho scritto qui a mons. Ravasi riguardo all’assurdo di Giobbe.
A dicembre, Pavia certificava che il caso c’è, ma mi tranquillizzava subito: cuore e cervello sono a posto. Hanno cominciato ad esaminarmi per concludere che sto sostanzialmente bene, salvo i reni da verificare meglio.
Riassumo l’anno ringraziando il Padre: mi ha fatto vedere in me la pazzia come una possibilità molto concreta. AN TAS UB BA = BA BU SAT AN e PA ZU ZU come imminente.
Una lezione terribile e bellissima!
|
||
Segnala questa notizia su
|
||
Carlo Forin
Articoli di questo autore
Registrato al Tribunale di Roma n° 358/2007 del 27 luglio 07 Edito da Ass.ne Spazio Agorà CF/IVA 97467680589
Diretto da: Umberto Calabrese
Realizzato da: Alessandro Rossi
web marketing







